Milano – Dalle Dolomiti è arrivata sul palco cittadino l’opera lirica “I Giochi di Orobea”, scritta per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 e portata in scena ieri sera al Teatro Lirico “Giorgio Gaber” dopo il debutto del 6 dicembre al Sociale di Sondrio.
La serata ha avuto carattere istituzionale e culturale poiché, oltre a giovani artisti e pubblico, erano presenti rappresentanti regionali: Attilio Fontana e l’assessore alla Montagna Massimo Sertori. Il tono è stato di riconoscenza per un progetto che mette insieme territorio e palcoscenico.
“Le Olimpiadi devono lasciare tante legacy – ha affermato il presidente Fontana – e l’opera lirica ‘I Giochi di Orobea’ è, sicuramente un’importante eredità culturale con tutti i valori collegati. L’opera è anche una celebrazione della nostra bella Valtellina e, in particolare, delle sue sedi in cui si svolgeranno le gare olimpiche”.
“La Valtellina e la provincia di Sondrio – ha detto l’assessore Sertori – vengono celebrate con quest’opera fortemente voluta e scritta con una trama che riguarda proprio le Olimpiadi, per raccontarne i territori e che rappresenta quindi uno dei modi più originali per entrare nel clima dei Giochi Invernali avendo come riferimenti anche i valori e i principi universali legati alle Olimpiadi. E mi riferisco alla pace e al confronto leale, tutto in uno sfondo di montagne innevate che, ne ‘I Giochi di Orobea’, produzione realizzata con un’orchestra lombarda, giovane, celebra i nostri territori, Milano e la Valtellina, con le loro ricchezze, bellezze e storie da scoprire e conoscere”.
L’opera è nata con radici locali: nel cuore della Valtellina l’Orchestra Antonio Vivaldi ha immaginato una partitura che racconta lo spirito olimpico attraverso emozione, diversità e rinascita. Naturalmente il risultato sul palco è stato il frutto di un lavoro collettivo e giovane, e questo si è avvertito nella freschezza dell’esecuzione.
La trama è essenziale e simbolica: cinque “campioni” si contendono la sacra fiaccola del Dio Alpime (anagramma di Olimpiade), e ciascuno porta con sé una forma di diversità spesso discriminata — età, genere, orientamento sessuale, etnia/religione, disabilità — in un racconto che intende affermare che la diversità è forza e che la bellezza dell’umanità risiede nell’incontro.
Sul piano artistico, la serata ha messo in luce talenti e giovani professionalità: direzione musicale di Lorenzo Passerini, regia affidata a Livia Lanno e Stefania Giorgia Butti, scenografia di Lorenzo Mazzoletti, costumi di Giulia Bonuccelli e luci di Giulia Bandera. Il ritmo drammaturgico alterna momenti intensi e intermezzi di respiro, e il risultato è stato per il pubblico uno spettacolo compatto e riconoscibile.
La produzione, scritta appositamente per i Giochi, si pone come contributo culturale che collega le sedi olimpiche alla narrazione artistica: un modo entusiasmante per avvicinare platee diverse al discorso sportivo e territoriale, senza rinunciare a una forte componente simbolica e civile.
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Informazioni sullo spettacolo
Data del debutto: 6 dicembre (Teatro Sociale, Sondrio). Replica a Milano: Teatro Lirico “Giorgio Gaber”, rappresentazione tenutasi ieri sera (comunicazione LNews — Milano, 05 feb). Produzione realizzata con l’Orchestra Antonio Vivaldi, direzione musicale di Lorenzo Passerini. Team creativo: regia di Livia Lanno e Stefania Giorgia Butti, scenografia di Lorenzo Mazzoletti, costumi di Giulia Bonuccelli, luci di Giulia Bandera. Tema centrale: sfida, diversità e redenzione; cinque protagonisti in lotta per la fiaccola del Dio Alpime, simbolo dei valori olimpici e paralimpici.
Glossario
- Alpime: anagramma di “Olimpiade”, usato nell’opera come simbolo mitico attorno a cui ruota la competizione drammatica.
- Orchestra Antonio Vivaldi: formazione orchestrale che ha curato l’ideazione musicale dell’opera, radicata nel territorio della Valtellina e coinvolta nella produzione.