VATICANO -- Il Papa ha convocato il 23 e 24 aprile al Vaticano tutti i cardinali statunitensi, intervenendo così nello scandalo delle molestie sessuali di cui è al centro in questi giorni la chiesa cattolica americana e che sta scuotendo le chiese di diversi altri Paesi.
"Oggetto dell’incontro - ha reso noto un comunicato ufficiale del Vaticano - è l’esame dei problemi venutisi a creare nella Chiesa degli Stati Uniti in seguito agli scandali connessi con la pedofilia e l’indicazione di linee-guida al fine di ridare sicurezza e serenità alle famiglie e fiducia al clero e ai fedeli".
"Per quanto ne so questa è una cosa mai vista - ha detto a CNN Richard Sipe, ex sacerdote e psicoanalista in pensione che ha trattato casi di molestie sessuali all’interno della chiesa -. Credo sia il riconoscimento di quanto sia unica questa situazione. Siamo di fronte a una grossa crisi della chiesa".
Lo scandalo ha coinvolto anche il cardinale arcivescovo di Boston, Francis Law, del quale sono state chieste le dimissioni per non aver allontanato il sacerdote John Geoghan, poi condannato per pedofilia in tribunale. Law si era invece limitato a spostarlo da una parrocchia all’altra.
Law sarà tra gli otto cardinali che partiranno nei prossimi giorni dagli Stati Uniti alla volta di Roma. Fra questi, anche l’arcivescovo di Los Angeles, Roger Mahony, che è stato appena scagionato da accuse di abusi sessuali. Altri tre cardinali statunitensi vivono già in Vaticano.
Lo scandalo della pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica Usa è esploso lo scorso gennaio, quando a Boston padre John Geoghan, accusato di aver commesso abusi su circa 130 bambini, è stato condannato a dieci anni di prigione per aver molestato un minore nel 1991.
Da allora oltre 450 persone nella sola zona di Boston sono uscite allo scoperto raccontando gli abusi subiti. E in tutti gli Stati Uniti sono almeno 62 i sacerdoti in 17 diocesi sospesi finora per sospetti di molestie a minori.
Negli Usa le richieste di risarcimento per atti di pedofilia da parte di sacerdoti hanno creato gravissimi problemi economici a molte diocesi, tanto che c'era stata una richiesta, respinta dal Papa, di poter escludere la responsabilità della diocesi per atti di un sacerdote.
Lo scandalo ha ben presto valicato i confini americani: alla fine di marzo si è dimesso l’arcivescovo di Poznan, in Polonia, dopo essersi trovato al centro di accuse di aver molestato alcuni seminaristi. Juliusz Paetz, 67 anni, ha negato le accuse, ma ha detto di aver rassegnato le dimissioni "per il bene della chiesa di Poznan".
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