CITTA' DEL VATICANO. Ieri mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Pakistan, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.
I semi del Vangelo, seminati nella vostra regione da ferventi missionari nel sedicesimo secolo” - ha detto il Santo Padre - “continuano a fruttificare malgrado le circostanze alle volte ne ostacolino la capacità di mettere radici”.
“Vorrei chiedervi di assicurare il vostro clero della mia vicinanza spirituale mentre è impegnato a svolgere la sua missione”: ha affermato il Papa - “La centralità dell’Eucaristia, con la degna celebrazione dell’Ultima Cena e la silenziosa adorazione del Sacramento, deve essere particolarmente manifesta nella vita dei sacerdoti e dei Vescovi. Ciò indurrà i laici a seguire il vostro esempio e a meglio apprezzare la costante presenza del Signore in mezzo a loro”.
L’Eucaristia, ha proseguito Papa Benedetto XVI, “riorienta il modo di pensare, di parlare e di agire dei cristiani nel mondo e rende presente il significato salvifico della morte e risurrezione di Cristo, rinnovando la storia e vivificando tutta la creazione. L’atto dello spezzare il pane ci ricorda sempre di nuovo che l’assurdità della violenza non ha mai l’ultima parola, perché Cristo ha vinto il peccato e la morte con la sua gloriosa risurrezione”.
La spiritualità eucaristica” - ha detto ancora il Pontefice - “abbraccia ogni aspetto della vita cristiana. Ciò è evidente nell’emergente vitalità dei movimenti ecclesiali nelle vostre Diocesi. (...) Esortando i membri di tali movimenti e tutti i fedeli ad ascoltare attentamente la Parola di Dio e a coltivare l’abitudine della preghiera quotidiana, possano le vostre popolazioni promuovere una autentica comunità e creare reti caritative, in continua espansione, a favore del prossimo”.
“Il teologato di Karachi, il programma di filosofia di Lahore e i vostri Seminari Minori sono istituzioni di grande importanza per il futuro della Chiesa in Pakistan. Non dubitate mai” - ha esortato il Papa - “che i vostri investimenti di risorse umane e materiali assicurino una solida formazione ai vostri candidati al sacerdozio”.
“Occorre cercare collaboratori generosi fra i membri degli ordini religiosi che possano contribuire a sviluppare programmi di formazione sacerdotale e rafforzare i legami di cooperazione fra il clero religioso e diocesano”.
“Particolarmente urgente, nel momento attuale” - ha ribadito Benedetto XVI - “è il compito di preparare questi uomini - anzi tutti i catechisti e i laici impegnati - a divenire efficaci promotori del dialogo interreligioso. Essi condividono la responsabilità con tutti i cristiani in Pakistan nella promozione della comprensione e della fiducia verso i membri di altre religioni edificando fori pacifici di aperto dialogo”.
Infine il Papa ha ricordato che esistono “altre istituzioni cattoliche che continuano ad essere al servizio del bene comune del popolo pachistano”, in “ospedali, scuole, agenzie sociali e caritative che rispondono alle concrete necessità degli utenti”.
“Vi incoraggio” - ha concluso il Pontefice esortando i Vescovi - “ad edificare sul nobile esempio di servizio al prossimo inciso nella storia di tali istituzioni. Sacerdoti, religiosi e fedeli laici nelle vostre Diocesi, occupandosi dei malati, aiutando i giovani a crescere nella conoscenza e nella virtù, e rispondendo alle necessità dei poveri, rivelano il volto umano dell’amore di Dio per tutti gli esseri umani”. AL/.../PAKISTAN
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