Gli spunti per l’indagine scientifica possono arrivare veramente dalle situazioni più impensabili.
Il dott. Jianhong Zhou, professore di neurochirurgia alla Fudan University, e medico all’Huashan Hospital, si è occupato di un caso decisamente singolare, che gli ha consentito di sfruttare al meglio le potenzialità delle cellule staminali. Un paziente che aveva appena pasteggiato in un ristorante di Shangai, si è presentato alla porta di Zhou con una tipica bacchetta di bambù conficcata nel naso. Non abbiamo idea di come sia avvenuto questo orrendo e dolorosissimo incidente da famiglia Simpson, ma sappiamo che il paziente ora è in ottima forma, e le sue cellule celebrali sono di nuovo intatte.
Zhou ha prelevato le cellule nervose rimaste "attaccate" a questa originale biopsia, le ha coltivate e successivamente impiantate nel cervello. l’operazione ha avuto esiti talmente positivi che il team di Zhou ha deciso di utilizzare lo stesso metodo (senza bacchetta!), per riparare altri 8 casi di traumi cranici.
I risultati complessivi di questi interventi sono stati presentati all’Asian Stem Cell Science, un meeting tenutosi a Londra, dove l’Huashan Hospital si è distinto nettamente per la sua leadership nel settore. In Asia la ricerca sugli embrioni e sulle cellule staminali viene concepita in modo totalmente diverso dal resto del mondo: la preparazione scientifica dei ricercatori non è così legata all’etica e ad una certo fideismo morale occidentale.
l’approccio culturale e religioso della società asiatica nei confronti delle biotecnologie riflette senza dubbio una visione materialista della vita, stralciata dalla metafisica. Laddove la finalità dell’uomo non si riduce alla sua finitezza, entra in gioco un divenire ed un proseguimento della razza umana esterni da un disegno divino. Si crea il proprio disegno con la spiritualità , ma anche con l’arte e la scienza; non viene posto l’interrogativo su quale sia il quid che muove l’agire dello scienziato, ma si cerca di manipolarlo a proprio uso.
Ecco perché è l’Asia la patria della prima clonazione terapeutica, dei primi animali clonati, del biotech che prende piede in queste terre dove (quasi) tutto è permesso. Un rappresentante del governo inglese ha dichiarato durante il congresso: "I ricercatori di Singapore, della Cina o della Corea del Sud sono preparati e hanno tanto talento quanto i loro colleghi europei. Di fatto pero' li superano: hanno equipe più organizzate e maggiormente finanziate, le loro prospettive coprono un arco di tempo di gran lunga superiore al nostro. Il fatto è che gli scienziati affrontano molte meno resistenze e ostacoli, e questo fa si' che si arrivi prima alle sperimentazioni cliniche".
Il dott. Shin Yong Moon, direttore del Stem Cell Centre alla Seoul National University, ha potuto constatare sulla propria pelle questo dato di fatto: è nel centro che dirige che sono state create 36 nuove linee embrionali, probabilmente la più grande "collezione" mai ottenuta finora. "Solo nel nostro Paese si contano più di 300 ricercatori che si occupano di staminali".
E questo è quanto. Gli italiani di qua, rassegnati alla triste sorte dei 4 referendum, e il resto del mondo di la', dove tutto va avanti.
Cinzia Colosimo
http://staminali.aduc.it
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