Bisceglie (BT) - Comando Provinciale di Bari - Nonostante la separazione dalla moglie, continua a perseguitarla pretendendo denaro per vivere e aggredendola ogni volta che la incontra, ma colto in flagrante è finito in carcere. Dovrà difendersi dalle accuse di atti persecutori, lesioni personali, tentata estorsione, violenza e minacce, un cittadino ucraino 38enne, residente a Bisceglie, arrestato ieri dai Carabinieri della locale Tenenza.
La vittima, una connazionale coetanea, si è presentata in caserma riferendo di essere perseguitata dal suo ex marito, il quale non perde occasione per fermarla in strada e per aggredirla con violenti calci e pugni, allo scopo di farsi consegnare del denaro necessario per vivere, essendo l’unica dell’ormai sciolto nucleo familiare a svolgere un lavoro.
Nella circostanza ha precisato che, dopo una prima denuncia fatta agli inizi di quest’anno, il suo compagno, responsabile di fatti analoghi, era finito in carcere, ove vi restava per circa quattro mesi. Per sua sfortuna, però, le cose non sono andate nel modo in cui si auspicava, atteso che il marito, ritornato a casa, ha ripreso a persuaderla a suon di botte, affinché rimettesse la denuncia, cosa che in effetti, qualche giorno dopo, ha fatto.
A questo punto, le incalcolabili aggressioni, rivolte anche nei riguardi del loro figlio, ha indotto la vittima a trasferirsi presso un’altra abitazione, ma anche in questo caso non sortiva l’effetto desiderato, perché le minacce si facevano sempre più frequenti, sia a mezzo di telefono, sia con pedinamenti e appostamenti sotto casa e davanti l’abitazione in cui la donna svolgeva mansioni di collaboratrice domestica.
L’ultimo episodio è accaduto ieri mattina, quando l’ucraina, uscita di casa per recarsi al lavoro, è stata assalita dall’uomo, appostatosi lungo la strada, che l’ha percossa violentemente. Questa volta, però, a sottrarre la malcapitata dalla morsa dell’aggressore c’erano i Carabinieri, appostatisi in zona, che hanno bloccato con non poca fatica lo “stalker“, traendolo in arresto e rinchiudendolo nel carcere di Trani.
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