Bologna - Comando Provinciale di Bologna - La squadra reati predatori dei Carabinieri della Compagnia di Molinella hanno arrestato tre malfattori specializzati nei reati predatori. A finire nei guai per il reato di concorso in furto aggravato sono stati due diciottenni, nati a Bologna e Lugo e un ventisettenne, nato a Cattolica, domiciliati in un campo nomadi della provincia di Bologna.
I tre sono stati fermati a bordo di una Lancia Y in prossimità di San Martino (FE), dopo che la pattuglia dell’Arma di Molinella li aveva seguiti per diversi chilometri da San Martino in Argine (BO), dove erano stati avvistati con fare sospetto nei pressi del parcheggio del cimitero comunale, durante una cerimonia funebre. Durante la perquisizione veicolare sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso e una macchina fotografica digitale di probabile provenienza furtiva. Dalle indagini svolte, infatti, è emerso che i tre avevano “visitato“ un altro parcheggio cimiteriale, quello di Santa Maria Codifiume (FE), dove avevano sfondato il vetro anteriore di una BMW X1 parcheggiata e si erano impossessati degli oggetti contenuti al suo interno. Nella circostanza criminosa, uno dei tre, quello nato a Bologna, durante lo sfondamento del vetro rimaneva ferito alla mano destra, procurandosi tagli e lesioni varie che lo stesso, nonostante l’invito dei Carabinieri a recarsi in Ospedale, rifiutava di farsi medicare. La refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario.
Una decina di giorni fa, lo stesso giovane era stato denunciato dai Carabinieri di Baricella che, al termine di un’attività d’indagine cominciata lo scorso novembre, lo avevano ritenuto responsabile di un altro furto aggravato in concorso ai danni di una Toyota Yaris parcheggiata nel cimitero di San Gabriele. Nell’occasione, il malvivente, assieme a un altro complice rimasto ignoto, era riuscito a impossessarsi della borsa di una vedova che era andata a fare visita al marito defunto e, credendo di trovarsi in un luogo “tranquillo“, aveva lasciato tutti gli effetti personali, compreso i soldi (un centinaio di euro) all’interno del veicolo. Questa mattina, alle ore 9, i tre nomadi sono stati tradotti nelle aule del Tribunale, in attesa di essere processati col rito direttissimo.
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