Omofobia: Quindicenne preso di mira, il caso del profilo social Fake è stato risolto.

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Milano: Un passo avanti: su violenza di genere e omofobia. È apparso oggi sulla pagina ufficiale della questura di Milano. Insulti, anche di natura omofoba, foto accompagnate da commenti estremamente offensivi (i cosiddetti "meme", particolarmente in voga su internet oggi) e pesanti discriminazioni sui social network. Questo è il trattamento riservato ad un ragazzo non ancora quindicenne da parte di un suo coetaneo, come lui frequentatore di un liceo di una zona centrale e "benestante" di Milano.

Dopo alcuni mesi di angherie, il ragazzo, che ha visto crollare il suo rendimento scolastico e che ha avuto bisogno di essere seguito da uno psicologo per il dolore causatogli da un simile trattamento, ha trovato la forza di farsi accompagnare in Questura dai suoi genitori ed ha raccontato ai poliziotti dell’Ufficio Stalking quanto gli stava accadendo negli ultimi mesi.

In seguito ai necessari accertamenti, l’autore dei post denigratori è stato rapidamente identificato, convocato in Questura ed ammonito ai sensi della nuova legge 71/2017. Il bullo postava i suoi insulti celandosi dietro pseudonimi e profili non personali.

Si tratta del primo caso in cui a Milano viene adottata questa procedura, prevista all’art.7 ed a cui si accompagna l’altra recente innovazione in tema di contrasto alla #violenza-di-genere e nei confronti delle vittime vulnerabili: l’invito formale da parte del Questore ad intraprendere uno specifico percorso trattamentale di recupero.