monarchia e repubblica su Ladysilvia; La differenza fra monarchia e repubblica è reale e sostanziale. Quante volte ci è capitato di dire e sentir dire che un Re è super partes, un presidente è uomo di parte: lo prova la crisi del governo Prodi.
Caduto l’esecutivo in quel modo, per l’incomunicabilità fra alleati di coalizione, con l’assurdo che nei mesi passati il governo varava dei provvedimenti contro i quali scendevano in piazza a protestare esponenti della sua stessa maggioranza, persino ministri, la cosa più logica da fare sarebbe stata sciogliere le Camere, invece il presidente della repubblica è ricorso ad un vero e proprio “accanimento terapeutico”. Ha deciso di mantenere in vita un governo delegittimato e senza i numeri per governare, ma ci siamo scordati che il presidente proviene dal vecchio apparato del PCI?
Ci siamo scordati che è stato eletto, anzi imposto, dalla maggioranza senza alcun dialogo con l’opposizione? Il presidente altro non ha fatto che pagare la cambiale politica a chi lo ha votato.
E questa è la prova del nove che un presidente è e rimane sempre uomo di parte che guarda non al bene della nazione, ma della propria parte politica. E’ sotto gli occhi di tutti che questa maggioranza, che nel paese è, in questo momento, minoranza, per restare aggrappata alle proprie poltrone ha fatto una politica trasformista aggregando opportunisti in cerca di visibilità e prebende in cambio del proprio voto.
Follini ne è un esempio tipico. Che cosa possono fare i monarchici? Personalmente penso che debbano tornare a fare politica attiva. Se prima o poi l’armata Brancaleone del centrosinistra cadrà , i monarchici dovranno decidersi a presentarsi alle urne con un proprio simbolo ed una propria compagine politica per mandare in Parlamento almeno un paio di deputati ed un senatore. Si dirà : la legge vigente rende ostico, causa la necessità di raccogliere un numero immenso di firme, presentare una lista.
E allora facciamo un accordo di tribuna con un grande partito, un accordo del tipo: tu presenti candidati nostri in collegi blindati e noi in cambio ti raccoglieremo i voti monarchici. Non dimentichiamo che alle ultime elezioni chi vinse, vinse sul filo di lana, dunque anche 25.000 voti monarchici, e in tutta Italia potrebbero essere di più, potrebbero dare la vittoria ad un certo schieramento. Mandare in Parlamento alcuni dei nostri vorrebbe dire portare alle Camere chi crede ancora nell’Italia del Risorgimento, nell’Italia di Vittorio Veneto. Vorrebbe dire poter presentare una proposta di legge per abolire l’art. 139 della costituzione, vorrebbe dire usare del peso di alcuni parlamentari per discutere della sepoltura degli ultimi Re d’ Italia al Pantheon.
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