ARCIGAY: “SPAGNA E ITALIA SEMPRE PIU’ LONTANEDA NOI PRESERVATIVI CENSURATI ANCHE DALLA PUBBLICItà ANTI-AIDS DEL GOVERNO”
“In Spagna è la stessa Chiesa cattolica ad aprire al preservativo, in Italia persino la pubblicità governativa per la prevenzione dell’Aids li censura e si limita a mostrare due ragazzi col cappuccio. In Spagna anche i vescovi hanno più buon senso dei nostri ministri”, è il commento del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, alla decisione della Conferenza episcopale spagnola di consentire l’utilizzo del preservativo nella prevenzione dell’Aids.
“Non solo l’attuale governo italiano ha soppresso, per la prima volta da quando è scoppiata l’emergenza Aids nel paese, le campagne di prevenzione mirate a target specifici, come la popolazione omosessuale " rincara la dose Lo Giudice -, ma ha anche cancellato ogni esplicito riferimento al preservativo nella campagna generale. Durante gli ultimi anni si sta purtroppo assistendo ad un’impennata dei casi di Aids dovuti a rapporti sessuali. Noi riteniamo corresponsabile di questo flagello il silenzio delle istituzioni. La diffusione della malattia passa soprattutto attraverso i rapporti eterosessuali, ma anche per gli omosessuali la situazione rimane critica e preoccupate”.
“Il governo italiano è inoltre inadempiente " ricorda Paolo Ferigo, responsabile salute di Arcigay " nel versamento della quota annuale 2004 di 100 milioni di euro a sostegno del fondo internazionale per la lotta all’Aids”.
“Auspichiamo " prosegue Lo Giudice " che la responsabilità manifestata dai vescovi spagnoli possa portare consiglio anche al governo Berlusconi e al ministro Sirchia”.
Ufficio stampa Arcigay: Luigi Valeri
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