Torna l’appuntamento organizzato dalla ASL Roma 1 e AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) in collaborazione con AICHE (Associazione Italiana Cheratoconici). Martedì 12 aprile dalle ore 8.30 alle 13.00, nell’ambito della campagna I Martedì dello screening presso il Presidio Ospedaliero Oftalmico ci sarà una giornata di screening gratuito per la diagnosi precoce del cheratocono, in cui i pazienti di età compresa tra i 10 ed i 40 anni e le persone con familiarità per cheratocono saranno sottoposte a topografia corneale.
Cos’è il cheratocono: è una patologia caratterizzata da una deformazione e da un assottigliamento corneale con sviluppo progressivo di astigmatismo irregolare che negli stadi iniziali è correggibile con occhiali e lenti, ma che negli stadi più avanzati può richiedere un intervento chirurgico. In genere insorge durante l'adolescenza e progredisce fino ai 30-40 anni per poi fermarsi, è ipotizzabile che la malattia sia il risultato delle alterazioni di più geni, sui quali intervengono dei fattori ambientali. È una condizione relativamente rara, anche se le diagnosi sono in aumento, esistono forme familiari e la possibilità di sviluppare il cheratocono nei parenti di primo grado dei pazienti affetti è da 15 a 67 volte più elevata rispetto alla popolazione generale. Per avere una certezza della diagnosi serve una topografia corneale computerizzata che permette di valutare il potere diottrico e la morfologia della curvatura dell'intera superficie corneale. Nei soggetti molto giovani con cheratocono evolutivo, si può ricorrere ad una terapia chiamata “cross-linking del collagene corneale”, un trattamento che irrobustisce le lamelle corneali ritardando o bloccando il progressivo aumento della malattia. Negli stadi più avanzati, specialmente in caso di perdita della trasparenza della cornea e quando la correzione con occhiali o lenti a contatto non permette di raggiungere un visus utile all'attività lavorativa o relazionale del paziente, è necessario eseguire un trapianto di cornea. Le tecniche chirurgiche attuali consentono di sostituire la sola porzione di cornea alterata, con vantaggi come la riduzione del rischio di rigetto del lembo corneale innestato.
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