Milano: (GDA) Ogni uomo nel suo ideale è un burocrate. Ogni uomo desidera comportamenti basati su un certo ordine. Il suo ordine. Anche l? anarchia ha una sua burocrazia. La dimostrazione è semplice.
Gli anarchici reagiscono anche in forme non usuali alla mancanza della loro burocrazia... Nessun potere sfugge ad un tale stato di fatto. Tuttavia siamo tutti d?accordo che non tutte le burocrazie sono uguali. Ciò era vero in passato... ed è vero anche oggi. I sistemi politici cambiano e portano con sé la burocrazia legata alla loro cultura. Inevitabilemente arriva una certa burocrazia. Cambia politica... e quindi cambia la burocrazia.
Il cittadino è nella maggioranza dei casi spettatore passivo (nel senso che patisce i cambi di burocrazia...). Ovviamente talvolta il cambio gli è favorevole... in linea di principio... In pratica mai. Infatti ogni burocrazia tende a farsi notare... nella convinzione della dirigenza (Politica? Burocratica?) che la politica deve farsi notare per avere consenso... e la via più ovvia per il consenso che raggiunge molti cittadini è la burocrazia... Si cambiano modi, moduli, procedure, tempi e contenuti dei gesti burocratici... E il cittadino soffre... per la burocrazia vecchia e per la nuova oltre che per il cambio.
Chi perde valore e fiducia è la politica... che giustamente o ingiustamente finisce con il pagare il prezzo di una forte superficialità organizzativa. Ma è anche peggio... Il rispetto della burocrazia è spesso impossibile... La complessità della stessa obbliga a violarne le regole: una volta imparato... il gioco è fatto. Si ripeterà. Il numero delle regole è altissimo.
Risultato: una qualche regola sarà violata. Quella costituirà l’esempio per tutte le altre... Così nasce la illegalità...
Epolis: concesso da Prof. Giovanni Degli Antoni (GDA)
Novembre 2006
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