Milano - Nel cuore della stagione teatrale 2023/2024, il Teatro Menotti presenta una rivisitazione contemporanea della tragedia classica di Euripide, "Le Supplici". Un'opera antica che, nelle sapienti mani di Serena Sinigaglia, regista di lunga esperienza, acquista nuova vita e rilevanza nell'odierno panorama sociale e politico.
Un Richiamo dal Passato
L'originale tragedia, scritta tra il 423 e il 421 a.C., narra le disperate suppliche di un gruppo di madri argive ai cittadini ateniesi. Esse chiedono aiuto per dare degna sepoltura ai loro figli caduti durante un assalto fallito a Tebe. La tensione tra Atene e Tebe culmina in una guerra evitabile solo attraverso la mediazione di Teseo, il re ateniese. La storia è intrisa di conflitti, democrazia in crisi e valori umanitari a rischio.
La Rilettura Contemporanea: Un Dialogo con il Presente
Sinigaglia, insieme a Gabriele Scotti, ha rielaborato il testo originale, inserendo frammenti di autori come Cioran, Machiavelli e Platone. Un connubio che rende l'opera ancor più potente e adatta al nostro tempo. La riduzione a sette attrici sottolinea la versatilità del cast, che interpreta madri, coro e vari personaggi.
Note di Regia: Una Riflessione sulla Democrazia e la Crisi dei Valori Umani
In una dichiarazione di Sinigaglia, si sottolinea come la democrazia ateniese rifletta i dilemmi contemporanei. I valori umanistici crollano, lasciando spazio alla forza e al narcisismo. Le sette madri, interpretate da straordinarie attrici tra cui Matilde Facheris e Maria Pilar Pérez Aspa, diventano portavoce di pacifismo e pietà in un mondo che sembra aver dimenticato tali virtù.
«Amo i classici da sempre: con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Insomma, classico e contemporaneo si riguardano, si specchiano l’un con l’altro, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione. Da anni voglio affrontare “Le supplici” di Euripide: adesso è arrivato il momento di farlo. Il crollo dei valori dell’umanesimo, il prevalere della forza, dell’ambiguità più feroce, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo.
È incredibile quanto una scrittura che risale al 423 a.C. risuoni chiara e forte alle orecchie di un cittadino del terzo millennio. La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte, contraddice i suoi stessi valori, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà. È manipolazione a tratti persino grossolana, si chiama democrazia ma assomiglia troppo ad un’oligarchia. Sembra lo strumento migliore per scansare le responsabilità e restare ad ogni costo sempre e comunque impuniti. È la legge del più forte, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti.
Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti, dei figli uccisi, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire.Tebe sotto la tirannide di Creonte, Atene sotto la democrazia di Teseo. Ancora una volta una stranezza: può essere la democrazia in mano ad una persona sola? Non è una contraddizione in termini?
Il discorso tanto caro a Euripide, che parla di pacifismo e amore tra i popoli, di dolore e di pietà di queste madri che hanno perso i figli, di un intero paese che ha perso i propri eroi, si intreccia con un sottile ragionamento politico, capace di rendere questa tragedia un unicum per l’antichità.
Sette madri, sette attrici: Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan, Deborah Zuin.
Queste attrici straordinarie, a cui mi lega un lungo sodalizio artistico, interpreteranno dunque il coro delle supplici e saranno anche, di volta in volta, i diversi personaggi della tragedia: Teseo, l’araldo tebano, Etra, Adrasto, il messaggero, il coro dei bimbi, Atena. Un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale». Serena Sinigaglia
Premi e Riconoscimenti: Un Successo Critico
Il lavoro di Sinigaglia e del cast è stato premiato con il Premio della critica 2022 dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Hystrio Twister 2023, confermando l'eccezionale valore artistico dello spettacolo.
Dettagli Tecnici e Logistici
La produzione è curata da ATIR - Nidodiragno/CMC - Fondazione Teatro Due, Parma, con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. La traduzione di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi, insieme alla drammaturgia di Gabriele Scotti, contribuiscono a plasmare un'esperienza teatrale unica.
Date, Orari e Biglietti: Un Invito alla Partecipazione
Lo spettacolo si tiene al Teatro Menotti, Via Ciro Menotti 11, Milano. La biglietteria è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo, e la domenica dalle 14.30 alle 16.00 solo nei giorni di spettacolo. Gli spettacoli sono programmanti dal martedì al sabato alle ore 20 e la domenica alle 16.30, con il lunedì come giorno di riposo.
Conclusioni: Un'Esperienza Profonda e Attuale
"Le Supplici" di Euripide, nella sua rielaborazione contemporanea, si presenta come uno specchio della società attuale, affrontando temi quali democrazia, crisi dei valori e conflitti umani. Un'opera che invita a una riflessione profonda sulla nostra condizione, unendo il passato al presente con maestria e innovazione.
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Serena Sinigaglia
Produzione ATIR - Nidodiragno/CMC - Fondazione Teatro Due, Parma
Con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
In collaborazione con Cinema Teatro Agorà, Cernusco sul Naviglio
Traduzione di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
Drammaturgia a cura di Gabriele Scotti
Regia di Serena Sinigaglia
Con Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
Scene di Maria Spazzi
Costumi e attrezzeria di Katarina Vukcevic
Luci di Alessandro Verazzi
STAGIONE 2023 | 2024
BIGLIETTERIA / PREZZI
• Intero - 32.00 € + 2.00 € prevendita
• Ridotto over 65/under 14 - 16.00 € + 1.50 € prevendita
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 0282873611 - biglietteria@teatromenotti.org
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online https://www.vivaticket.com/it/Ticket/supplici/2121...
Con carta di credito su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo
Glossario
- Democrazia: Forma di governo in cui il potere è esercitato dal popolo o dai suoi rappresentanti attraverso elezioni libere e periodiche.
- Oligarchia: Sistema di governo in cui il potere è concentrato nelle mani di un gruppo ristretto di individui o di una classe sociale privilegiata.
- Mediazione: Processo di negoziazione o intervento di una terza parte neutrale per risolvere una controversia o raggiungere un accordo tra parti in conflitto.
- Tragedia: Genere teatrale caratterizzato da eventi drammatici e spesso da un finale tragico, in cui si esplorano temi profondi e universali come la vita, la morte, l'amore e il destino.
- Rito funebre: Cerimonia o insieme di pratiche rituali svolte in occasione della morte di una persona, finalizzate al suo commiato e alla sua sepoltura.
- Pacifismo: Dottrina o atteggiamento che promuove la pace e la non violenza come principi fondamentali per risolvere i conflitti e mantenere l'ordine sociale.
- Narcisismo: Tendenza patologica ad amare eccessivamente se stessi, associata a una mancanza di empatia e a un eccessivo desiderio di ammirazione e gratificazione personale.
- Drammaturgia: Arte e tecnica della composizione drammatica, che include la struttura, il dialogo, la caratterizzazione dei personaggi e l'intreccio delle trame all'interno di un'opera teatrale.
- Frammenti: Breve estratto o parte di un'opera letteraria o filosofica, spesso utilizzato per illustrare o arricchire un altro testo o per evidenziare un concetto specifico.