Al Teatro Manzoni di Milano, il 28 ottobre, il pubblico ha assistito a un esperimento teatrale tanto sorprendente quanto emozionante: “Strappo alla regola”, scritto e diretto da Edoardo Erba, con Maria Amelia Monti e Cristina Chinaglia. Una commedia che unisce l’ironia dell’horror anni ’70 alla profondità di un racconto contemporaneo sulla libertà femminile.
Un’idea originale e audace — quella di far dialogare cinema e teatro, schermo e palcoscenico — che si traduce in un racconto brillante, surreale e insieme profondamente umano.
Il primo applauso va all’idea registica: cinema e teatro si fondono in un unico linguaggio visivo e narrativo. Sul grande schermo, un film horror in stile Dario Argento prende vita, finché la protagonista, Orietta (Maria Amelia Monti), fugge dal suo destino e letteralmente “strappa” lo schermo e riesce ad uscire catapultandosi nel mondo reale. Qui incontra Moira (Cristina Chinaglia), giovane donna dei nostri giorni, che ha paura di perdere il suo lavoro ( maschera del cinema ) ed è prigioniera di una relazione tossica.
Nasce così un dialogo intenso e surreale tra due epoche: gli anni Settanta delle battaglie femministe e l’oggi, ancora segnato da silenzi e paure. Orietta, con la sua vitalità un po’ anacronistica e irresistibilmente ironica, diventa la miccia che accende in Moira la consapevolezza di poter cambiare la propria vita.
La scrittura di Erba — brillante, ritmica, a tratti commovente — trasforma il “gioco” tra realtà e finzione in un viaggio dentro la coscienza femminile, tra coraggio, solidarietà e riscatto.
Le due protagoniste regalano un duetto magnetico: la Monti alterna leggerezza e profondità con naturalezza impeccabile, mentre la Chinaglia incarna con sensibilità la fragilità e la rinascita di una donna che trova la forza di dire “basta”.
A completare il quadro, la proiezione del film — girato a Bellano, nei luoghi dell’infanzia della Monti — diventa metafora visiva di un passato che ritorna, ma anche del bisogno di rompere gli schemi per riscrivere la propria storia. Le musiche di Massimiliano Gagliardi e le scene firmate da Luigi Ferrigno e Sara Palmieri amplificano la tensione tra sogno e realtà.
“Strappo alla regola” diverte portando a riflettere, mescolando comicità e dolore con la grazia del miglior teatro contemporaneo. Il pubblico ha salutato lo spettacolo con lunghi applausi, condividendo quella sensazione rara che solo il teatro può regalare: la certezza che ogni “strappo”, se affrontato con coraggio, può diventare un nuovo inizio.
Un’idea originale e audace — quella di far dialogare cinema e teatro, schermo e palcoscenico — che si traduce in un racconto brillante, surreale e insieme profondamente umano.
Tutto comincia davanti a un film horror in perfetto stile anni ’70: atmosfere cupe, tensione, un assassino mascherato. Ma quando la protagonista, Orietta (Maria Amelia Monti), si rifiuta di morire come previsto dal copione e “esce” dallo schermo, la storia prende una direzione inattesa e affascinante. Dall’altra parte la attende Moira (Cristina Chinaglia), giovane donna del presente, intrappolata in una relazione violenta e in un quotidiano di silenzi.
Da questo incontro impossibile nasce una trama sorprendente: due donne, due epoche, due mondi che si guardano e si riconoscono. Orietta porta con sé la forza idealista degli anni Settanta, il tempo delle battaglie e dei volantini femministi, Moira rappresenta la fragilità moderna, quella di chi oggi cerca ancora il coraggio di “strappare” via ciò che fa male.
Il loro dialogo, a tratti comico e a tratti commovente, è il cuore pulsante di uno spettacolo che parla di libertà, consapevolezza e solidarietà femminile.
La regia di Edoardo Erba gioca con i linguaggi del teatro e del cinema, intrecciandoli con eleganza e ironia. Le scene di Luigi Ferrigno e Sara Palmieri, le musiche evocative di Massimiliano Gagliardi e i video realizzati da Davide Di Nardo creano un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, amplificata dai suggestivi scorci di Bellano, luogo affettivo e cinematografico insieme.
Applauditissime le due interpreti: Maria Amelia Monti è irresistibile nel suo ruolo di donna anacronistica e vivacemente ironica, capace di far ridere e pensare nello stesso tempo, Cristina Chinaglia regala al pubblico un personaggio autentico, intenso, che conquista con la sua vulnerabilità e la sua rinascita.
“Strappo alla regola” è molto più di una commedia brillante: è un invito a cambiare il proprio destino, a rompere i confini tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.
Perché, come insegna Orietta, ogni “strappo” può diventare l’inizio di una nuova storia.
Applausi lunghi ed appassionati hanno salutato la prima milanese: una serata di teatro che emoziona, diverte e lascia il segno.
Crediti
- Scritto e diretto da: Edoardo Erba
- Con: Cristina Chinaglia, Maria Amelia Monti
- Partecipazioni in video: Asia Argento, Marina Massironi, Sebastiano Somma
- Interpreti: Daniele Gaggianesi, Giuseppe Lelli, Francesco Meoni, Sabina Vannucchi, Fabio Zulli
- Musiche: Massimiliano Gagliardi
- Scena: Luigi Ferrigno, Sara Palmieri
- Costumi: Grazia Materia
- Direttore della fotografia: Tani Canevari
- Produzione video: Davide Di Nardo
- Luci: David Barittoni
- Fotografia di copertina: Gianluca Pantaleo
Informazioni e orari
- Dal 28 ottobre al 9 novembre 2025
- Feriali e 1° novembre: ore 20:45
- Domenica: ore 15:30
- Sabato 8 novembre: ore 15:30 e 20:45
Biglietti
- Prestige €37,00 | Poltronissima €34,00 | Poltrona €26,00 | Poltronissima under 26 anni €18,00
- Biglietteria: Teatro Manzoni
- Online: https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?even...
- Telefonicamente: 027636901
- Circuito: Ticketone
Glossario
- Maschera: addetta al controllo biglietti e accoglienza nelle sale teatrali e cinematografiche
- Strappo: rottura o apertura che consente una deviazione dal tracciato previsto
- Poltronissima: categoria di posti a sedere privilegiata nei teatri
- Copione: testo teatrale o cinematografico che fissa la trama e i dialoghi