MILANO, 15 ottobre 2026 — Quali sono i segreti della Ferrari? E soprattutto, che cosa impedisce oggi alla Rossa di trasformare la propria storia, le proprie risorse e il talento dei suoi piloti in vittorie? Sono queste le domande che hanno animato la serata del Panathlon Club Milano all’Enterprise Hotel, dedicata ai retroscena e alle sfide della Formula 1 contemporanea.
Il tema, annunciato dalla locandina dell’evento, ha guidato un confronto che è andato ben oltre la tecnica delle monoposto. Perché i segreti di Maranello non si nascondono soltanto nei progetti degli ingegneri, nelle strategie di gara o nelle soluzioni aerodinamiche: riguardano anche le persone, la capacità di collaborare, la chiarezza delle decisioni e l’autorevolezza di chi è chiamato a guidare la squadra.
A condurre il dialogo è stato Filippo Grassia, Presidente del Panathlon Club Milano e giornalista sportivo di lunga esperienza, che ha incalzato con le sue domande due ospiti d’eccezione: Ivan Capelli, ex pilota di Formula 1 e commentatore televisivo, e Roberto Boccafogli, giornalista e professionista della comunicazione con una lunga esperienza nel mondo dei motori.
La conviviale si è aperta con i saluti istituzionali di Grassia e del Vicepresidente del Club, Carmelo Tribunale. Presente anche Fabiano Gerevini in veste di Consigliere Internazionale del Panathlon International e, socio del Panathon di Milano.
Dopo i saluti e l’esecuzione dell’inno, l’attenzione si è concentrata sul tema della serata: capire che cosa accade dietro le quinte della Scuderia più famosa del motorsport.

Il primo segreto: perché gli altri vincono?
La domanda posta al centro del confronto è diretta: perché la Ferrari fatica a tornare stabilmente al successo?
La risposta emersa dalla conversazione è altrettanto netta: gli avversari, oggi, sono più bravi, hanno maggiore visione e riescono a garantire più continuità. Una valutazione che invita a spostare lo sguardo dal talento dei singoli alla capacità dell’intera organizzazione di funzionare come una squadra.
I piloti sono competenti, preparati e dotati di qualità straordinarie. Ma il talento, da solo, non basta. Per vincere occorre un progetto riconoscibile, nel quale le decisioni tecniche, le strategie e il lavoro dei diversi reparti convergano verso un obiettivo comune.
È qui che entra in gioco il collante: quella capacità di unire competenze e personalità differenti, evitando che il potenziale individuale si disperda. La Ferrari ha bisogno di chiarezza, continuità e di una visione condivisa che permetta a ogni componente della squadra di sapere quale direzione seguire.
Nel confronto guidato da Grassia, il tema dei segreti della Rossa si è così trasformato in una riflessione sul funzionamento delle grandi organizzazioni sportive: non basta disporre di risorse e professionalità di alto livello, bisogna saperle coordinare e valorizzare.

Capelli: il Cavallino sulla giacca non basta
Tra i passaggi più significativi della serata, la riflessione di Ivan Capelli sulle dinamiche interne alla Ferrari. Indossare la giacca con il Cavallino Rampante significa appartenere a una storia prestigiosa, ma il senso di appartenenza non è sufficiente se all’interno della squadra prevalgono rivalità e contrasti.
Le guerre interne, quando prendono il sopravvento, rischiano di sottrarre energie al lavoro comune, indebolire la fiducia e compromettere la continuità necessaria per sviluppare una monoposto competitiva.
Uno dei segreti per tornare a vincere, dunque, è anche la qualità della leadership. Capelli ha sottolineato la necessità di figure capaci di coniugare autorità e autorevolezza: non personalità autoritarie, che impongono le proprie decisioni attraverso il ruolo, ma persone che sappiano guidare grazie alla competenza, alla credibilità e alla capacità di ottenere la fiducia dei collaboratori.
L’autorità può essere legata alla posizione ricoperta; l’autorevolezza, invece, si conquista attraverso le scelte, la coerenza e il rispetto. In una squadra complessa come quella di Formula 1, servono entrambe, ma è fondamentale che il comando sappia trasformarsi in una guida riconosciuta.
Il punto non è soltanto individuare le persone giuste, ma metterle nelle condizioni di lavorare insieme. È questo uno dei nodi decisivi per una Ferrari chiamata a ricostruire compattezza e fiducia.

Maranello e Londra: il segreto delle competenze
La competitività moderna passa anche dalla capacità di attrarre professionisti di alto livello. Durante il confronto è emerso il tema della distanza tra Maranello e il contesto internazionale della Formula 1, con particolare riferimento all’area britannica e al suo patrimonio di competenze tecniche.
La geografia può diventare un fattore organizzativo: trasferirsi, cambiare ambiente professionale e inserirsi in una nuova struttura sono decisioni che dipendono anche dalle prospettive offerte e dalla qualità del progetto.
Per la Ferrari, il prestigio del marchio è una risorsa importante, ma deve essere accompagnato da un’organizzazione capace di attrarre e valorizzare le migliori professionalità internazionali. In un campionato nel quale il capitale umano è determinante, convincere i tecnici a scegliere Maranello e consentire loro di esprimersi al meglio rappresenta una parte essenziale della sfida.
Anche questo è un segreto della competitività: non soltanto trovare il talento, ma costruire le condizioni perché possa contribuire al successo collettivo.
Boccafogli: la Ferrari deve reinventarsi
Roberto Boccafogli ha ampliato l’analisi soffermandosi sull’evoluzione della Scuderia. Nella sua riflessione, la Ferrari del passato riusciva a costruire strategie vincenti, mentre quella attuale si trova nella necessità di cercare continuamente nuove soluzioni per restare competitiva.
Reinventarsi non significa cambiare strada a ogni difficoltà. Significa saper riconoscere i propri limiti, individuare le priorità e sviluppare un percorso coerente, capace di trasformare l’esperienza in innovazione.
La ricerca di nuove soluzioni è inevitabile in Formula 1, ma deve essere accompagnata da una direzione stabile. Senza una visione chiara, il rischio è quello di rincorrere gli avversari, intervenendo continuamente senza riuscire a costruire un vantaggio duraturo.
Il segreto, quindi, non è semplicemente innovare: è capire dove intervenire, coordinare le competenze e dare continuità alle decisioni. È la differenza tra inseguire il risultato e costruire le condizioni per raggiungerlo.


Il nuovo regolamento e la «tempesta perfetta»
Tra i temi affrontati anche le difficoltà legate al regolamento tecnico del 2026, che ha profondamente modificato l’equilibrio tra motore termico e componente elettrica, imponendo alle squadre nuove sfide nella progettazione e nella gestione dell’energia.
Nel corso della serata è stata richiamata un’espressione utilizzata dai tecnici per descrivere la complessità della trasformazione: «la tempesta perfetta».
Una definizione che restituisce il senso di una fase nella quale più difficoltà si sommano: nuove regole da interpretare, soluzioni tecniche da sviluppare e metodi di lavoro da adattare a un contesto profondamente mutato.
Il regolamento riguarda tutti i concorrenti, ma non tutti riescono a interpretarlo con la stessa efficacia. La differenza si misura nella rapidità di reazione, nella qualità del lavoro tecnico e nella capacità di trasformare le opportunità in prestazioni concrete.
Anche in questo caso, i segreti della Formula 1 non sono esclusivamente tecnologici. La tecnica ha bisogno di organizzazione, coordinamento e decisioni tempestive. Una squadra può disporre di ingegneri preparati e piloti di talento, ma deve saper far dialogare tutte le proprie risorse.
Il momento del rendiconto: dagli errori a una nuova partenza
Nel quadro emerso dal confronto sono stati richiamati anche i problemi organizzativi e le tensioni interne che accompagnano la fase attuale della Ferrari. Da qui la necessità di un momento di rendiconto: verificare le scelte compiute, riconoscere le difficoltà e definire con maggiore chiarezza la direzione futura.
Il rendiconto non deve necessariamente tradursi in una resa dei conti. Può diventare un’occasione costruttiva per individuare responsabilità, stabilire priorità e rafforzare la collaborazione.
La Ferrari ha bisogno di trasformare la verifica del proprio percorso in un’opportunità di ripartenza. Per farlo, occorrono una leadership credibile, obiettivi condivisi e una struttura nella quale le competenze individuali possano contribuire a un progetto comune.
L’auspicio è che questa fase possa aprire una prospettiva positiva: non una semplice ricerca di colpevoli, ma una valutazione concreta da cui ricavare le decisioni necessarie per tornare competitivi.
Grassia e il valore del confronto: oltre i segreti della Ferrari
Dopo il dibattito iniziale, la serata è proseguita con la cena conviviale insieme agli ospiti e ai soci. Al termine, Grassia è tornato sul palco con Capelli e Boccafogli per dare spazio alle domande del pubblico, proseguendo un confronto che ha unito approfondimento tecnico, esperienza professionale e passione sportiva.
Il ruolo del Presidente del Panathlon Club Milano è stato centrale nel dare ritmo e direzione alla conversazione. La sua esperienza di giornalista sportivo ha contribuito a mettere in relazione i diversi aspetti del tema, dalle prestazioni in pista alle responsabilità dirigenziali, fino al valore delle persone all’interno di una squadra.
La serata ha così interpretato pienamente il significato del titolo annunciato dalla locandina: svelare i segreti della Ferrari significa andare oltre la superficie dei risultati e interrogarsi su ciò che permette a una grande squadra di funzionare davvero.
Tecnica, strategia e innovazione restano fondamentali, ma non possono prescindere da una visione comune, da una leadership autorevole e dalla capacità di collaborare. Perché il talento può fare la differenza, ma soltanto un gruppo unito può trasformarlo in un progetto vincente.
È forse questo il segreto più importante emerso dal confronto al Panathlon Club Milano: per tornare a vincere, la Ferrari deve ritrovare il modo di far lavorare insieme i propri uomini, le proprie competenze e le proprie ambizioni.

Foto di LUCA NAVA
Glossario
- Retroscena: elementi che aiutano a comprendere ciò che avviene dietro le quinte di un evento o di un’organizzazione.
- Conviviale: incontro che unisce socialità, dialogo e approfondimento, spesso durante una cena.
- Moderatore: persona che guida il dibattito, formula le domande e coordina gli interventi.
- Collante: elemento che unisce persone e competenze attorno a un obiettivo condiviso.
- Leadership: capacità di guidare un gruppo, assumere responsabilità e orientare le decisioni.
- Autorità: potere o responsabilità legati a un ruolo formale.
- Autorevolezza: credibilità conquistata attraverso competenza, coerenza e fiducia.
- Regolamento tecnico: insieme delle norme che definiscono le caratteristiche delle monoposto e i requisiti per competere.
- Rendiconto: verifica delle decisioni e dei risultati, utile a individuare responsabilità e prospettive future.
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