l’esercito israeliano rioccupa Betlemme

MEDIORIENTE -- Sabato sera l’esercito israeliano ha nuovamente occupato la città Betlemme, appena due settimane dopo l’accordo che ha posto fine all’assedio della chiesa della Natività . Le truppe di Tel Aviv, appoggiate da alcuni elicotteri, sono penetrate dalla parte orientale della città e dall’adiacente località di Beit Jala.

Successivamente, secondo fonti palestinesi, i soldati israeliani avrebbero fatto saltare in aria la casa di Mohammad Shehade, leader locale della Jihad islamica. Non si sa ancora con certezza se al momento dell’esplosione ci fosse qualcuno all’interno dell’abitazione.

Sempre sabato l’esercito israeliano si è ritirato dopo circa 24 ore da Tulkarem, in Cisgiordania, a conclusione di un'operazione di ricerca e cattura di presunti terroristi palestinesi. La città rimane però sotto assedio.

Nel campo profughi di al Bureij, nella striscia di Gaza, un'incursione di carri armati israeliani ha inoltre portato all’uccisione, a colpi d'artiglieria, di una donna e di sua nipote di 12 anni.

Continuano infine senza sosta i tentativi palestinesi di infiltrare kamikaze nel cuore di Israele. Proprio sabato durante un controllo di routine di un taxi a un posto di blocco dell’esercito, nel nord della Cisgiordania, sull’asse Yabed-Sanur, è stato scoperto un ragazzo di appena 16 anni - del quale non sono note le generalità - che nascondeva sotto la camicia una cintura imbottita d'esplosivo.

Il ragazzo e gli altri quattro passeggeri dell’automobile sono stati arrestati.