WASHINGTON - Il vice segretario della Difesa Usa Paul Wolfowitz ha deciso che i primi contratti per la ricostruzione dell’Iraq devono escludere le aziende provenienti da nazioni come Francia e Germania, che si sono opposte agli sforzi americani per la guerra. Lo si apprende da un documento reso noto oggi.
l’annuncio segue le discussioni su quali paesi dovrebbero beneficiare di una serie di contratti per la ricostruzione che saranno annunciati nei prossimi giorni per un valore di oltre 18 miliardi di dollari.
La decisione, che non identifica nessun paese per nome, esclude le società delle nazioni che si sono opposte alla decisione Usa di invadere l’Iraq ed estromettere il presidente Saddam Hussein senza l’approvazione dell’Onu. Questi paesi potranno fare richiesta però per i subappalti.
"È necessario per la protezione degli interessi di sicurezza essenziali per gli Stati Uniti di limitare la competizione per i primi contratti alle compagnie statunitensi, iracheni, ai partner della coalizione e alle nazioni che forniscono forze", ha detto Wolfowitz in una nota pubblicata sul sito Web per la ricostruzione irachena (www.rebuilding-iraq.net).
"Limitare la competizione per i primi contratti incoraggerà l’espansione della cooperazione internazionale in Iraq e negli sforzi futuri", scrive Wolfowitz.
Le compagnie che beneficeranno maggiormente della decisione sono quelle provenienti da Gran Bretagna, Giappone, Italita, Olanda, Australia, Corea del sud e Polonia.
Gli altri sostenitori della guerra sono Albania, Bulgaria, Danimarca, Honduras, Ungheria, Kazakistan e le Filippine.
Nel primo round di contratti per la ricostruzione sono stati limitati ad aziende Usa, con la compagnia petrolifera Halliburton, una volta diretta dal vice presidente Dick Cheney, e la società di San Francisco Bechtel come giocatori dominanti.
I nuovi contratti coprono elettricità , comunicazioni, edifici pubblici, trasporti, lavori pubblici, sicurezza e giustizia.
di Sue Pleming
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