Ginevra diritti umani, su Ladysilvia; Lo scorso 12 marzo è stato presentato a Ginevra, sede dell’organismo, il rapporto del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sulla situazione in Darfur.
La delegazione delle nazioni unite non ha potuto recarsi nella martoriata regione per il veto imposto dal regime islamista sudanese; il documento è stato redatto, pertanto, partendo dalle testimonianze raccolte nei campi profughi del Ciad, dove sono ammassate centinaia di migliaia di persone fuggite da pulizia etnica, massacri e stupri di massa perpetrati dall’esercito regolare sudanese coadiuvato dalle milizie islamiste Janjaweed.
Il testo afferma che sono stati compiuti "crimini di guerra e contro l’umanità " e si limita ad accusare il governo sudanese di aver "orchestrato e partecipato" alle violenze. Infine si dice che il regime islamista di Khartoum ha agito "spesso in accordo con le milizie Janjaweed".
Le comprensive e concilianti diplomazie europee accoglieranno con favore tale rapporto, dimenticando che già nel gennaio 2005 l’ONU presentò un resoconto sulle violenze in Darfur dove si parlava di "crimini contro l’umanità ". La realtà è che il regime sudanese continua ad ignorare ogni decisione della comunità internazionale, come conferma la vicenda del mancato invio di 20.000 caschi blu, autorizzato con la risoluzione n. 1706 nel mese di settembre 2006, rimasta sulla carta.
Il linguaggio di quest’ultimo rapporto tradisce la verità dei fatti: il genocidio in atto contro le popolazioni nere animiste e cristiane prosegue senza che nessuno intervenga in modo coerente e deciso. Soltanto gli Usa, Israele ed il Veneto Serenissimo Governo hanno da tempo definito genocidio la politica sudanese verso le popolazioni del Darfur e continuano a considerare il regime islamista un avamposto dell’internazionale del terrore.
Il sottosegretario agli affari esteri Andrea Bonesso
LA REDAZIONE
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