Sono tre tecnici del comune e tre imprenditori edili i primi indagati dalla procura di Larino che da 45 giorni ha avviato le indagini per accertare le eventuali responsabilità del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia che costò la vita a 27 bambini e una loro maestra.
Un crollo provocato dalla forte scossa di terremoto del 31 ottobre scorso ma che avrebbe colpito in modo anomalo solo quella scuola ristrutturata. Gli avvisi di garanzia sono ovviamente atti dovuti e i destinatari sono già stati ascoltati nei giorni scorsi dai magistrati che hanno ricevuto da parte dei periti un rapporto preliminare. Si tratta dei risultati degli esami compiuti su alcune campionature delle macerie della scuola crollata.
Gli avvisi emessi dalla procura, che ipotizzano comunque il reato di disastro colposo e omicidio plurimo colposo, consentiranno ai sei indagati di nominare consulenti tecnici di parte in vista delle nuove perizie che saranno eseguite dai tecnici della procura di Larino. Esamineranno i resti della struttura crollata per valutare la consistenza e la qualità degli interventi eseguiti e quella dei materiali utilizzati per realizzare l’opera pubblica. Erano state fatte a regola d'arte le ristrutturazioni? Rispondendo a questa domanda si farà un primo passo per arrivare a conoscere la verità su quel crollo. Una verità che a San Giuliano di Puglia fin dal primo giorno della tragedia tutti vogliono sapere. Soprattutto lo chiedono i familiari delle vittime
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