La decisione di uccidere Hina perché ribelle alle regole dell’islam potrebbe essere maturata molti giorni prima dell’omicidio, dopo una riunione di famiglia.
Ad avvalorare questa ipotesi, vi sarebbe il fatto che gli altri elementi della famiglia (le donne ed i bambini) erano partiti per il Pakistan già da tempo.
I carabinieri stanno ancora cercando attivamente il padre della ragazza ed altri elementi della famiglia (il cognato, e forse uno zio materno), ma fino ad ora dei fuggitivi nessuna traccia.
Le perquisizioni effettuate in case di connazionali presso i quali avrebbero potuto cercare riparo, non hanno dato esito. Dall’autpsia si cercherà di stabilire se sia stata solo una la lama che ha ucciso la ragazza o se all’omicidio hanno partecipato più persone.
Il rapporto di Hina con il padre, che l’aveva promessa in sposa ad un altro pakistano, era già in crisi da tempo. La ragazza era ribelle alle regole dell’islam e non voleva indossare il velo, perché preferiva vestirsi da occidentale, e già una volta la ragazza lo aveva denunciato, alle autorità . Ma le cose precipitarono da quando Hina aveva deciso di convivere con un ragazzo italiano, il quale adesso è tenuto in una località nota solo ai familiari ed agli inquirenti perché si temono ritorsioni.
Solo dopo che verranno catturati, affermano gli inquirenti, si potranno finalmente capire quali sono state le reali ragioni di un crimine così efferato.
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