SSETI Express, il primo satellite europeo costruito da studenti universitari

Mercoledì
09:25:44
Settembre
28 2005

SSETI Express, il primo satellite europeo costruito da studenti universitari

INTERVISTA 29-2005. La mattina del 27 settembre, dalla base Plesetsk, vicino a Mosca, sarà lanciato il satellite SSETI Express, a bordo di un Cosmos 3M russo

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ASTRONOMIA PER TUTTI - 27 SET, 2005, Lancio del Satellite SSETI Express.

La particolarità di SSETI Express è che stato progettato e costruito da studenti universitari. Quale è lo scopo di questo satellite?

SSETI Express è stato realizzato da circa 100 studenti provenienti da 10 università di nove paesi europei, fra cui l’Italia. Gli studenti sono stati suddivisi in 15 gruppi, ciascuno dei quali si è occupato di uno specifico aspetto della missione.
Si tratta di un satellite di 60 kg delle dimensioni di una lavatrice, che orbiterà a una quota di 686 kilometri, inclinata di 98 gradi rispetto all’equatore, perfettamente circolare. Muovendosi su questa orbita (sun-synchronous) il satellite passa sugli stessi luoghi della terra approssimativamente alle stesse ore del giorno.

Una volta in orbita SSETI Express prenderà immagini fotografiche del nostro pianeta e funzionerà anche come ripetitore per la comunità dei radioamatori, su scala globale. Ma soprattutto rilascerà tre satelliti più piccoli, cubi di appena 10 centimetri di lato. I cosiddetti CubeSat. Il primo, UWE-1, è un esperimento di telecomunicazioni; il secondo, XI-V, ha lo scopo di provare nello spazio nuove tecnologie, tra le quali celle solari di nuova creazione. Il più divertente, però, è il pico-satellite Ncube II, che ha a bordo un ricevitore GPS: i segnali che raccoglie saranno rimandati alle stazioni di terra. Per vedere se tutto funziona correttamente è stata coinvolta anche Rudolf., una renna che vive nel parco nazionale di Hardangervidda, in Norvegia. Rudolf porta un collare che trasmette un segnale a Ncube II e che ci permetterà di tracciarne gli spostamenti durante la stagione invernale.

SSETI Express è un passo interessante, perché metterà alla prova diversi aspetti tecnologici che saranno riutilizzati in futuro. Per esempio è la prima volta che un satellite viene usato per mettere in orbita intorno alla Terra satelliti più piccoli.

Come nasce un progetto del genere? Perchè far gestire una missione spaziale a studenti universitari?

Non è un modo per risparmiare sugli stipendi, ma il contrario: un investimento sul futuro stesso delle attività spaziali europee. L’ESA ha festeggiato da poco i suoi primi 30 anni e un’iniziativa del genere è il modo migliore per garantirsi un futuro anche per i prossimi 30. Investire sui giovani è una strategia che in Europa è forse arrivata tardi, ma che finalmente sta dando i suoi frutti.

Tutto è partito nell’ottobre 2000, quando l’ESA ha fatto sapere che aveva l’intenzione di assumere il coordinamento manageriale e tecnico di un progetto, il progetto SSETI, con lo scopo di coinvolgere studenti universitari nella progettazione e nella realizzare in prima persona di satelliti.

A oggi, hanno lavorato al progetto 35 gruppi provenienti da 23 università di 14 paesi. Nel complesso sono stati coinvolti, a vario titolo e con vari ruoli, circa 400 studenti.

Quale è stato il ruolo italiano?

Ci sono quattro gruppi italiani coinvolti nel programma SSETI: l’università di Napoli, che lavora sul sistema elettrico di SSETI Express e di ESEO, il secondo satellite; l’università di Pisa, che si occupa dell’analisi di missione di ESMO, l’orbiter lunare e, infine, l’accademia di Brera, a Milano, che è sede del gruppo delle relazioni con l’esterno.

La cosa interessante, però, è che dato che lo sviluppo è in corso, è ancora possibile entrare a far parte della rete universitaria impegnata nel programma SSETI. E questo non riguarda soltanto studenti di materie scientifiche, ma anche chi fa studi legali, chi si occupa di comunicazione, di grafica, di management. È un’occasione importante per entrare nel mondo del lavoro, in un ambito, come l’utilizzazione dello spazio che per molti aspetti sembra lontano, ma che nei fatti è un’esperienza quotidiana, anche se inconsapevole.

Il futuro?

Il futuro a breve termine è il lancio: SSETI Express, come tutti i satelliti ci arriva in modo rocambolesco: SSETI Express non solo non doveva essere il primo satellite a partire, ma neppure era stato previsto! Un anno e mezzo fa, però, si è deciso che lo sviluppo tecnologico e la competenza acquisita erano sufficiente per lanciare un satellite, SSETI Express, appunto, che funzionasse da precursore per gli altri. E dopo appena un anno e mezzo siamo arrivati al lancio.

A medio termine, futuro significa completamento del progetto SSETI, che prevede il lancio di tre satelliti: SSETI Express nel 2005, SSETI ESEO nel 2008 e SSETI ESMO, che si inserirà in orbita intorno alla Luna, previsto per 2010-2012.

Più in generale, l’ESA sta rafforzando da diversi anni le sue proposte nel settore dell’educazione superiore. Oltre al programma SSETI, l’ESA propone campagne di voli parabolici, voli nei quali, cioè, gli esperimenti e gli sperimentatori sono esposti a una caduta libera che dura circa 20-30 secondi. Si tratta di uno dei metodi più efficaci per lavorare in assenza di gravità senza essere effettivamente nello spazio.

Source by ASTRONOMIA_PER_TUTTI


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