F1: MONZA, SCHUMI VINCE LA GARA PIU' VELOCE DI SEMPRE

Domenica
22:51:37
Settembre
14 2003

F1: MONZA, SCHUMI VINCE LA GARA PIU' VELOCE DI SEMPRE

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MONZA - 'Hat Trick' per Michael Schumacher che torna a volare a Monza: pole position, giro veloce e vittoria per il campione del mondo. Il fuoriclasse fa una gara tutta di testa, a parte i giri delle due soste, trionfa nel Gp d' Italia, oltre al tempo veloce fa anche il record di velocita' sulla pista monzese, doppia due volte Alonso e resiste nel solo vero attacco di Juan Pablo Montoya, al via, e rinforza cosi' il suo primato nel mondiale. Con la quinta vittoria stagionale, la 69/o in carriera (165/a per la Ferrari), raggiunge 82 punti in classifica, incrementando di due punti il vantaggio sul colombiano, che grazie al secondo posto arriva a 79, e di 5 su Kimi Raikkonen, che sale a 75. Col podio conquistato da Rubens Barrichello, purtroppo mai in condizione di nuocere a Montoya ma bravissimo a difendere la terza piazza dall’ assalto di 'Iceman' Raikkonen, la Ferrari lima il divario sulla Williams. Ora la scuderia anglotedesca capeggia il mondiale costruttori sulle rosse 141 a 137. Raikkonen è quarto, il sostituto di Ralf Schumacher, Marc Genè, è quinto, e poi Jacques Villeneuve, Mark Webber, Fernando Alonso, capace di prendere 1 punto nel disastro Renault. Il mondiale è tutt' altro che chiuso, ma Schumi gli ha dato una zampata tremenda.

Il duello da brivido è cominciato appena il verde è apparso sul semaforo di Monza. Lo scatto di Jarno Trulli dal sesto al terzo posto ha scompaginato l’ assetto originario della griglia, ma Schumacher e Montoya hanno mantenuto la posizione, fino all’ attacco del colombiano alla seconda curva, quando la Williams ha messo le ruote davanti alla Ferrari. Ma con un colpo di reni, al limite del contatto (una foto simbolo di questo finale di stagione), ha consentito al campione del mondo di mantenere la testa della corsa, mentre il povero Trulli si ritirava, cedendo la terza posizione a Barrichello, davanti a Raikkonen e a Coulthard. Dietro, un contatto tra Fernando Alonso e Justin Wilson si è concluso con pochi danni per lo spagnolo e il ritiro del britannico. Poco dopo lo scoppio della gomma posteriore sinistra della Toyota di Da Matta ha creato apprensione, ma il doppio testacoda del brasiliano, poi out, si è concluso senza danni per nessuno. Poco dopo Barrichello, accortosi di poter staccare le McLaren, ha cominciato a fare giri veloci, alla rincorsa di Montoya. Dopo 10 giri Schumi ha restituito l’ onta del doppiaggio ungherese ad Alonso, poi addirittura ridoppiato al 26/o giro. Il primo pit stop, dopo 12 giri, è stato di Coulthard. Poi Panis, Raikkonen, Marc Genè, Barrichello (al 14/o), quindi Schumacher (15/o, in 8''6, con cinque di vantaggio sul colombiano) e al giro successivo Montoya, in 8''4. Posizioni invariate dopo la prima sosta. Intanto Alonso, tagliando la seconda chicane, ha danneggiato la sua vettura. Nel secondo step, Montoya ha cominciato a ridurre il divario, sotto ai due secondi, poi stabilizzatosi. È stato possibile perché la Williams era più veloce nel primo e nel terzo settore, la Ferrari nel secondo. Il doppiaggio della Jordan di Baumgartner al 27/o passaggio ha per un po’ favorito il tedesco, ma la Williams è arrivata nella scia rossa.
La seconda fase ai box è cominciata con Rubinho, al 31/o giro. La possibile svolta si è intuita al 32/o giro, perché questa volta è stato Montoya ad andare ai box prima di Schumacher, in 9''. La Ferrari ha potuto fare altri due giri e dopo una sosta di 9''2 è rientrata in testa, trovandosi pero' davanti l’ altra Williams di Genè. Lo spagnolo pero' è rientrato ai box immediatamente, senza ostacolare il rivale. Un altro match-ball nel duello monzese, dopo la pole position, messo a segno da Schumacher in una gara tiratissima, in cui alle qualita' di guida dei contendenti si è aggiunta una battaglia tecnica degli strateghi delle due scuderie. Il doppiaggio della Sauber motorizzata Ferrari di Frentzen ha dato un po’ di respiro al pilota tedesco, consentendogli di incrementare il distacco sull’ inseguitore fino ad assicurarsi un buon margine a 13 giri dalla bandiera a scacchi. Dietro, per qualche scorcio di gara Raikkonen si è messo negli scarichi di Barrichello ma il brasiliano ha prima difeso la terza posizione, poi ha trovato il ritmo per respirare. La lotta alla quinta posizione intanto faceva un vittima ex illustre, Coulthard, ritirato, a favore di Genè. A quel punto Montoya ha rallentato, congelando la situazione di testa fino alla fine, quando a sorpresa Alonso ha scavalcato Heidfeld e si è preso un punto per certi versi incredibile. Ma la vera impresa è di un uomo dato fino all’ altro ieri in crisi. Schumacher è più in sella che mai, vuole il suo sesto mondiale.

A MONZA LA GARA PIU' VELOCE DELLA STORIA
Il gran premio d'Italia 2003 vinto da Michael Schumacher, 50/o successo con una Ferrari e 69/o della carriera, è stata la gara più veloce nella storia della Formula 1. Il tedesco della Ferrari ha percorso i 53 giri alla media di 247,586 km/h, ed ha cosi' battuto un record che resisteva da 32 anni. Nel 1971 infatti l’inglese Peter Gethin vinse con la Brm a 242,615 km/h di media. E all’epoca il circuito di Monza non aveva tutte le chicane che sono state realizzate allo scopo (teorico) di ridurre la velocita'. Quella di Gethin resta comunque successo memorabile: fini' in volata al fotofinish tra quattro vetture, appena 18 centesimi tra il primo ed il quarto. Per la cronaca, alle spalle dell’inglese si piazzarono Ronnie Peterson con la March, Francois Cevert con la Tyrrell e Mike Hailwood con la Surtees. Schumi ha battuto anche il record di massima velocita' assoluta in un gran premio di Formula 1. Con la sua F2003-GA il tedesco ha toccato i 368,8 km/h. Il record precedente apparteneva, in gara, a Jean Alesi che con la Jordan nel 2001 aveva toccato sempre a Monza i 363,2 km/h.

FORMULA 1: SCHUMI, IL GIORNO PIU' BELLO IN CARRIERA
MONZA- ''È il giorno più bello della mia carriera, uno dei più belli della mia vita''. È contento ''vero'' Michael Schumacher. Contento ''dentro''. Sa di aver dato a Monza il meglio di sè e che cosi' come lui hanno fatto coloro che insieme a lui lavorano, dal primo all’ultimo. Dall’Ungheria in poi ciascuno in Ferrari, cosi' come aveva chiesto il presidente Montezemolo, ha dato il meglio di quanto avesse da dare. Questione di professionismo. È per questo che Schumacher nel primo commento a caldo dopo la vittoria ha definito quello di Monza ''uno dei giorni più belli della mia vita''. Pochi minuti dopo, in sala stampa, la definizione è impercettibilmente diversa: ''il più bel giorno della mia carriera''. Non è un caso. Perchè è diverso parlare di ''vita'' e parlare di ''carriera''. Ma il trionfo Ferrari al gran premio di Monza non è venuto a caso, è il frutto di professionalita' collettive portate all’eccellenza di sè. Dal punto di vista professionale è il frutto di un lavoro esemplare Perchè ciascuno in Ferrari a cominciare da lui nelle ultime tre settimane ha dato il meglio e quel meglio continua in formula 1 a essere sopra al meglio degli altri. ''Questa è una vittoria speciale per tanti motivi - ha detto il pilota tedesco -. La rendono speciale un sacco di cose: il fatto che nelle ultime due gare abbiamo perso, che è la mia cinquantesima vittoria su una Ferrari, che è decisiva per il mondiale, che vincere qui a Monza, davanti ai nostri tifosi, è comunque speciale in sè. Da quel podio una sensazione grandiosa. Tutto questo fa diventare straordinaria questa vittoria''.

Il momento cruciale della gara per Schumi è stata la partenza, in particolare quando, alla seconda chicane, Montoya ha tentato il sorpasso: ''Dall’Ungheria in poi abbiamo lavorato molto su tutte le aree della macchina e naturalmente anche sulla partenza. Che è andata benissimo. Se Juan Pablo ha potuto attaccarmi è stato perché alla seconda chicane ho commesso un piccolo errore: mi è scivolato il retrotreno e Juan Pablo si è infilato nello spazio libero''. Per un pugno di decimi, due secondi o poco più, il gran premio d'Italia ha vissuto il brivido dei due contendenti fianco a fianco. ''Non ci siamo toccati ma tra le due macchine forse non ci passava un foglio di giornale. Pero' è stato un duello leale, bello. Alla fine io ho accelerato meglio in uscita''. E, in quella manovra, ha vinto il gran premio e ha riaperto le porte verso il suo 6/o titolo Mondiale. ''È stato un momento cruciale per la vittoria ma tutta la gara è stata tirata al massimo''. Il secondo treno di gomme utilizzato da Schumi non era infatti al livello del primo e Montoya ha potuto rifarsi sotto. ''Ma non credo che avrebbe avuto la velocita' necessaria per il sorpasso. Poi verso la fine ha alzato un po’ il piede e ho potuto rilassarmi''. Semmai il vero spavento Schumi lo ha provato all’uscita dal 2/o pit stop, quando si è trovato davanti una BMW: ''Mi è venuto un colpo! Via radio mi dicevano che era tutto a posto, poi qualcuno ha urlato che no, che Juan Pablo era li' e non potevo crederci. Ci ho messo qualche attimo a capire che quello era Genè'. Dopo di che Michael è andato a prendersi la 69/ma vittoria in carriera, stabilendo tra l’altro due record: la massima velocita' di punta mai toccata in un gp, 368.8 km/h, e la più alta media di sempre, 247.5 km/h. ''Questi record mi interessano relativamente. Cio' che mi fa piacere sono i 10 punti e il giro veloce. E la grandiosa sensazione del podio''. Sono questi gli elementi che riaprono in modo chiaro le porte del Mondiale, rimaste socchiuse a Budapest. ''Non so dire cosa giochera' a nostro favore o no nelle prossime due gare. So pero' che ci siamo''. E a coloro che parlavano di uno Schumacher e di una Ferrari alle soglie della crisi, Schumi ha replicato cosi': ''Mai sottovalutare me e noi. Noi siamo troppo forti per non riuscire a tornare ai nostri livelli''. Era quanto aveva chiesto Montezemolo dopo il gp d'Ungheria. Oggi, dopo il gp d'Italia, il commento del presidente è una sola frase: ''Oggi a Monza ho visto la perfezione: di pilota, macchina, uomini. Devo solo ringraziare tutti''.

CALCIO: SERIE A; 180' BASTANO PER SPACCARE CLASSIFICA
ROMA - Dopo appena 180' minuti giocati la classifica di serie A appare gia' solcata da un fossato. Anche nel secondo turno ed in attesa di Chievo-Juventus, le gradi vincono tutte. Alcune in modo travolgente (come la Roma che rifila 5 reti al Brescia), altre soffrendo e senza entusiasmare (leggi l’Inter a Siena, autogol di Cufrè), ma comunque vincono. E cosi' bastano i primi due turni per spaccare il campionato: di qua le squadre che oggi puntano alla scudetto e un domani a disputare la Superlega; di la' le 'poverè, apparentemente destinate solo a cercare la salvezza. Con il concreto rischio di rendere presto meno appassionante il massimo torneo. Tra le vittorie delle formazioni di testa, spicca quella della Roma che sfrutta senza pieta' le ingenuita' della difesa bresciana, mette in mostra un Totti del tutto ripresosi dall’ incidente che lo ha privato della maglia azzurra (per lui una doppietta) e puo' festeggiare le prime reti in campionato di Chivu e Carew, ultimi arrivati in casa giallorossa.

Ma non si deve dimenticare che è stata anche la settimana di Pippo Inzaghi. Da sabato a sabato, l’attaccante prima ha preso in spalla la nazionale e con le quattro reti siglate nelle due partite di qualificazione all’Europeo 2004 ha quasi prenotato un posto per il Portogallo; poi, indossata la maglia rossonera, ha evitato ad Ancelotti di incappare nei primi mugugni dei tifosi segnando il 2-1 nella partita contro il Bologna. Intanto i sostenitori della Lazio si stropicciano gli occhi. Tra preliminari di Champions League e primi due turni di campionato la formazione di Roberto Mancini ha vinto quattro partite su quattro, mostrando gioco bello e veloce. Vittorie che con attaccanti un po’ meno imprecisi avrebbero potuto essere ancora più rotonde. Tra le due sponde del torneo per ora resta a far da ponte il solo Parma che, con il contributo determinante del solito Adriano, strapazza (3-0) il Perugia, raggiunge quota 4 in classifica e si mette nella scia delle prime. Dietro recuperano qualche posizione Lecce ed Udinese, grazie alle vittorie su Ancona e Modena. Appunto le uniche due squadre ancora ferme a zero punti. l’1-1 tra Empoli e Reggina permette ai toscani di strappare il primo punto ed ai calabresi di rimanere imbattuti.

Source by Flashsport


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