Tabella di marcia per la parità fra le donne e gli uomini (2006-2010)

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Agosto
17 2009

Tabella di marcia per la parità fra le donne e gli uomini (2006-2010)

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Bruxelles : La presente tabella di marcia ha lo scopo di far progredire il programma sulla parità fra le donne e gli uomini. Fa seguito alla strategia quadro per la parità fra le donne e gli uomini, per il periodo 2001-2005, e presenta il bilancio potenziando le attività esistenti e dando impulso ad altre iniziative. La tabella di marcia individua sei settori prioritari e per ciascuno di essi alcuni obiettivi e azioni chiave per facilitarne la realizzazione. Essa sarà seguita da una relazione intermedia nel 2008 e da una valutazione accompagnata da una proposta di sviluppo nel 2010.
ATTO Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Una tabella di marcia per la parità fra le donne e gli uomini 2006-2010 [COM(2006) 92 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
SINTESI La tabella di marcia definisce alcuni settori esistenti e propone settori di intervento interamente nuovi. Complessivamente vengono considerati sei settori prioritari: indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini, conciliazione della vita privata e professionale, rappresentanza uguale nell’assunzione di decisioni, eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere, eliminazione degli stereotipi legati al genere e promozione della parità fra le donne e gli uomini nelle politiche esterne e di sviluppo. Infine, un'indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini.
Un'indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini
Nonostante i progressi significativi compiuti tramite la normativa sulla parità di trattamento e grazie al dialogo sociale, l’Europa si trova tuttora a far fronte ad alcune sfide considerevoli. La Commissione, a tale proposito, stabilisce alcuni obiettivi in relazione a sei punti chiave.

  • Alcuni obiettivi di Lisbona riguardano bensì l’aspetto legato al genere, tuttavia gli sforzi per realizzarli devono aumentare, in particolare per quanto riguarda il tasso di occupazione e di disoccupazione delle donne.
  • Nonostante la normativa comunitaria esistente, si rileva tuttora uno scarto di retribuzione del 15% fra le donne e gli uomini, risultante da ineguaglianze strutturali come, ad esempio, la segregazione in settori di lavoro.
  • Le donne costituiscono in media il 30% degli imprenditori nell’Unione europea (UE). Esse si trovano spesso a far fronte a maggiori difficoltà nell’accesso ai finanziamenti e alla formazione.
  • Il rischio di povertà è maggiore per le donne rispetto agli uomini in quanto esse rischiano interruzioni di carriera con la conseguenza di accumulare meno diritti. I sistemi di protezione sociale dovrebbero consentire alle donne di accumulare adeguati diritti individuali pensionistici.
  • Le donne e gli uomini sono esposti in maniera diversa ai rischi di natura sanitaria. La ricerca medica e molte norme in materia di sicurezza e sanità fanno infatti riferimento agli uomini, ovvero riguardano settori professionali a prevalenza maschile.
  • Combattere la discriminazione multipla nei confronti delle donne immigrate e delle minoranze etniche.
La conciliazione della vita privata e professionale
  • Le condizioni di lavoro elastiche presentano molti vantaggi. Peraltro, il fatto che per lo più siano le donne a utilizzare tali disposizioni determina un impatto negativo sulla loro posizione sul luogo di lavoro e sulla loro indipendenza economica.
  • Il declino demografico in corso non consente all’UE alcuno spreco di capitale umano. Così, migliori strutture per la sorveglianza dei bambini possono consentire di realizzare un nuovo equilibrio fra il lavoro e la vita privata.
  • Pochi uomini prendono un congedo parentale o lavorano a tempo parziale. Dovrebbero pertanto essere adottate misure volte ad esortarli ad assumere maggiori responsabilità familiari.
Una rappresentanza uguale nell’assunzione delle decisioni
  • La minore rappresentanza persistente delle donne nella società civile, nella vita politica e nell’alta amministrazione pubblica, rappresenta un "deficit" democratico.
  • Una partecipazione equilibrata può contribuire ad una cultura del lavoro più produttiva ed innovatrice. è essenziale a tal fine la trasparenza nei processi di promozione.
  • Raggiungere l’obiettivo stabilito dagli Stati membri, 25 % di donne nei posti di responsabilità nella ricerca pubblica, può migliorare l’innovazione, la qualità e la competitività della ricerca.
l’eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere
  • Pratiche quali la mutilazione genitale femminile o i matrimoni precoci e forzati costituiscono violazioni del diritto fondamentale alla vita, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità e all’integrità fisica ed emotiva.
  • Per combattere la "tratta" delle donne, la Commissione suggerisce di criminalizzare tale traffico tramite una normativa adeguata, scoraggiando nel contempo la domanda di esseri umani per sfruttamento sessuale. La nuova direttiva sui permessi di soggiorno per le vittime della "tratta" rappresenterà uno strumento utile per il loro reinserimento nel mercato del lavoro.
l’eliminazione degli stereotipi legati al genere
  • Nell’insegnamento e nella cultura i giovani dovrebbero essere incoraggiati ad orientarsi verso studi non tradizionali, anche per evitare che le donne finiscano nelle professioni meno valorizzate e meno retribuite.
  • Sul mercato del lavoro le donne continuano a dover far fronte ad una segregazione al tempo stesso orizzontale e verticale. Esse restano impiegate in settori meno valorizzati e occupano generalmente livelli inferiori nella gerarchia.
La promozione della parità nelle politiche esterne e di sviluppo
Per la promozione della parità nelle politiche esterne e di sviluppo, è necessario distinguere i paesi aderenti, candidati e candidati potenziali, dagli altri paesi partecipanti eventualmente alla politica europea di buon vicinato.
I primi sono tenuti a trasporre nel loro diritto interno l’acquis comunitario. Per quanto riguarda i secondi, invece, l’UE promuove principi internazionalmente riconosciuti, come la dichiarazione del millennio per lo sviluppo e la piattaforma di azione di Pechino (BPfA) (DE), (EN), (FR). Inoltre, essa ha ribadito nel « Consenso europeo sullo sviluppo » che la parità fra donne e uomini è uno dei cinque principi chiave della politica di sviluppo. La nuova strategia dell’UE per l’Africa comprende parimenti tale aspetto.
AZIONI CHIAVE
Rivedere la normativa
La Commissione esaminerà la normativa comunitaria esistente sulla parità fra i sessi, non oggetto dell’azione di rifondazione legislativa del 2005, al fine di modernizzarla.
La Commissione si adopererà, giovandosi del sostegno del gruppo interservizi della Commissione sull’integrazione dell’aspetto riguardante il genere, al fine di integrare per quanto possibile l’aspetto della parità dei sessi in tutte le politiche, ad esempio nelle linee di orientamento integrate per la crescita e l’occupazione, e nel nuovo metodo aperto di coordinamento razionalizzato () riguardante le pensioni, l’inserimento sociale, la salute e le cure di lunga durata.
Sensibilizzazione
l’eliminazione degli stereotipi legati al genere passa essenzialmente attraverso la sensibilizzazione. La Commissione prevede, fra l’altro, di potenziare il dialogo con i cittadini dell’UE attraverso il piano D come Democrazia, Dialogo e Dibattito (EN), (FR) nonché attraverso il portale "l’Europa è vostra ".
Migliori statistiche e più ricerca
La necessità di migliori statistiche si è manifestata nella maggior parte dei settori. Nuovi indicatori e un nuovo indice composito riguardante la parità fra i sessi dovrebbero consentire di comparare più agevolmente i dati a livello dell’UE. La suddivisione delle statistiche in base al sesso è del pari importante.
Più ricerca viene richiesta per quanto riguarda l’aspetto legato al genere nel settore della salute e per le professioni del settore sociale e sanitario. Verrà inoltre sviluppata la base di dati europei sulle donne e sugli uomini nell’assunzione delle decisioni. Il 7° programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico può servire come strumento per il finanziamento di ricerche ad hoc.
A livello internazionale, la piattaforma di Pechino, appoggiata dalla Commissione, prevede migliori strutture per la raccolta dei dati riguardanti gli aspetti legati al genere nei paesi in via di sviluppo.
Altre misure
La Commissione terrà conto dell’aspetto legato al genere in varie comunicazioni future, in particolare sulla demografia, sull’attuazione di un sistema di statistiche comparabili sulla criminalità, sulle vittime e sulla giustizia sociale, nonché su "Una visione europea nella parità fra le donne e gli uomini nella cooperazione allo sviluppo".
Essa elaborerà una guida europea delle migliori prassi seguite, con riferimento alle differenze numeriche fra i sessi e, nel 2006, alcune linee di orientamento sull’integrazione degli aspetti legati al genere nelle attività di formazione per la gestione delle crisi internazionali, nonché manuali che prevedano l’integrazione del "genere" da parte degli operatori che intervengono nelle linee di orientamento integrate per la crescita e l’occupazione e nel nuovo metodo aperto di coordinamento razionalizzato riguardante le pensioni, l’inserimento sociale, la salute e le cure di lunga durata. La Commissione presenterà nel 2007 una comunicazione sulla differenza di retribuzioni fra gli uomini e le donne.
Diversi avvenimenti costituiranno l’occasione per far progredire la causa della parità fra i sessi: l’Anno europeo per le pari opportunità per tutti nel 2007, l’Anno europeo della lotta contro l’emarginazione e la povertà nel 2010 e una conferenza ministeriale Euromed sulla parità fra le donne e gli uomini nel 2006.
La Commissione creerà una rete comunitaria di donne occupanti posti di responsabilità nell’economia e nella politica, nonché una rete di organismi che si interessano della parità fra le donne e gli uomini. Essa opererà in stretto contatto con le ONG e con le parti sociali.
Il finanziamento
Un nuovo Istituto europeo per la parità fra le donne e gli uomini, dotato di fondi pari a 50 milioni di euro, svolgerà un ruolo fondamentale nello sviluppo della maggior parte delle azioni suindicate.
Il finanziamento delle azioni chiave verrà da una moltitudine di fonti, ivi compreso il futuro programma PROGRESS, dato che l’aspetto della parità fra donne e uomini è comune a varie politiche.
Per tale motivo, la Commissione esaminerà le possibilità di sviluppare la presa in considerazione e la valutazione dell’impatto dell’aspetto relativo al "genere", nel processo di definizione del bilancio a livello dell’UE.
I Fondi strutturali, quali il FEP e il FEADER (2007-2013), costituiscono una fonte importante di finanziamento. I Fondi strutturali consentiranno del pari di perseguire gli obiettivi di Barcellona riguardanti le strutture di sorveglianza dei bambini e lo sviluppo di altre strutture sanitarie.
Infine, il FSE svolge un ruolo importante per l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro, nonché per quanto riguarda l’integrazione delle donne dei paesi terzi nell’Unione europea e l’eliminazione degli stereotipi.

Source by Europe


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