La CFS sindorme da stanchezza cronica

Martedì
20:21:16
Aprile
24 2007

La CFS sindorme da stanchezza cronica

View 171.3K

word 1.5K read time 7 minutes, 35 Seconds

CFS Italy su Ladysilvia; Tutti noi abbiamo dei periodi di stanchezza, solitamente transitoria, dovuti a cause conosciute come per esempio lo stress o il superlavoro, questa stanchezza tuttavia migliora con il riposo e non dà troppa preoccupazione.

Se invece la stanchezza diventa cronica à consigliabile rivolgersi ad un medico esperto che possa escludere le molte malattie che possono essere a base di questo sintomo. Circa un quarto dei pazienti che consultano il medico lamentano una stanchezza prolungata, un sintomo comune in molte malattie. Molti studi indicano che solo alcuni di questi pazienti incontrano i criteri della Sindrome da stanchezza cronica.

La sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome) à un disturbo dalle origine ancora oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale. I sintomi per definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per anni.

Definizione e Sintomi
Nel dicembre 1994, un gruppo internazionale di studio sulla Sindrome da Stanchezza Cronica, costituito dai Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta - USA, tra i quali il Prof. Umberto Tirelli, unico rappresentante dell’Italia, ha pubblicato sugli Annals of Internal Medicine (15 Dicembre 1994, Fukuda et al.), una nuova definizione di caso di CFS che rimpiazzava la definizione pubblicata sei anni prima. Nella nuova definizione un caso di Sindrome da Stanchezza Cronica à definito dalla presenza delle seguenti condizioni:

  • una fatica cronica persistente per almeno 6 mesi che non à alleviata da riposo, che si esacerba con piccoli sforzi e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali;
    ed inoltre devono essere presenti quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno 6 mesi:
    disturbi della memoria e della concentrazione tali da ridurre i precedenti livelli di attività occupazionale e personale;
  • faringite;
  • dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari;
  • dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazioni o rigonfiamento delle stesse;
  • cefalea di tipo diverso da quella presente eventualmente in passato:
  • sonno non ristoratore;
  • debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore.

Vi sono numerosi altri sintomi tipici della CFS come irritabilità , depressione, febbre, disturbi della vista, sintomi che variano a seconda dell’individuo.

La complessità della sindrome da stanchezza cronica e l’esistenza di diversi ostacoli alla sua comprensione rendono necessario un approccio integrato per lo studio di questa patologia e di patologie similari. Il concetto di fatica à di per sà non chiaro, e sviluppare una definizione operativa di fatica à stato un problema per gli autori. Comunque nella concezione degli autori, iI sintomo fatica si riferisce a una spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, che si determina anche con uno sforzo fisico minimo, oltrechà ovviamente, per definizione, non dovuta ad una malattia nota, e che differisce dalla sonnolenza e dalla mancanza di motivazione.

La CFS à stata riportata in tutto il mondo, compresa l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda ed il Canada, l’Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.

Cause, incidenza, e fattori di rischio
La causa esatta della sindrome da stanchezza cronica (C.F.S.) à sconosciuta. Si ritiene che alla base vi possa essere una risposta anomala del sistema immunitario ad una infezione o ad una intossicazione chimica o alimentare. Alcuni ricercatori sospettano che sia causata da un virus, tuttavia, nessuna causa virale à stata identificata.

La C.F.S. si presenta il più comunemente in giovani e donne intorno ai 35 - 40 anni ed à praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni). Si rilevano alcuni rari casi nell’età pediatrica.

Nessun dato indica che la CFS à contagiosa o che le persone devono essere isolate.

Diagnosi ed Esami
La presenza di una fatica cronica prolungata richiede una valutazione clinica. Una diagnosi di CFS da parte del medico richiede: una prolungata fatica cronica con i sintomi sopra descritti assenza di altre malattie

È quindi necessario escludere altre possibili cause per presupporre una diagnosi di fatica cronica, come per esempio:

  • apnea notturna
  • narcolessia
  • disturbi endocrini ( ad esempio ipotiroidismo o ipertiroidismo)
  • Epatite B o C non risolte
  • abuso di alcool, droghe o altre sostanze
  • obesità severa
  • lupus sistematico eritematoso
  • effetti collaterali ai farmaci
  • disordini immunitari o autoimmunitari
  • cancro
  • anoressia o bulimia nervosa
  • disturbi ai muscoli o al sistema nervoso (sclerosi multipla)
  • disturbi depressivi maggiori, demenza, disordini bipolari, schizofrenia
  • altre malattie (al cuore, reni, infezioni epatiche)

Non esistono esami specifici per confermare la diagnosi di CFS, ma sono usualmente effettuati per escludere altre possibili cause.

Il trattamento
Non esiste ad oggi un farmaco specifico per la C.F.S.. I trattamenti effettuati servono a ridurre i sintomi quale il dolore muscolare e alle ossa, gli stati febbrili associati alla malattia. Molta gente con C.F.S. avverte la depressione ed altri problemi psicologici che possono migliorare con un adeguato trattamento. Ai pazienti con C.F.S. non à consigliabile effettuare una vita sociale attiva, ma una moderata esercitazione fisica pu? anche essere utile.

Presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, sono stati compiuti una serie di studi, il primo dei quali con la descrizione della prima serie di pazienti italiani con le loro caratteristiche cliniche (U. Tirelli et al., Arch Intern Med, 153, Jan 11,1993, 116-120), la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS (U. Tirelli et al., Scand. J. Immunol. 40, 601-608, 1994), la valutazione delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi radiologica, la PET (U. Tirelli et al., The American Journal of Medicine, 105 (3A) 54S-58S, 1998), l’eventuale rapporto della CFS con i tumori maligni, lo studio di nuovi tarmaci, in particolare immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina. Complessivamente si pu? affermare che questa patologia debilitante perdura in molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con l’intervento farmacologico, tende a migliorare nel tempo. Vi sono anche casi guariti ed altri che hanno avuto un notevole benefÏcio dai trattamenti adottati. I pazienti sono solitamente giovani e donne con un età media intorno ai 35-40 anni

La CFS à praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni), ma vi à qualche caso pediatrico. Presso l’unità CFS della Divisione di Oncologia Medica A del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano sono stati osservati ad oggi oltre 500 casi di CFS con i criteri dei CDC di Atlanta.

Recentemente l’Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive dei National Institutes of Health statunitensi ha prodotto un volumetto dal titolo "Chronic Fatigue Syndrome. Informazione per i medici". l’autorevolezza della fonte dovrebbe fugare dubbi, se ancora ve ne fossero, sulla esistenza della sindrome.

Vi sono oggigiorno diverse terapie per la CFS, molte delle quali possono alleviare i sintomi e la sintomatologia generale, ma non esiste ancora un trattamento definitivo. Nuove speranze provengono da un nuovo farmaco l’Ampligen, che à un modificatere della risposta biologica, precisamente à l’acido ribonucleico a doppia elica, "mismatched" cioà spaiato, che esercita attività tra di loro correlate: attività immunomodulatoria, attività antivirale contro virus sia RNA che DNA e attività antitumorale. l’Ampligen regola l’espressione e l’azione di varie citochine, tra le quali l’interferone, l’interluchina e il tumor necrosis factor ed altri componenti del sistema immunitario quali macrofagi, linfociti natural killers, linfociti T e B. Inoltre l’Ampligen interviene direttamente nell’attivazione antivirale e immunitaria modulando specifici enzimi importanti per questi processi. Per queste attività biologiche l’Ampligen à stato testato in diversi studi su pazienti con CFS, dimostrando attraverso test obbiettivi ed analisi statistiche la propria attività . Infatti à in grado di ridurre significativamente i sintomi ed aumentare il performance status del paziente. Inoltre à stato in grado, in uno studio randomizzato a doppio cieco, di aumentare la capacità di svolgere attività giornaliere di lavoro riducendo pertanto il livello di supporto richiesto.

In tutti i trials nei quali à stato testato, l’Ampligen à stato molto ben tollerato e non si sono evidenziati effetti collaterali importanti. l’Ampligen à stato gi”¡ valutato sia in USA dalla Food and Drug Administration che in Europa dall’EMEA. Entrambe le Agenzie hanno richiesto ulteriori indagini scientifiche per l’approvazione dell’Ampligen, che attualmente sono in atto.

Le aspettative (prognosi)
Complessivamente si pu? affermare che questa patologia debilitante perdura in molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con l’intervento di farmaci tende a regredire.

Complicazioni
Alcune complicazioni nel corsi della malattia possono essere rappresentate da:
- l’isolamento sociale causato dallo stato di affaticamento
- dagli effetti secondari di depressione e di limitazioni dello stile di vita
- depressione
- reazioni avverse relative ai trattamenti farmacologici.

Visita dal medico
Se ritenete di avere un problema relativo alla sindrome da fatica cronica, Vi consigliamo di consultare il Vostro medico curante, che se riterr”¡ opportuno potr”¡ richiedere indagini successive. Al riguardo forniamo i centri di riferimento che l’Istituto Superiore della Sanità ha identificato per valutare la Sindrome da Fatica Cronica.

1. Aviano
a) Centro di Riferimento Oncologico, Divisione di Oncologia Medica A, Via Pedemontana Occidentale, Aviano, Pordenone. Prof. Umberto Tirelli, tel.: 0434 659284


2. Roma
a) 1° Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Prof. G. Valesini - tel.: 06 4452344 - 06 4469273


3. Chieti
a) Cattedra Malattie Infettive, Istituto di Fisiopatologia Mediaca. Ospedale Santissima Annunziata. Prof. E. Pizzigallo, tel.: 0871 358595 - 0871 358594 - 0871 358880

Source by CFS_Italy


LSNN is an independent publisher that relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources. LSNN is the longest-lived portal in the world, thanks to the commitment we dedicate to the promotion of authors and the value given to important topics such as ideas, human rights, art, creativity, the environment, entertainment, Welfare, Minori, on the side of freedom of expression in the world «make us a team» and we want you to know that you are precious!

Dissemination* is the key to our success, and we've been doing it well since 1999. Transparent communication and targeted action have been the pillars of our success. Effective communication, action aimed at exclusive promotion, has made artists, ideas and important projects take off. Our commitment to maintain LSNN is enormous and your contribution is crucial, to continue growing together as a true team. Exclusive and valuable contents are our daily bread. Let us know you are with us! This is the wallet to contribute.

*Dissemination is the process of making scientific and technical information accessible to a non-specialist public. This can come through various forms, such as books, articles, lectures, television programs and science shows.


Similar Articles / La CFS s...a cronica
from: ladysilvia
by: CFS_Italy