Parma - L’Università di Parma e CGIL, CISL e UIL stringono un patto sugli appalti, nel comune obiettivo di promuovere il lavoro regolare e di tutelare i lavoratori in un quadro improntato alla trasparenza e alla legalità.
L’intesa è stata firmata questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Paolo Andrei e dai segretari provinciali delle tre sigle sindacali: #Massimo-Bussandri per la #CGIL, #Federico-Ghillani per la #CISL e #Mario-Miano per la UIL.
L’accordo rimarca la volontà comune dei firmatari di promuovere lavoro regolare, coesione sociale, efficienza nella predisposizione e gestione delle procedure, e di dare la più piena attuazione alle ultime disposizioni su trasparenza amministrativa e anticorruzione in un contesto di promozione della legalità e di valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabile.
"Penso che sia un protocollo da sottolineare davvero per la sua importanza. Che l’Ateneo, che ha il compito di formare i giovani, metta per iscritto il suo impegno a favore del lavoro regolare, della tutela dei lavoratori, della trasparenza e della legalità, è, credo, un segnale da rimarcare, proprio per il suo valore anche culturale, anche educativo e formativo", ha commentato il Rettore Paolo Andrei, che ha ringraziato Cgil, Cisl e Uil per il percorso compiuto insieme all’Università per la stesura e la sottoscrizione dell'accordo.
Molto soddisfatti i tre segretari, che hanno a loro volta rimarcato "l’altissimo valore del protocollo, anche considerando che l’Università di Parma è insieme al Comune la maggiore stazione appaltante e che nel nostro territorio il pericolo delle infiltrazioni della criminalità è reale. Dai tre segretari una sottolineatura particolare anche "per il rilievo sociale e culturale dell’intesa", che "contiene passaggi estremamente importanti" e che "può costituire un modello anche per altre realtà": un’intesa - hanno ricordato - "alla quale si è cominciato a lavorare con il compianto Rettore Loris Borghi e che il nuovo Rettore Paolo Andrei ha subito accolto tra le sue priorità".
Sulla base dell’intesa (che farà fede anche per le imprese in subappalto) l’Università s’impegna ad applicare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le disposizioni relative alla verifica dell’anomalia dell’offerta e alla complessiva valutazione della sua congruità, considerando tra i possibili elementi di qualità il possesso del rating di legalità e d’impresa (strumenti di verifica della capacità, tecnica e morale, delle imprese che partecipano alle procedure di gara) e il possesso di certificazioni etiche rilasciate secondo norme internazionali riconosciute.
Per la valutazione della congruità dell’offerta l’Università chiederà che al personale impiegato nei lavori siano applicati i contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto.
L’Ateneo inserirà inoltre nei bandi di gara la cosiddetta "clausola sociale", per il mantenimento dei livelli occupazionali e la salvaguardia dei posti di lavoro. Nello specifico, nel caso di passaggio tra appaltatore uscente e appaltatore entrante, sarà obbligatoria la clausola sociale per l’assorbimento del personale impiegato dall’appaltatore uscente, garantendo occupazione e condizioni contrattuali.
In caso di accertata inadempienza contributiva, infine, l’Università tratterrà l'importo corrispondente all'inadempienza per effettuare un versamento diretto agli enti previdenziali e assicurativi, compresa la cassa edile.
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