Un operaio del Queensland, in Australia, teneva in casa più di 350 rettili vivi, tra serpenti, rane, iguane, lucertole e coccodrilli. Quando gli agenti del RSPCA, l’ ente australiano che si occupa della salvaguardia e della conservazione degli animali e dell’ambiente, hanno effettuato un'incursione sulla proprietà di St. Albans hanno trovato la metà degli animali morti.
Per alcuni di questi animali era concessa la custodia, mentre per altri la detenzione è considerata illegale. Pare che la causa della morte siano i maltrattamenti subiti. Molti dei sopravvissuti, inoltre, avevano bisogno di cure mediche: la maggioranza delle creature erano malate e quasi tutte denutrite e disidratate.
L’operaio si è reso latitante: rischia due anni di prigione e una multa di 22mila dollari australiani per ogni animale morto. La maggior parte degli animali apparteneva a specie autoctone ma vi erano anche parecchie specie esotiche di serpente (come i serpenti del cereale) che, secondo le leggi australiane, non è consentito tenere in casa.
L’operaio era un esperto di serpenti. I vicini infatti hanno riferito agli agenti che McDonald è stato chiamato molte volte per allontanare serpenti da diverse zone urbane di Sydney.
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