Conferenza Bali: La creatività della scienza per ridurre degrado “Ambientale”

MONDO: Misna; Discussioni per soluzioni ad alto tasso tecnologico contro gli effetti del surriscaldamento del pianeta stanno caratterizzando la terza giornata della Conferenza internazionale sul clima che si sta tenendo a Bali in Indonesia. Un esempio dell’applicazione della tecnologia per la salvaguardia dell’ambiente, lo ha dato proprio l’isola che ospita la XIII edizione di un appuntamento organizzato ogni anno dalla Convenzione quadro sul cambiamento climatico dell’Onu (Unfccc).

Qualche anno fa le barriere coralline intorno a Bali stavano scomparendo a causa dell’innalzamento della temperatura, degli esplosivi impiegati dai pescatori e dell’inquinamento dell’acqua; adesso, il corallo sta tornando grazie a un uso innovativo della corrente elettrica fatta passare attorno a dei cavi metallici sottomarini serviti in questa occasione per ospitare i coralli. Dalla creatività degli scienziati " ha detto Thomas Goreau, uno dei promotori del progetto, davanti a una parte dei 10.000 delegati di oltre 180 paesi presenti a Bali " possono nascere le giuste idee per proteggere altri ecosistemi a rischio, quando i metodi tradizionali non sortiscono effetto. A Bali, intanto, sono state le associazioni ambientaliste ad animare la giornata con pacifiche dimostrazioni all’esterno del principale centro conferenze durante le quali è stato chiesto di imporre ai paesi industrializzati la riduzione del 30% rispetto alle attuali emissioni inquinanti.

Un invito rivolto in particolare a quei paesi contrari o lontani dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto per il controllo delle emissioni inquinanti nell’atmosfera; le dimostrazioni continueranno anche la prossima settimana, quando nell’isola indonesiana arriveranno 130 ministri dell’Ambiente per stabilire un nuovo percorso da seguire alla scadenza, nel 2012, del Protocollo. La Conferenza, che si concluderà il prossimo 14 dicembre, sta affrontando in particolare quattro temi: la “mitigazione”, ovvero l’azione per limitare o ridurre le emissioni inquinanti; “l’adattamento”, la strategia da seguire per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare l’impatto del cambiamento climatico; la “tecnologia”, l’aiuto da fornire ai Paesi per limitare o ridurre le emissioni attraverso la tecnologia; il “finanziamento”, gli investimenti e i finanziamenti per consentire ai Paesi in via di sviluppo di applicare provvedimenti che non compromettano i loro sforzi di crescita economica e di lotta alla povertà .

Un altro importante tema in agenda è poi quello della deforestazione, riconosciuto quale fattore chiave nel cambiamento climatico: l’obiettivo, in questo caso, sarà quello di avviare progetti pilota nei Paesi in via di sviluppo per soluzioni economiche alternative alla deforestazione.

Il Protocollo di Kyoto è stato aperto alla firma il 16 marzo del 1998 e impegna i paesi industrializzati a ridurre, nel periodo 2008-2012, il totale delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990. A non aver firmato il protocollo " al quale in un primo tempo avevano aderito - sono gli Stati Uniti, considerati il maggiore produttore di inquinamento del pianeta.[GB]