Mario Merola: il cuore di Napoli non batte più

Domenica
00:37:18
Novembre
19 2006

Mario Merola: il cuore di Napoli non batte più

Un ricordo sull’uomo e l’artista. In migliaia, accorsi, a Napoli, per dare l’ultimo saluto al re della sceneggiata napoletana. Vari i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia

View 136.9K

word 1.1K read time 5 minutes, 40 Seconds

La gente di Napoli “è in coma affettivo” per la scomparsa di Mario Merola, l’ultimo paladino di una città , in stato di caos permanente, ma con gran voglia di riscatto. Il suo cuore, lo ricordiamo, ha cessato di battere domenica sera, a seguito di una grave insufficienza cardiorespiratoria. Gli estimatori del re della sceneggiata, tanti, sono giunti da ogni parte del mondo, questa mattina, a Napoli, nella popolarissima Basilica della Madonna del Carmine Maggiore, a Piazza Mercato, per tributargli l’ultimo saluto.

La stessa chiesa dove trentanove anni fa (il 17 aprile del 1967, alle 16,30), furono celebrate le esequie, al grande Totò. Presenti, al rito funebre, in prima fila, i figli “artistici” di Mario, Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo e con loro, anche, Amedeo Minghi, Gigi Finizio e tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo, cultura e autorità locali, tra cui il sindaco Rosa Russo Jervolino. “Adesso si è spenta Napoli”, le parole di D’Alessio, appena, appresa della morte, del suo papà professionale.

La scomparsa del cantore della melodia popolare napoletana è una perdita importante; si spiega, così, l’attenzione, che, da giorni, gli sta tributando il sistema televisivo e dell’informazione. Messaggi di cordoglio, da parte delle massime autorità politiche e parlamentari, sono giunti, in una forma o nell’altra, alla famiglia Merola. Da Fausto Bertinotti, Clemente Mastella ad Angelo Sandri.

Quest’ultimo ha sottolineato il compito didattico svolto dal grande cantante: “quello di avere fatto giungere al nord, con intelligenza (Sandri è friulano), la tradizione popolare canora”. In una nota, il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi ha fatto sapere che “Mario Merola è stato, nei tempi recenti, l’interprete di una Napoli profonda e popolaresca, che, la sua arte ha fatto apprezzare, anche, fuori dei confini nazionali”.Per il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino “Napoli e la Campania ricordano commossi un grande artista, straordinario interprete dell’anima popolare della città .”.

Il primo cittadino di Napoli, Rosa russo Jervolino, a tal proposito, ha sottolineato di come la morte di Merola cada, proprio, nel momento, in cui la città ha più bisogno di testimoni e paladini a favore. L’ uomo e l’artista. Mario Merola, da giovane, come scaricatore di porto, ha mangiato pane e miseria, fino al grande successo con la “sceneggiata”, di cui diverrà , a pieno titolo, ambasciatore, nel mondo. E proprio con la sceneggiata napoletana che, negli anni 70 e 80, l’artista varca le soglie dell’America, Canada, Stati Uniti, destinazione Casa Bianca, alla corte di Mister President Ford. “Isse Esse e o Malamente” recitava, ma solo sulla scena. Nella vita, “ ’O guappo Merola” era un abitudinario benefattore; uomo generosissimo, dal cuore e dal portafoglio, aperto, a chiunque avesse bisogno, ma, anche, uomo sopra le righe, come tutti gli artisti “puri”, d’altronde. Giocatore incallito: la roulette, la sua tentazione! Mario e la famiglia “E figli so piezze e core”. Mario e l’amore paterno, nè “’O zappatore, nun s’a scorda ’a mamma”. Mario e Napoli, la sua Napoli “Comm'è amaro a stá luntano quanno tiene na famiglia, quanno Napule addeventa cartulina...”. Merola, specchio di un’altra Napoli; non quella musicale di Bruni, Carosone, Fierro, Murolo, Cigliano, Rondinella, Gallo; non quella del costume, rappresentante l’Italia nel mondo, di Totò, Eduardo, Peppino e Titina, Nino e Carlo Taranto, dei fratelli Maggio, della Bianchi, di De Sica (il ciociaro, napoletano per affezione), della Loren o di Troisi; e nemmeno specchio della Napoli dello Show-business, protagonista, delle stagioni dorate della nostra Tv, con Ranieri, Nazzaro, Di Capri, Bongusto (il molisano, partenopeo d’adozione), nè tantomeno, Merola rappresentava la Napoli del cinema “musicarello”, nella ricostruzione italica, anni 50, con “Cerasella” e “Lazzarella” nè, infine, quella del boom economico, anni 60, di “Una lacrima sul viso”, “In Ginocchio da te”, “Non son degno di te”. Mario Merola rispecchiava la Napoli dell’entroterra, quella vista dal di dentro, pane e pallone, chiesa e vicolo, miseria e nobiltà . Merola non si riconosceva nella Napoli della malavita, della guapperia, dell’immondizia, dei borseggiatori dallo scippo facile, della drammaticità nuda e cruda e delle “lacrime napulitane”, senza una ragione fondata.

Il re della sceneggiata adorava gli entusiasmi della sua città , condannava la creatività , spesa a servizio del malaffare. Lui, figlio di certi valori”¦ la famiglia patriarcale, la messa domenicale, la devozione a San Gennaro, le “solenni” feste comandate, la gara agli addobbi natalizi più sfarzosi, l’accoglienza dinnanzi a “’o presepe”, ’e zampogne e zampognare e la festa della Befana in pompa magna. Mario e le sane abitudini, come quella d’o cafè pavate; le grandi tavolate, in casa Merola in compagnia , d’a Pasta e fasule, ’o capitone, ’e friarielle, ’e rafiul, mostacciuoli e roccocò, ’e struffoli, ’o babà , ’a sfogliatella, ’e zeppole, ’a pastiera, ’o casatiello, ’e freselle e d’o tortano. Merola si mostrava comprensivo verso chi, “suo malgrado”, propendeva per l’arte d’arrangiarsi”¦ una filosofia, questa, copiata da molti e ammessa da pochi.

La Napoli dell’ammore con la A maiuscola, delle serenate, sotto casa, alle “’nnamurate”, e delle dichiarazioni, cantate, con tutto ’o sentimento, come quella che Mario fece alla compagna di una vita, sua moglie Rosetta, da ragazzo... “Dicintecello vuie”¦ il motivo complice”. Lui e la Napoli della cavalleria, del triccheballacche e del putipù, dei posteggiatori e dei venditori, improvvisati, per le strade; della filosofia di vita godereccia e spensierata, “dell’Alleria”, nel sangue”¦ “Nui simmu nati cu doie camise chi campa a Napole sta in Paradise e nui ca faccia doce e ammare in pietto cantammo sta canzone pe’ dispetto”¦”, insomma”¦ la Napoli delle mille contraddizioni! Un’immagine, un identikit, quello sopraindicato della citta “d’O sole e d’o mare”, in cui non si sono mai riconosciuti i refrattari del genere, coloro che considerano Napoli solo, in chiave negativa. Un pensiero, se vogliamo, che tocca, anche, quei napoletani radical-chic, appartenenti ai cosiddetti quartieri alti, (Vomero, Posillipo, Chiaia, Marechiaro.. più in basso &), che, pur riconoscendo, Merola, come proprio “illustre” concittadino, non si rispecchiavano nel tipo di personaggio rappresentato nella “sua” sceneggiata, genere considerato regionalistico, dipinto, dalle nuove generazioni, come caricatura superata. La melodia popolare napoletana, di Mario Merola, continua a mantenersi, anche, grazie a voci, come quelle del vice-re, Mario Da Vinci, di regine come Gloriana, Angela Luce, Mirna Doris, e di tante principesse e principi come Rosa Miranda, Pino Mauro,Toni Astarita, Tonino Apicella, Antonello Rondi, Riccardo Zappulla (il cantore siciliano più napoletano che si conosca). A conclusione, solo, un’amara riflessione: adesso che il cuore di Napoli non c’è più, perché tanto clamore televisivo? Da oggi, Napul’è na cartolina incompleta.

di Maira Nacar

Articolo tratto da Italymedia.it diretto da Antonello De Pierro

Source by Rockitalia


LSNN is an independent editor which relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources, we work in the direction of freedom of expression and for human rights , in an oppressed society that struggles more and more in differentiating. Collecting contributions allows us to continue giving reliable information that takes many hours of work. LSNN is in continuous development and offers its own platform, to give space to authors, who fully exploit its potential. Your help is also needed now more than ever!

In a world, where disinformation is the main strategy, adopted to be able to act sometimes to the detriment of human rights by increasingly reducing freedom of expression , You can make a difference by helping us to keep disclosure alive. This project was born in June 1999 and has become a real mission, which we carry out with dedication and always independently "this is a fact: we have never made use of funds or contributions of any kind, we have always self-financed every single operation and dissemination project ". Give your hard-earned cash to sites or channels that change flags every time the wind blows , LSNN is proof that you don't change flags you were born for! We have seen the birth of realities that die after a few months at most after two years. Those who continue in the nurturing reality of which there is no history, in some way contribute in taking more and more freedom of expression from people who, like You , have decided and want to live in a more ethical world, in which existing is not a right to be conquered, L or it is because you already exist and were born with these rights! The ability to distinguish and decide intelligently is a fact, which allows us to continue . An important fact is the time that «LSNN takes» and it is remarkable! Countless hours in source research and control, development, security, public relations, is the foundation of our basic and day-to-day tasks. We do not schedule releases and publications, everything happens spontaneously and at all hours of the day or night, in the instant in which the single author or whoever writes or curates the contents makes them public. LSNN has made this popular project pure love, in the direction of the right of expression and always on the side of human rights. Thanks, contribute now click here this is the wallet to contribute


Similar Articles / Mario Me...atte più