In genere viene indicato col nome “ CARNEVALE ” il periodo di tempo che intercorre tra il 17 Gennaio (festa cli S.Antonio Abate) ed il primo giorno di quaresima.
n pratica, però, le principali manifestazioni si svolgono negli ultimi dieci giorni e terminano con il martedì grasso, che precede la festività delle Ceneri, inizio, per i cristiani, di un periodo sacro di quaranta giorni, in preparazione della solennità della Pasqua, chiamato Quaresima (dal latino quarantena). Il martedì grasso non cade in una data fissa, ma questa varia in relazione alla ricorrenza della festività pasquale.
Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia viene festeggiato con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.
l Carnevale, destinato ad anticipare e compensare, i rigori della quaresima, è il periodo dell’eccesso alimentare. Nelle settimane di penitenza che seguono, fino a Pasqua, non sarà più possibile, seguendo i precetti della Chiesa, mangiare carne.Il significato di questo fenomeno è in generale la sottolineatura dell’elemento stagionale: si finisce di consumare le scorte invernali, e con il consumo di beni in grande quantità ci si propizia abbondanza e fertilità .
Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
Redazione
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proposta da: Branca Diomedemagazine&valore=QUANDO&GetCategoria=LSNN%20Ladysilvia&ordina=creata&ordinato=DESC&attinenza=2" target="_parent">Pasqua, non sarà più possibile, seguendo i precetti della Chiesa, mangiare carne.Il significato di questo fenomeno è in generale la sottolineatura dell’elemento stagionale: si finisce di consumare le scorte invernali, e con il consumo di beni in grande quantità ci si propizia abbondanza e fertilità .
Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
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Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
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Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
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Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
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Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
noltre il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità , ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati, da cui venivano gettati i coriandoli.
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Nel corso del Medioevo, quando la società era rigidamente strutturata in classi sociali, l’uso di mascherarsi dilagò tra la gente comune, permettendo a chiunque, per qualche giorno, di ribaltare i ruoli sociali: il povero poteva travestirsi da ricco, la donna da uomo, il servo da padrone”¦. Insomma, chiunque poteva ambire a diventare ciò più preferiva, dando sfogo a tutti i desideri repressi e ai sogni mai realizzati, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Quella di mascherarsi divenne così una prassi diffusa, in grado di portare un pò d'allegria nella vita delle persone.
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