Milano – il Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano, nominato il 29 marzo 2022 e presieduto da Stefano Boeri, si è riunito per l’ultima volta, chiudendo il quadriennio 2022‑2026 e tracciando un bilancio di un ciclo che ha ridefinito ruolo, spazi e identità dell’istituzione, già riconosciuta a livello internazionale come punto di riferimento per design, architettura e cultura contemporanea.
In questi quattro anni l’attività del CdA si è orientata su quattro direttrici principali: definizione di una strategia di public engagement, riorganizzazione e rifunzionalizzazione degli spazi del Palazzo dell’Arte, consolidamento dell’immagine dell’istituzione sul piano internazionale e stabilizzazione degli aspetti gestionali e amministrativi, nella consapevolezza che il luogo della cultura debba diventare anche luogo di produzione culturale.
Triennale Milano ha attraversato una fase di profonda trasformazione grazie al piano strategico “Design the Future”, presentato dalla governance nel 2022, che ha coniugato continuità e innovazione, radicato nell’identità storica dell’istituzione e rivolto a una lettura consapevole delle dinamiche sociali e culturali della contemporaneità.
L’istituzione ha lavorato per rafforzare il proprio posizionamento in Italia e all’estero, puntando su attività di comunicazione, progetti di public engagement e collaborazioni istituzionali di alto profilo, in un contesto in cui la cultura diventa motore di dialogo, riflessione e innovazione.
L’Esposizione Internazionale si è confermata uno dei momenti centrali per la costruzione di progettualità condivise con partner da tutto il mondo, e la 23ª edizione Unknown Unknowns (2022) e la 24ª Inequalities (2025) hanno consolidato e ampliato la risonanza internazionale della manifestazione, senza perdere di vista il legame con il territorio milanese e lombardo.
È inoltre sensibilmente cresciuta l’attività di Triennale all’estero, con mostre prodotte dall’istituzione ospitate in musei di rilievo, e nel quadriennio si sono avviate collaborazioni con realtà come la Serpentine di Londra, l’ESA – Agenzia Spaziale Europea, Democracy & Culture Foundation, Design Doha Biennial e Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, con cui è proseguito il partenariato culturale avviato nel 2019, ampliando la rete di relazioni internazionali.
Al contempo, il teatro di Triennale ha ampliato l’attività di coproduzione con importanti festival e teatri internazionali e ha aderito al progetto Perform Inform Transform (PIT), finanziato dal programma Creative Europe, rafforzando la propria vocazione a ospitare produzioni di alto livello sul piano delle performing arts.
Nella programmazione culturale, il comitato scientifico composto da Umberto Angelini, Nina Bassoli, Damiano Gullì e Marco Sammicheli ha guidato la costruzione di un progetto culturale identitario e di alto profilo scientifico, fondato sul dialogo tra discipline, nella convinzione che la contaminazione tra design, architettura, arti visive e performing arts sia un motore di ricerca e innovazione.
L’attività espositiva ha dato spazio a grandi protagonisti della cultura contemporanea e, al contempo, ha promosso una nuova generazione di artisti e designer, restituendo a Triennale l’immagine di una piattaforma aperta e inclusiva, capace di raccontare la contemporaneità da più punti di vista.
Il programma espositivo dell’attuale comitato scientifico proseguirà fino all’inizio del 2027 e tra le prossime mostre figura la monografica dedicata a Costantino Nivola, curata da Cecilia Alemani, che aprirà a novembre 2026, inserendosi in un calendario che combina progetti storici e riflessioni sul presente.
Il Museo del Design Italiano ha permesso di valorizzare la collezione permanente di design dell’istituzione, che dal 2018 è stata incrementata tramite donazioni, comodati e acquisti con 1.549 nuovi oggetti, pari al 45% del totale di 3.453 pezzi, rendendo sempre più denso e rappresentativo il patrimonio conservato.
Triennale ha inoltre sviluppato in modo significativo il lavoro di ricerca nell’ambito delle performing arts, attraverso il festival FOG che si è confermato un riferimento a livello nazionale, e della musica, grazie all’attività di Voce Triennale e ai concerti estivi in giardino, che hanno reso il Palazzo dell’Arte uno spazio vissuto anche al di fuori dei periodi espositivi.
Novità di rilievo è stata la creazione nel 2024 del dipartimento moda, affidato alla consulenza scientifica di Luca Stoppini, che ha organizzato mostre, incontri, giornate di studio, proiezioni, workshop e percorsi formativi con scuole e università, inserendo il fashion design nel quadro più ampio delle culture del progetto.
Gli incontri e le attività del public program sono cresciuti notevolmente rispetto al periodo precedente, offrendo occasioni di approfondimento e di confronto e favorendo un dialogo diretto tra istituzione, pubblico e operatori culturali.
Il Palazzo dell’Arte è stato oggetto di interventi significativi che ne hanno ridefinito il ruolo: non più soltanto luogo che accoglie la cultura, ma spazio che la genera e la interpreta, con un’attenzione particolare alla qualità degli ambienti e alla sostenibilità.
Il progetto di riqualificazione architettonica, affidato ad AR.CH.IT Luca Cipelletti, è stato realizzato con tre obiettivi principali: la rifunzionalizzazione degli spazi per renderli più accessibili e adatti ad accogliere una programmazione multidisciplinare, la valorizzazione del progetto originario di Giovanni Muzio del 1933 e la riqualificazione dell’edificio in termini energetici e sostenibili, pensata anche per ridurre l’impatto ambientale delle attività.
Dopo gli interventi del 2020 sul teatro e sugli spazi espositivi al primo piano, nel febbraio 2024 è stato inaugurato Cuore – Centro studi, Archivi, Ricerca, uno spazio di 400 mq che accoglie il centro di ricerca di Triennale ed espone una parte rilevante dell’archivio, rendendo accessibile al pubblico una parte importante della memoria storica dell’istituzione.
Nel 2024‑2025 il progetto si è concentrato sulla rifunzionalizzazione del Piano parco, un importante lavoro progettuale concluso nel maggio 2025 e che ha interessato 9.600 mq, di cui 2.300 mq interni e 7.300 mq di giardino, con un’attenzione specifica alla fruizione degli spazi esterni e alla loro integrazione con gli eventi.
Questo intervento ha portato alla creazione di Voce Triennale, uno spazio dedicato al suono e alla musica con caratteristiche acustiche e illuminotecniche uniche, a Gioco, pensato per dare spazio all’immaginazione e alla creatività, e al ristorante‑caffetteria Cucina Triennale, aperto in qualsiasi momento della giornata e concepito come luogo di sosta, incontro e socialità.
Per quanto riguarda il rapporto con i pubblici, Triennale ha scelto di adottare un approccio basato sull’ascolto e sulla co‑creazione, che si è tradotto in nuove modalità di accesso e fruizione della programmazione, rispondendo alle esigenze di un pubblico diversificato e in crescita.
Da questa impostazione è derivata la strategia di public engagement, che si è concretizzata attraverso la membership e il patron program, ma è stata anche la necessaria premessa per l’importante lavoro di ristrutturazione degli spazi, che hanno bisogno di un’utenza attiva e coinvolta per mostrare tutto il loro potenziale.
La membership, programma avviato nel 2023, ha permesso di creare una comunità attiva attorno all’istituzione, raggiungendo il risultato di più di 7.500 membership acquistate in soli due anni, segnale di un interesse crescente e di un legame affettivo con il luogo.
L’introduzione nel 2023 di un sistema CRM (Customer Relationship Management) ha consentito di mappare le abitudini di fruizione, strutturare in modo più efficace la relazione con i pubblici e ottimizzare le dinamiche organizzative interne, favorendo una gestione più data‑driven e al tempo stesso attenta alle esigenze delle persone.
Triennale si conferma un importante punto di riferimento culturale con 3 milioni di visitatori nel quadriennio e un pubblico giovane, compreso tra i 18 e i 34 anni, culturalmente attivo e particolarmente sensibile ai temi del design, dell’architettura e dell’arte contemporanea.
Per quanto riguarda la gestione economica, nel corso del mandato la Fondazione ha portato avanti una gestione che si è dimostrata efficace e sostenibile, sviluppando un piano di investimenti pluriennale in parallelo a una programmazione intensa e continuativa, che ha mantenuto un alto profilo qualitativo senza rinunciare alla sperimentazione.
Il business model di Triennale presenta caratteristiche comuni a tutte le fondazioni di natura privata con partecipazione pubblica, con un fatturato complessivo di 20 milioni di euro, di cui il 43% di natura pubblica e il 57% privata, in un quadro in cui il supporto pubblico lavora in sinergia con il contributo del settore privato.
Il patrimonio della Fondazione è cresciuto di oltre 6 milioni di euro dal 2022 al 2025, segnale di solidità e di una gestione in grado di progettare un futuro a medio e lungo termine, senza perdere di vista la necessità di reinvestire costantemente nelle attività culturali.
I risultati ottenuti nel quadriennio 2022‑2026 sono stati possibili grazie al supporto costante delle istituzioni pubbliche, partecipanti di diritto e partecipanti istituzionali della Fondazione La Triennale di Milano – Ministero della Cultura, Comune di Milano, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi – e al contributo dei Partner Istituzionali Deloitte, Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano, che hanno sostenuto progetti e attività in modo continuativo.
Il Presidente Stefano Boeri sottolinea: “Voglio ringraziare con tutto il cuore i dipendenti, i consulenti, i mediatori, i membri del Consiglio di Amministrazione e del Comitato scientifico, i direttori e la Direttrice generale che, nel corso dei miei due mandati come Presidente di Triennale Milano, mi hanno aiutato a rendere – ancora di più di quanto già non fosse – questa straordinaria istituzione e il palazzo che la ospita un punto di riferimento per la cultura internazionale e italiana, consapevole che il lavoro fatto in questi anni sarà il terreno su cui il nuovo presidente e il nuovo CdA potranno sviluppare il prossimo capitolo della storia dell’istituzione.
Il quadriennio che si chiude racconta un’istituzione in cui la dimensione internazionale, il rigore scientifico del comitato e la cura del rapporto con il pubblico si intrecciano in modo naturale, senza cancellare il forte legame con Milano e con la Lombardia, luoghi che ospitano il palazzo ma che anche ricevono ricadute in termini di visibilità, economia della cultura e innovazione sociale.
Per chi frequenta il Palazzo dell’Arte, la trasformazione di questi anni è leggibile sia nei nuovi spazi che nelle modalità di accesso, nei progetti che negli eventi, che restituiscono l’immagine di un luogo vissuto, dinamico e sensibile alle sfide della contemporaneità.
Informazioni sulla Fondazione La Triennale di Milano e il quadriennio 2022‑2026
La Fondazione La Triennale di Milano è un’istituzione culturale riconosciuta a livello internazionale, con sede nel Palazzo dell’Arte disegnato da Giovanni Muzio nel 1933, che ospita mostre, installazioni, spettacoli, eventi e programmi educativi tra design, architettura, arti visive e performing arts, consolidando da oltre novant’anni il suo ruolo di snodo tra industria, arte e società.
Nel quadriennio 2022‑2026 il Consiglio di Amministrazione è stato presieduto da Stefano Boeri, già alla guida del CdA per il mandato precedente 2018‑2021, con un bilancio che comprende la riconferma del presidente e la continuità delle linee di indirizzo strategico, formalizzato nel piano “Design the Future” presentato nel 2022.
Nel periodo 2022‑2026 Triennale ha registrato complessivamente 3 milioni di visitatori, con un pubblico particolarmente giovane, compreso tra i 18 e i 34 anni, e culturalmente attivo, segnale di un forte appeal generazionale e di una programmazione in linea con i nuovi consumi culturali, favorendo anche il ruolo del Palazzo dell’Arte come luogo di incontro oltre che di fruizione.
La gestione economica evidenzia un fatturato complessivo di 20 milioni di euro, di cui il 43% di fonte pubblica e il 57% privata, in un modello di business tipico delle fondazioni private con partecipazione pubblica, che richiede equilibrio tra sostegno istituzionale e capacità di attrarre partner privati, in particolare nel quadro del programma di partnerships e del patron program.
Il patrimonio della Fondazione è cresciuto di oltre 6 milioni di euro tra il 2022 e il 2025, consolidando la solidità patrimoniale e consentendo investimenti in riqualificazione degli spazi, programmazione culturale e sviluppo di nuovi progetti, senza pregiudicare la continuità delle attività espositive e della ricerca.
Il Museo del Design Italiano ha visto incrementare la collezione permanente con 1.549 nuovi oggetti dal 2018, pari al 45% del totale di 3.453 pezzi, grazie a donazioni, comodati e acquisti, rendendo il patrimonio più denso e rappresentativo delle diverse stagioni del design italiano e della sua storia industriale.
Gli interventi di riqualificazione architettonica hanno interessato il Piano parco, con un’area totale di 9.600 mq (2.300 mq interni e 7.300 mq di giardino), riorganizzati in spazi dedicati alla musica, alla creatività e alla socialità, tra cui Voce Triennale, spazio acusticamente e illuminotecnicamente specializzato, Gioco, luogo pensato per l’immaginazione e l’espressione, e il ristorante‑caffetteria Cucina Triennale, aperto in qualsiasi momento della giornata e concepito come punto di riferimento per la sosta nel parco e nel contesto cittadino.
Il progetto Cuore – Centro studi, Archivi, Ricerca, inaugurato nel febbraio 2024, occupa 400 mq all’interno del Palazzo dell’Arte e raccoglie il centro di ricerca di Triennale, rendendo accessibile al pubblico una parte rilevante dell’archivio storico, in linea con la volontà di riattivare il legame tra memoria e produzione culturale contemporanea.
Domande frequenti
- Quante edizioni dell’Esposizione Internazionale sono state realizzate nel quadriennio 2022‑2026? Nel quadriennio sono state concluse la 23ª Esposizione Internazionale Unknown Unknowns (2022) e la 24ª Inequalities (2025), entrambe focalizzate su grandi temi della contemporaneità e sull’invito a riflettere su criticità e opportunità del presente.
- Cos’è il dipartimento moda di Triennale Milano? È un’area specialistica creata nel 2024, affidata alla consulenza scientifica di Luca Stoppini, che coordina mostre, incontri, giornate di studio, proiezioni, workshop e percorsi formativi con scuole e università, inserendo il fashion design nel quadro più ampio delle culture del progetto.
- È possibile contribuire alla crescita del patrimonio di Triennale con donazioni o comodati? Sì, la crescita della collezione del Museo del Design Italiano è stata favorita da donazioni, comodati e acquisti, e l’istituzione mantiene canali di confronto con privati e collezionisti interessati a sostenere il patrimonio e la sua visibilità.
- Come si può seguire la programmazione futura di Triennale Milano? La programmazione è consultabile sul sito ufficiale dell’istituzione, dove vengono indicate mostre in corso, iniziative speciali, eventi pubblici e attività per scuole e università, con un calendario aggiornato in tempo reale.
Glossario
- Palazzo dell’Arte: edificio progettato da Giovanni Muzio nel 1933 che ospita permanentemente Triennale Milano, sede di mostre, spettacoli, eventi culturali e uffici dell’istituzione.
- Esposizione Internazionale: grande appuntamento espositivo periodico ospitato da Triennale, che propone riflessioni su temi contemporanei coinvolgendo curatori e artisti internazionali.
- Public engagement: insieme di strategie e attività pensate per avvicinare il pubblico all’istituzione, favorire la partecipazione, la co‑creazione di contenuti e la fidelizzazione.
- Membership: programma di abbonamento che permette ai visitatori di entrare a far parte di una comunità legata a Triennale, con accessi privilegiati, iniziative dedicate e servizi esclusivi.
- CRM (Customer Relationship Management): sistema informatico che mappa le abitudini di fruizione e i profili dei visitatori, aiutando l’istituzione a modulare comunicazione, programmazione e servizi in modo più mirato.
- Performing arts: settore delle arti della scena, che comprende teatro, danza, musica dal vivo e performance, con cui Triennale collabora attraverso il teatro, il festival FOG e altre iniziative.
- Business model pubblico‑privato: sistema economico in cui una parte significativa dei ricavi proviene da enti pubblici, mentre il resto deriva da sponsor, partner, biglietteria, membership e servizi, tipico delle fondazioni culturali con partecipazione istituzionale.
- Design the Future: piano strategico pluriennale 2022‑2026 di Triennale Milano, che definisce obiettivi, aree di azione e linee di sviluppo per la governance, la programmazione e la gestione, con un focus su pubblico, internazionalizzazione e sostenibilità.
Fondazione La Triennale di Milano – Bilancio del quadriennio 2022‑2026 (comunicato istituzionale, 28 aprile 2026).