Caserta-Discarica illegale Uttaro:Tribunale Napoli ordina immediata chiusura

Venerdì
00:09:10
Agosto
03 2007

Caserta-Discarica illegale Uttaro:Tribunale Napoli ordina immediata chiusura

Esclusivo!!! In data odierna 2 Agosto 2007 ( Festa del Perdono d’Assisi e di S. Maria degli Angeli) sopraggiunge notizia dal tribunale di Napoli: “Lo Uttaro da discarica abusiva e illegale a discarica pericolosa. Chisura immediata”.

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Vittoria della Vita, della Legalità e della Pace!!! Un plauso a tutti gli amici dei comitati antidiscarica casertani, che hanno lottato senza tregua in questi lunghi mesi fino all’ultimo, per la difesa del diritto alla Vita, alla salute e all’ambiente.

Fermate il MOSTRO!!!!

SAN NICOLA LA STRADA(Ce) - (Nunzio De Pinto) Nella vicenda relativa alla Uttaro non si contano le direttive comunitarie violate (siamo o non siamo membri dell’Unione Europea ? Se si perché sono state violate le sue leggi ?) e più precisamente: la Direttiva Comunitaria 91/689/CEE; Direttiva Comunitaria 2000/532/CE; Direttiva Comunitaria 1999/31/CE; D.lg. n. 36/2003; D.M. 3/08/2005; D.lg. 152/2006. Come si può notare oltre alle direttive comunitarie anche due decreti leggi della Repubblica Italiana. Eppure, la Giustizia Italiana non è ancora intervenuta, perché ? Nel corso dell’udienza ex art. 700 c.p.c. svoltasi lo scorso 10 luglio di fronte la X^ Sezione del Tribunale di Napoli, dott.ssa Fausta Como, l’ACSA Ce3 depositò alcune analisi a campione effettuate da una società a ciò incaricata, sui rifiuti conferiti nella discarica abusiva e illegale di Lo Uttaro. Da una disamina degli unici “rapporti di prova” 07/136923, 07/136920 e 07/136922 si evince che la società incaricata aveva già qualificato i rifiuti conferiti a Lo Uttaro non conformi alle disposizioni di cui all’art. 8 del D.M. 3 agosto 2005 in tema di “discariche per rifiuti pericolosi” prescrivendo che “il rifiuto può essere smaltito in idoneo impianto di trattamento o smaltimento adeguamento autorizzato”. In pratica in una discarica per rifiuti non pericolosi ex art. 6 del D.M. cit. si stanno smaltendo rifiuti pericolosi che non possono neppure essere smaltiti in discariche per rifiuti ’pericolosi”! Si legge, infatti, testualmente che “con specifico riferimento alla normativa di settore e cioè il D.M. 03/08/2005 (definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica) e D.lgs. n.36/2003 (attuazione della Direttiva CEE relativa alle discariche dei rifiuti n.1999/31/CE)” che: Il rifiuto, superando le concentrazioni sia di carbonio totale con riferimento alle sostanze organiche chimicamente attive, sia alla concentrazione di carbonio organico disciolto per l’accettabilità in discarica dei rifiuti pericolosi, tali rifiuti non possono essere conferiti in discariche dei rifiuti pericolosi in quanto devono essere prima trattati in appositi e specifici impianti. Il commento si conclude che: Per quanto sopra i rifiuti possono essere smaltiti solo in idonei impianti di trattamento o smaltimento adeguatamente autorizzati e, finalmente conferiti in discariche autorizzate ad accettare rifiuti pericolosi e quindi costruiti per tale scopo. Sulla concentrazione di carbonio totale “Carbonio organico disciolto” (DOC), riferito a sostanze organiche attive (quali ad es. liquami fecali, lavorazione di macellazione, oli esausti, oli di trattamenti antiparassitari, idrocarburi. Insomma rifiuti industriali) si sono rinvenute concentrazioni superiori anche di diverse migliaia di volte rispetto ai massimi consentiti per legge per il conferimento di tali rifiuti in discariche per rifiuti pericolosi e non per la discarica abusiva e illegale di Lo Uttaro, autorizzata, con ordinanze del Commissario delegato n.103 del 19 aprile e n.105 del 23 aprile 2007 all’esercizio per la categoria dell’impianto di cui all’art.4 comma 1 lettera b) del D.lgs. n.36/03, ossia rifiuti non pericolosi. Sugli idrocarburi totali rilevati nella prova del 23 maggio 2007 n. 7/13692 va detto che trattasi sicuramente di rifiuti industriali (come ad esempio quelli prelevati nel fiume Sarno i cui idrocarburi presentavano una minore concentrazione per migliaia di volte rispetto a quelli rilevati nella discarica di Lo Uttaro). Si ricorda che il valore massimo per legge è di 1000 (per rifiuti pericolosi da conferire in appropriata discarica), mentre invece si sono trovati valori fino a 11.400. In media i valori oscillavano, invece intorno a 10.000! Nella prova n. 07/126053 per gli “idrocarburi totali” addirittura la percentuale è pari a 33.000. Nella prova del 22 maggio 2007 n. 7/132782 è presente “Antimonio” in percentuale non a norma. In tutte le prove sono presenti metalli pesanti (zinco, nichel, piombo, antimonio, mercurio, ecc.) che dimostra che ciò che si sta sversando non sono rifiuti non pericolosi. Oltre a numerosissimi articoli del codice penale. Da quanto esposto appare evidente che: Caserta rimane la città con la TARSU più alta d’Italia; Caserta ha sul suo territorio una discarica illegale, abusiva e oggi anche pericolosa; Caserta continua ad avere i rifiuti in mezzo alle strade, le stazioni di trasferenza e i “panettoni” di monnezza. Nessuna bonifica è stata fatta nonostante il protocollo, di fatto decaduto, e gli impegni assunti. Inoltre: La realtà ha superato ogni negativa aspettativa prefigurata in molte occasioni da questo stesso Comitato Emergenza Rifiuti; I rifiuti vengono da ogni parte; Il Consorzio ACSA o non è in grado di gestire, di controllare, ecc. o peggio, si troverebbe in una situazione di accondiscendenza ad una violazione sistematica della legge con ripercussioni gravissime sull’ambiente, la falda freatica, ecc. per effetto del conferimento di rifiuti pericolosi non gestibili in una discarica “progettata e realizzata” per accogliere rifiuti non pericolosi. Sia nell’una che nell’altra ipotesi il Consorzio Acsa CE3 non è assolutamente in grado di assicurare e garantire una gestione ordinaria e trasparente dell’impianto che rimane ed è abusivo, illegale e ora pericoloso. Per tutti questi motivi i comitati civici chiesero al Commissario Prefetto Pansa, al Sindaco di Caserta, nella qualità di massimo responsabile della salute pubblica, al Prefetto e a tutte le autorità preposte per legge ai controlli e al rispetto della legalità di: Chiudere immediatamente la discarica abusiva, illegale e pericolosa; Allontanare i rifiuti già conferiti; Messa in sicurezza di emergenza (terreno di fondo, sottosuolo e acque di falda) l’area di Lo Uttaro; Bonifica dell’area; Affidamento di tutte le operazioni al Genio militare con la collaborazione dell’APAT (ex Servizio Geologico Nazionale) e altri enti statali. Ora è intervenuta la sentenza del Tribunale e Lo Uttaro deve chiudere per forza.

art. di Nunzio De Pinto, giornalista
( Presidente dell’ Assostampa Sannicolese
da: AltoCasertano-Matesino& dintorni )

Source by Nunzio_De_Pinto


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