INTERVISTA A HELEN, LA RAGAZZA DELLA WEB ACCANTO

Mercoledì
23:10:51
Aprile
16 2008

INTERVISTA A HELEN, LA RAGAZZA DELLA WEB ACCANTO

Giudicare. Questo il rischio e l’errore che si può commettere leggendo il libro della giovane Helen che dopo un'adolescenza certamente non lineare, per usare un eufemismo, decide quasi per gioco di diventare una webcam girl. Ogni giorno viene contattata da uomini comuni, dal ragazzo di città al politico, dal giocatore professionista alla persona dello spettacolo.

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La webcam girl? Chi era Helen ieri e chi è Helen oggi?
Helen nasce due anni fa, quando decide di diventare webcam girl. Il tempo trascorso in rete non mi ha cambiata, direi piuttosto arricchita. Ieri ero una persona insicura, introversa abituata ad abbassare sempre il capo e a dire “signor s씝. Oggi invece sono una donna rigenerata, il riflesso difforme di una specie umana nuova, l’opposto della medaglia che noi tutte mostriamo... In fondo Helen rappresenta quella parte nascosta insita in ognuno di noi, ma che per pudore non mostriamo. Credo esistano tante “Helen” quante sono le persone, ma poche hanno la forza di uscire alla luce del sole perché mettersi a nudo di fronte agli altri non è facile come sembra. Io l’ho fatto senza alcun pentimento e non me ne vergogno.

Perchè l’idea di un diario? Cosa ha pensato Helen mentre scriveva i suoi segreti che riguardano sia il suo vissuto sia le manie e i desideri erotici degli utenti della chat?
Scrivere un diario è un vizio che ho sin da quando ero bambina. Inizialmente scrivevo per macchiare la carta con i miei pensieri arricchendo quei fogli della mia quotidianità . Come ho scritto nel libro, un giorno mi sono alzata e ho buttato via tutto, perché non aveva senso scrivere pensieri che in realtà avrei voluto dimenticare. Poi però arriva il giorno in cui ci si innamora per la prima volta e il cuore torna a diventare una tastiera. Entrando nel mondo delle webcamgirl ho iniziato ad appuntarmi le mie giornate come ai tempi della scuola. All’inizio era solo il desiderio di rileggere gli avvenimenti divertenti e buffi che mi accadevano durante gli incontri in cam. Poi si sono aggiunte le conoscenze con diversi personaggi famosi, molti dei quali diventati cari amici. E’ stato allora, con lo scorrere del tempo che si è accesa una luce dentro di me facendomi nascere l’idea di scrivere un libro. Volevo raccontare di me: chi sono e da dove vengo; volevo che la gente sapesse cosa accade in realtà in queste tipo di chat da qualcuna che lo ha vissuto giorno per giorno e non per sentito dire. La gente crede che certi tipi di ambienti siano frequentati da chissà quale genere di persone. Invece non è così! Nello scrivere “Diario di una webcamgirl” ho rivissuto due anni intensi della mia vita. Due anni indimenticabili che mi sono serviti per crescere ed essere ciò che sono oggi.

Come ha proposto il testo alla casa editrice Mursia? Qual è stato l’ostacolo maggiore?
Mi rendo conto che in Italia pubblicare un libro è un’odissea. Per questo motivo quando ho deciso di spedirlo ad alcune case editrici non avevo alcun tipo di aspettativa. Mi ero messa il cuore in pace, sapendo che semmai qualcuna avrebbe risposto sarebbe avvenuto non prima di sei mesi, così come indicato dalle stesse. Con mia sorpresa invece dopo poco più di un mese il telefono ha cominciato a squillare: la maggior parte delle Case Editrici a cui avevo spedito il libro sembravano interessate al mio lavoro. Ho scelto Mursia, che tra l’altro è stata una delle prime a contattarmi, perché tra tutte è stata quella che meglio sembrava intendere il mio lavoro. Credevano fermamente nelle potenzialità di ”Diario di una webcamgirl” e questo a me bastava per impegnarmi con loro. Posso dire, a distanza di qualche tempo, che sono convinta di avere fatto la scelta giusta.

Nella sua intervista a “Porta a Porta” ha dichiarato che una volta licenziata come commessa “non avevo altra scelta” iniziando di fatto a lavorare come webcam girl. Perchè ha intrapreso questa strada invece di cercare un altro lavoro come del resto fanno i ragazzi della sua età ?
Su questa domanda vorrei spendere alcune parole perché probabilmente sono stata fraintesa. Non ho cominciato a fare la webcamgirl perché un giorno sono stata licenziata e sculettare era economicamente più vantaggioso rispetto ad un qualunque altro lavoro. Ero stanca e arrabbiata col mondo perché nel giro di poco più di un mese ho perso due lavori, che svolgevo contemporaneamente per riuscire ad arrivare a fine mese. Nel primo, per il quale ho lavorato per un anno, con contratto di sei mesi, rinnovato la prima volta, mi viene detto che tenermi avrebbe significato per l’azienda assumermi con contratto indeterminato e quindi sarei costata troppo al datore di lavoro; nel secondo, vengo presa come commessa e pagata in nero (cinquanta euro per i fine settimana) e dall’oggi al domani la titolare mi dà il benservito perché la ragazza andata in aspettativa sarebbe ritornata l’indomani. Ho cercato per mesi una nuova occupazione, ma ero stanca di sentirmi ripetere che se volevo dovevo accontentarmi di cinquecento euro al mese in nero, se no ciccia. Con uno stipendio del genere al giorno d’oggi non si riesce nemmeno a pagare l’ affitto. E’ così che è iniziata la mia avventura nel mondo delle camgirl, per necessità e non per virtù. Avevo bisogno di mantenermi. Quando ho cominciato non sapevo nulla di quel mondo. Solo successivamente ho capito che poteva essere un buon mezzo per guadagnare. Per questo ho continuato facendone una professione. Non per sfizio ma per mancanza di opportunità .

Dopo questa esperienza nel mondo delle chat erotiche che idea si è fatta?
Sinceramente non me la sento di giudicare nessuno perché credo che ognuno sia libero di vivere la propria sessualità come meglio crede. Il mondo virtuale non è fatto di tatto, gusto, odori e profumi. Solo la fantasia ha libero sfogo e prende il sopravvento. Molte persone, a differenza di quanto si crede, vengono semplicemente per parlare e confidarsi; altre per vivere emozioni e desideri inappagati nel quotidiano. Il fatto che ci sia tanta gente che usufruisce di internet per gratificarsi significa che molti rapporti sono zoppi. Ricordo i primi tempi, quando molti utenti mi dicevano “vedi tesoro, a volte è meglio una bella sega piuttosto di una scopata fatta male” ed io ingenuamente chiedevo: “ma con tua moglie come va?”; tutti mi rispondevano sempre nello stesso modo “appunto meglio una bella sega”. Questo dimostra che la ricerca di quel qualcosa in più avviene per sopperire ad una mancanza. Mancanza che spesso si cela dentro le mura domestiche. Ma non sempre è così. Ci sono persone che vengono nel sito (http://www.ragazzeinvendita.com) per vivere liberamente la propria intimità , sapendo che questo è l’unico luogo dove nessuno si permetterà mai di giudicarli. Non è un caso che molte persone appartenenti al mondo dello spettacolo trovino qui un luogo dove lasciarsi andare. Ho conosciuto presentatori, calciatori di serie A, attori, politici e persone dell’alta finanza che mi chiamavano per masturbarsi e senza problemi si facevano vedere in viso. Molti dicevano di amarmi, alcuni cercavano di offrirmi dei soldi per una notte di sesso, altri di andare addirittura a vivere con loro. Questo dimostra che la varietà di persone che frequentano le videochat per adulti è il più disparato, ma il denominatore comune, a mio parere, è sempre un senso di solitudine diffuso.

Come si sente quando è in contatto con gli utenti che la desiderano? Ha detto che non si sente usata tuttavia vorrà ammettere che svolge una funzione stimolante verso chi si collega? Ha mai fatto i conti con la propria coscienza?
Quando ho cominciato non è stato per nulla facile. Sono e rimango una ragazza piuttosto timida, quindi trovarmi di fronte a certi generi di richieste all’inizio è stato alquanto imbarazzante. Poi col tempo ho preso coraggio e mi sono svestita di tutte le mie titubanze e ho cominciato a confrontarmi con questa nuova realtà . Oggi non provo alcun imbarazzo di fronte agli utenti, anche perché molti di loro sono diventati amici e persone care a cui tengo. Non è automatico, ma anche nel virtuale possono crearsi affinità elettive. Spesso mi sento l’antidoto dei desideri inespressi di qualcuno; altre la formula che da vita ad incandescenti passioni. Chi si collega ha una necessità da colmare che non sempre è vincolata ad un aspetto sessuale e noi webcamgirl siamo lì anche per questo, perché spesso saper ascoltare è importante quanto saper fare un accavallamento di gambe. Devo aggiungere che non credo di avere colpe da espiare perché sono in completa armonia con la mia coscienza. Ci sono persone che tradiscono la moglie e s’infilano la sera nel letto addormentandosi placidamente, non prima di aver dato loro il tenero bacio di Giuda sulla fronte. Io non devo difendermi da questi comportamenti, perché so essere onesta almeno con me stessa.

Nel finale del libro è lodevole il fatto che lei ringrazi “tutti coloro che, prendendomi a calci in faccia, mi hanno dato la forza di reagire e rialzarmi”. Cosa può dirci?
E’ quello che penso e lo ripeterei all’infinito. Questa voleva essere ed è una frase di sfogo, perché non avendo nessuno, esclusi gli affetti più cari, a cui rivolgermi per i ringraziamenti, ho preferito puntare il dito contro tutti coloro che negli anni mi hanno cercata ed usata solamente per le proprie finalità , così come avviene nella vita, per poi darti un calcio nel culo e accantonarti nel momento del bisogno. Nel mio dna mancano i geni della furbizia e disonestà . Questo purtroppo non sempre è un pregio ma un limite. Devo però sottolineare, che “l’essere stata presa a calci in faccia” mi è servito, perché probabilmente se non avessi avuto tante cantonate e abbagli, non avrei trovato nemmeno l’input per scrivere questo libro. L’unica amarezza che mi rimane è che tutte quelle persone alle quali ho indirizzato questo messaggio si sentiranno esclusi da questa mia provocatoria dedica.

Cosa vede nel suo prossimo futuro e quali sono i suoi obiettivi?
In questi anni ho imparato a vivere la vita giorno per giorno. Fino a qualche mese fa non avrei mai immaginato di poter pubblicare un libro, invece è successo. Per questo motivo non ho voltato le spalle a ciò che facevo prima e rimango orgogliosamente una camgirl. Non nascondo che mi piacerebbe avere la possibilità di continuare a scrivere perché ritengo sia il modo più nobile per esprimere ciò che si ha dentro. Voglio pertanto riuscire, in un domani non lontano, a raccontare nuove storie, che sicuramente avranno meno a che fare con la Helen camgirl, anche se sarà la stessa mano a portarle in superficie.

Il suo blog, http://diariodiuna...amgirl.splinder.com , sta ricevendo molti contatti e creando interazione fra gli utenti. E’ questa che cercava?
Quando il libro è uscito nelle librerie ho sentito il forte bisogno di condividere questa gioia con qualcuno. E’ nato con questo scopo il mio blog: per una necessità mia. Volevo conoscere il giudizio delle persone e mettermi nuovamente in gioco. Perchè avere il contatto quotidiano con “amici virtuali” che vogliono conoscere Helen al di là del suo aspetto è gratificante quanto sentire i commenti di tutti coloro che leggendo il libro si complimentano per il coraggio avuto nello scriverlo.

Non pensa che questo gioco virtuale influisca negativamente su una società già pericolosamente allo sbando sulla questione dei valori?
Se non ci fosse questo gioco virtuale, come lei lo definisce, crede che avremmo una società migliore? Non sono le videochat rivolte ad un pubblico adulto che influiscono o accentuano la mancanza di valori perché quando si diffonde un germe il problema va ricercato alle radici e non in superficie. Per ogni male in genere si cerca la cura. Se le videochat erotiche si sono tanto sviluppate in questi ultimi anni è soltanto perché c’è stata una sempre maggiore richiesta. E come ogni buona legge di mercato alla domanda corrisponde sempre un’offerta. Ora domandarsi il perché dell’offerta senza chiedersi il motivo di tanta domanda riduce la questione. Viviamo in una società frenetica, dove tutti sono sempre di corsa intenti al proprio da fare. I rapporti umani si istaurano con sempre maggiore difficoltà così accade che quando si è soli, ci si mette davanti al proprio pc e si cerca compagnia, anche solo per scambiare una battuta. In fondo fare sesso virtuale è sicuro, indolore e non lascia tracce. Ha una sola peculiarità : può creare dipendenza. Quindi per riassumere il concetto non è per mancanza di valori ma per un maledetto bisogno di attenzioni che nascono questi generi di rapporti virtuali, dove un click basta per sentirsi appagati e ributtarsi nella realtà .

Foto: www.mursia.com

Ghigliottina.it - Direttore Stefano Giovinazzo

Source by Ghigliottina.it


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