A Milano un polo di ricerca per sicurezza e qualità alimenti

Giovedì
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Luglio
03 2008

A Milano un polo di ricerca per sicurezza e qualità alimenti

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Milano: CIBO E SALUTE. ROSSI BERNARDI - La famiglia è l’istituzione forse più responsabile dei disturbi dell’alimentazione ma anche il possibile luogo e mezzo di rieducazione ad un corretto stile nutrizionale. L’obesità infantile rappresenta un fattore di rischio non solo per la salute del bambino in quanto tale, ma anche per l’adulto che è stato bambino obeso. Esiste un difficile rapporto tra insegnamento ed alimentazione.

Sono alcuni dei risultati emersi da uno studio effettuato dalla Fondazione IULM per conto del Comune di Milano, considerato uno dei progetti-bandiera degli investimenti pluriennali in ricerca destinata all’innovazione, presentato oggi a Palazzo Marino nel corso del convegno “Alimentazione, consumi e salute”.

“Un progetto " ha spiegato l’assessore all’Innovazione, Ricerca e Capitale umano Luigi Rossi Bernardi " che contribuirà alla costituzione di un polo operativo autorevole per affrontare e coordinare attività scientifiche e di ricerca sulla sicurezza e la qualità alimentare. Il tema dell’alimentazione " ha aggiunto Rossi Bernardi " rappresenta un nodo essenziale concernente la qualità della vita e i processi di ecosostenibilità . Un tema prioritario per l’Amministrazione milanese”.

Gianni Puglisi, rettore dello IULM, ha sottolineato l’importanza del progetto avviato dal Comune di Milano in collaborazione con la Fondazione dell’ateneo “perché è improntato a fare sistema tra soggetti diversi, tra istituzioni e sistema associativo e di impresa e anche perché tiene in un legittimo collegamento l’approccio a un tema che ha una importanza autonoma nella vita della comunità , quello dell’alimentazione, con il cantiere di Expo 2015 che sarà sempre più nodo di reti a dimensione mondiale”.

“Il progetto Città del Gusto non è solo un grande progetto urbanistico ed economico " ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna -, ma anche e soprattutto di indirizzo culturale. Si parla infatti di Città del Gusto e della Salute come di un grande laboratorio per Milano e di una grande opportunità per la nostra città . Un’opportunità " ha aggiunto - per affrontare in modo strategico i temi dell’alimentazione, dell’ecosostenibilità e della salute, della scienza e della ricerca, delle nuove frontiere per un sistema globale più a dimensione d’uomo. Se vogliamo creare un equilibrio, dobbiamo guardare ad una più equa redistribuzione delle risorse nel mondo e per fare questo è necessaria una riflessione politica. La crisi economica, petrolifera e l’esplosione demografica in aree geografiche come la Cina, l’India e l’Africa, sono urgenze che pongono interrogativi sul futuro del nostro pianeta. In quest’ottica " ha concluso Landi di Chiavenna - Milano deve diventare un centro di riflessione geopolitica riguardo a stili di vita, alimentazione e salute”.

"La filiera alimentare assume, in vista di Expo 2015, un'importanza fondamentale per la nostra città - ha dichiarato l’assessore alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione Andrea Mascaretti -. Abbiamo avviato un tavolo per definire in modo dettagliato la complessità di questo settore, individuando le figure professionali coinvolte, le competenze che queste ultime devono possedere e gli enti che erogano la formazione necessaria. Questo tavolo diventerà in futuro un vero e proprio laboratorio in grado di progettare con largo anticipo le nuove professioni richieste. Penso, in particolar modo, al tema della sicurezza alimentare e all’opportunità che a Milano si possano formare operatori provenienti da tutto il mondo”.

Seguono due schede sulla ricerca Iulm e sul sistema alimentare

SCHEDA TECNICA
Il settore alimentare, con circa 110 miliardi di euro di fatturato, di cui il 15% di esportazioni, è uno dei settori fondamentali dell’economia italiana (Principali settori: caseario, dolciario, carne, vinicolo).

Esso rappresenta dopo il metalmeccanico il secondo comparto produttivo del Paese con circa 400.000 addetti (di cui circa 260.000 dipendenti). Nel 2006 l’incremento dell’export rispetto all’anno precedente è stato del 10%.

L’export italiano rispetto al totale dell’export dei paesi dell’Unione Europea ha così raggiunto il 15%, inferiore però al 18% in media dei paesi europei e al 20% della Francia e al 18% della Germania il cui valore di produzione è però pari se non inferiore a quello italiano. (Germania 110 miliardi, Francia 107 miliardi).

Il settore è penalizzato dall’estesa contraffazione di marchi e di prodotti italiani (con un giro d’affari di circa 56 miliardi di euro) e dall’eccessiva frammentazione sia nella produzione sia nella commercializzazione. In Italia operano nel settore circa 30.000 aziende tra i 3 e i 9 addetti e sono solo circa 6.500 quelle con più di dieci. L’industria acquista e trasforma il 70% della materia prima; i costi della logistica e della distribuzione incidono pesantemente sullo sviluppo del settore, mentre è scarso il peso del “business to consumer” con conseguenti aumenti a carico del consumatore. Nel settore la Lombardia con Emilia Romagna, Veneto e Piemonte rappresenta circa il 61% del fatturato nazionale. Nella regione operano oltre il 10% delle aziende alimentari (dati rapporto 2006) che impiegano circa il 16% degli occupati.

Per questo progetto gli interessi e le priorità del Comune di Milano inerenti alla sua attivazione sono rappresentati, in via generale, dalla presenza e dall’interazione tra tre fattori: Alimentazione, Salute, Prevenzione. Si tratta di tematiche oggi di primario interesse sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. La cattiva alimentazione è infatti alla base di numerose malattie come il diabete, i tumori, le malattie cardiovascolari. Il settore dell’alimentazione rappresenta, quindi, interessi cospicui non solo sotto il profilo economico, ma anche per gli aspetti del benessere e della salute pubblica.

La città di Milano nel settore può vantare una forte presenza della ricerca pubblica ed importanti realtà quali Milano Ristorazione (oltre 80.000 pasti giornalieri) e la So.Ge.M.I. (12.000 frequentatori, giro d'affari indotto 2.500 milioni di Euro, commercializzazione di 1.200.000 tonnellate di prodotti all’anno). Il Comune di Milano è impegnato in una forte azione di sviluppo per il settore agro-alimentare attraverso le partecipate Milano-Ristorazione e So.Ge.M.I. Per quest’ultima società intende riqualificare le aree ad essa conferite attraverso lo sviluppo di un progetto integrato di riqualificazione urbana e di rilancio del settore.

Il tema dell’Alimentazione è al centro dell’EXPO 2015 e ciò indica un’altra importante priorità del presente progetto.

Il progetto “Istituto dell’Alimentazione e della Salute” si configura quindi come un progetto che contribuisce ad avviare la costituzione di un Polo culturale/operativo dotato della necessaria autorevolezza per affrontare e approfondire, divulgare, comunicare nonchè coordinare attività scientifiche e di ricerca sulla sicurezza e la qualità alimentare, sull’uso appropriato di tecnologie innovative nelle filiere alimentari (from feed to food), nella preparazione e la somministrazione del cibo/pasti e sulla corretta alimentazione in funzione di ciascun individuo.

Il presente progetto è finalizzato a contribuire dal punto di vista del sostegno finanziario a progetti di ricerca e sviluppo proposti dalle stesse aziende partecipate, a creare un incubatore per lo sviluppo di progetti di ricerca di giovani imprese altamente innovative ed a promuovere programmi di formazione.

SCHEDA SINTETICA SULLA RICERCA
In questa ricerca dell’Università IULM sono state individuate tre macro aree all’interno delle quali viene affrontato il tema dell’alimentare nelle sue differenti declinazioni: economica, di comunicazione, psicologica/sociologica.

Nello studio vengono trattati anche i temi dello sviluppo sostenibile, con le problematiche derivate dal nostro sistema economico e sociale. Emerge, ad esempio, che ciò che garantisce il benessere per un’èlite del pianeta, è allo stesso tempo il limite e l’impedimento all’accesso alle risorse dei popoli dei paesi più poveri e non industrializzati.

Una sezione del ’position book’ affronta il tema secondo una prospettiva economica. Si prende in esame l’intera filiera alimentare, analizzando il percorso che un prodotto alimentare fa, dalla produzione all’arrivo sulla tavola dei consumatori e tenendo conto di tutte le attività dei settori a monte dell’industria alimentare (agricoltura, allevamento, piscicoltura, silvicoltura, insieme a chimica, e meccanica strumentale); e a valle (il trasporto, la distribuzione l’ingrosso e al dettaglio e la ristorazione).

Una tema dello studio propone, inoltre, in modo sintetico ed intuitivo il fenomeno dell’evoluzione del sistema alimentare, con l’obiettivo di riuscirne a tracciare una traiettoria evolutiva attraverso l’identificazione di un metodo in grado di misurare la “struttura” retrostante al suddetto sistema.

Parte importante hanno, inoltre, l’analisi e le relazioni tra il settore alimentare e quello turistico mediante un approfondimento della struttura, delle dimensioni e delle tendenze evolutive del sistema del turismo enogastronomico in Italia. Lo scopo è quello di offrire una base conoscitiva utile per avviare successivi approfondimenti di ricerca con riferimento alle condizioni di sviluppo di territori e destinazioni fortemente caratterizzati dalla presenza di un significativo patrimonio di risorse ed attrattive enogastronomiche.

Il tema dell’alimentazione da un punto di vista psico/sociologico infine, parte dalla premessa secondo cui la famiglia rappresenta l’ambiente in cui si apprendono i comportamenti alimentari e che per poter studiare il ruolo svolto da quest’ultima in rapporto ai differenti comportamenti alimentari, occorre come prima cosa analizzare i caratteri principali delle famiglie italiane di oggi. Come detto, la famiglia è l’istituzione forse più responsabile dei disturbi dell’alimentazione;il possibile luogo e mezzo di rieducazione alimentare. Una parte dello studio individua, al proposito, i temi principali per una futura ricerca sul ruolo della famiglia nell’educazione alimentare.
Dopo il primo dei tre anni di impegno di ricerca e di analisi che ha riguardato soggetti istituzionali, professionali, scientifici e universitari, quello di oggi è il primo grande appuntamento per esaminare i risultati di una ricerca che tratteggia le dinamiche dei consumi alimentari con particolare attenzione all’Italia e a Milano.

Source by Redazione


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