Graffiti: Comune parte civile contro due writer

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Ottobre
03 2008

Graffiti: Comune parte civile contro due writer

Avevano imbrattato il muro di una scuola. Denunce in vista anche per scritte corteo odierno studenti. Pene più severe con arrivo ordinanza

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Milano: “Il Comune di Milano si costituirà parte civile nei confronti di due writer sorpresi dai vigili a imbrattare lo scorso 20 luglio un edificio comunale tra via Baravalle e via Tabacchi“.

Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, a seguito dell’approvazione di una delibera di Giunta.

Il fatto è accaduto nella notte del 20 luglio, quando alcuni agenti del Nucleo Tutela del Decoro Urbano della Polizia Municipale hanno sorpreso due writer italiani, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, a imbrattare il muro della scuola comunale “Agnesi“. Uno di loro aveva dichiarato ai vigili di lavorare come educatore presso la Provincia di Milano.

“Questa decisione - spiega De Corato - dimostra la costante volontà dell’Amministrazione di proseguire una battaglia di civiltà. Proprio oggi, a seguito del corteo degli studenti, sono apparse scritte ingiuriose contro il ministro Gelmini su muri ed edifici nelle vie Carducci, Molino delle Armi e corso Italia. Dopo la visione delle registrazioni delle telecamere comunali potranno scattare delle denunce anche per questi imbrattatori“.

“Grazie all’attività della speciale task force del Nucleo Tutela del Decoro Urbano della Polizia Locale - spiega De Corato -, costituita a luglio in seguito a una mozione approvata dal Consiglio comunale, in un anno di attività gli agenti hanno denunciato 37 writer colti in flagranza di reato“.

“Nel 2007 l’attività dei writer - sottolinea De Corato - è costata alle casse comunali 9 milioni di euro. Mentre negli ultimi due anni, l’Amministrazione ha provveduto a far ripulire oltre 24.000 stabili privati, per una superficie complessiva di oltre 2.600.000 metri quadrati e 742 stabili comunali, per una superficie di circa 300.000 metri quadrati“.

“Ma l’azione - sottolinea De Corato - non si ferma qui. Il Comune di Milano ha richiesto infatti al Governo, nell’ambito dei Patti per la Sicurezza, una revisione normativa che contempli pene più severe per chi deturpa immobili pubblici e privati, querela d'ufficio anziché di parte e procedimenti penale più snelli“.

“Auspichiamo - conclude De Corato - che il relativo disegno di legge sulla Sicurezza, che sta proseguendo l’iter in Senato, recepisca le proposte avanzate dall’Amministrazione in tema di contrasto ai writer. Il Comune, intanto, prosegue la battaglia. Come ha detto il Prefetto, il Sindaco si appresta ad emanare un'ordinanza che punirà gli imbrattatori con sanzioni amministrative più severe“.

LEGGE ATTUALE
Art. 639 Deturpamento e imbrattamento di cose altrui
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a lire duecentomila.

Art. 639 bis Casi di esclusione dalla perseguibilità a querela
Nei casi previsti negli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d'ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi, o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico (1).
Articolo aggiunto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.

ATTUALE DISEGNO DI LEGGE SICUREZZA DEL GOVERNO IN DISCUSSIONE AL SENATO

Aggravi di pena per immobili soggetti a risanamento edilizio o ambientale e quando al fatto consegue un pregiudizio del decoro urbano.

PROPOSTA COMUNE DI MILANO INVIATA AL MINISTRO BRUNETTA

Querela d'ufficio anziché di parte per imbrattamenti a immobili pubblici e privati. Reclusione a tre mesi e ammenda fino a 500 euro (2000 euro per immobili di interesse storico-artistico). Obbligo di ripulitura. Azione penale più snella.

PROPOSTA ASSOEDILIZIA MILANO

Querela d'ufficio per immobili centrali-storici o periferici.
Azione penale: reclusione fino ad un anno e la multa sino ad euro 1.032. In caso di recidiva, reclusione sino a due anni e multa sino a euro 10mila.
Si propone inoltre di modificare le disposizioni in tema di competenza: al Tribunale ordinario anziché Giudice di Pace.

Source by Comune_di_Ancona


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