Allo studio un progetto per la tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche

Martedì
05:41:56
Ottobre
21 2008

Allo studio un progetto per la tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche

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Milano: Si è svolto nel pomeriggio di ieri a Palazzo Reale un seminario di studio, organizzato dal Comune in collaborazione con Adapt – Fondazione Marco Biagi e Europa Donna, sulla tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche. Ad aprire i lavori, assieme al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali Maurizio Sacconi, erano presenti lassessore alle Politiche del Lavoro e dellOccupazione Andrea Mascaretti e lassessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. "NellUnione europea lincidenza delle patologie oncologiche è molto elevata: ogni due minuti viene diagnosticato un tumore al seno, mentre in Italia una donna su dieci è affetta da questa patologia – ha spiegato Mascaretti –. Nel 2010 si stima che nel nostro Paese le persone con esperienza passata di tumore saranno circa 2.000.000, molte tra queste in età da lavoro. Il 17% delle donne occupate è malato di cancro contro il 20% degli uomini.


Il 40% delle donne affette da una patologia oncologica sono casalinghe, mentre negli uomini è molto alta lincidenza del tumore tra i ritirati dal lavoro con una percentuale del 64% contro un 29% delle donne. Il lavoratore o la lavoratrice affetti da patologie oncologiche si trovano a dover conciliare i tempi delle cure mediche con quelli del lavoro, affrontando contemporaneamente, oltre alle problematiche direttamente connesse alla cura della malattia, anche quelle indotte dal mantenimento del rapporto di lavoro in corso. Le assenze dal lavoro per curarsi, infatti, e il successivo rientro con limpossibilità a svolgere mansioni faticose, aumentano il rischio di un possibile demansionamento o cambio di lavoro, frequentemente accompagnato da un atteggiamento pregiudiziale e dannoso da parte dei colleghi e dello stesso datore di lavoro. Ritengo sia molto importante – ha aggiunto lassessore - promuovere tra i lavoratori e i datori di lavoro le tutele previste dal decreto legislativo n. 276/03, attuativo della legge Biagi. La normativa, tra laltro, mira a incentivare l’utilizzo del rapporto di lavoro a tempo parziale, sia orizzontale che verticale, per conciliare esigenze di cura e mantenimento del posto di lavoro. I lavoratori, una volta completate le cure, potranno in qualsiasi momento chiedere di trasformare nuovamente il rapporto di lavoro a tempo parziale in un rapporto di lavoro a tempo pieno. Proseguire il proprio lavoro mantenendo, dove possibile, il ruolo e le responsabilità, spesso risulta avere effetti positivi sul benessere psicofisico della persona. Occorre lavorare tutti insieme – ha concluso Mascaretti - perché anche persone affette da patologie oncologiche possano continuare a condurre la loro vita lavorativa in maniera dignitosa”. "Il problema del paziente oncologico, anche guarito, sul posto di lavoro è complesso – ha detto lassessore Landi di Chiavenna nel suo intervento -, allo scenario biologico si affianca infatti la problematica psico-sociale. La questione dellaiuto allinserimento o reinserimento nellambiente di lavoro è rilevante. Attualmente il paziente oncologico si trova a fronteggiare realtà complicate: macchinosi iter burocratici, difficoltà di socializzazione e il timore di non essere più accettati o di avere performance lavorative inferiori non sono da meno della sintomatologia di malattia o degli effetti collaterali delle terapie nel compromettere la qualità di vita di questi cittadini-pazienti. Il Comune di Milano, e nella fattispecie il mio Assessorato - ha aggiunto Landi -, ha funzionato da catalizzatore nella delicata questione dei diritti nel sociale del malato di cancro pubblicando e distribuendo gratuitamente, in occasione delle Giornate della Salute, un libretto dal titolo ‘I diritti del malato di cancro.


In questottica si potrebbe dar vita alla figura dello ‘Psicologo aziendale che avrebbe il compito di guidare il paziente a riaffermare il suo ruolo e dimensione umana e professionale nel mondo del lavoro e nellambito familiare”. Per far fronte a queste problematiche Comune, Adapt e Europa Donna – in linea con le politiche comunitarie e con il Libro Verde del Ministro Sacconi - si sono impegnati nello sviluppo di un progetto co-finanziato dalla Commissione europea che ha tra i suoi obiettivi quello di definire un Codice etico e unipotesi di Protocollo dIntesa con le parti sociali per dare maggiori possibilità ai lavoratori affetti da patologia oncologica di poter scegliere se continuare e/o riprendere lattività lavorativa e dare loro lopportunità di maggiore tutela sul versante contrattuale e di protezione sociale. Linformazione sulla tutela del lavoratore affetto da patologia oncologica, propria o di un familiare, appare ancora oggi lacunosa nonostante le significative innovazioni portate dalla legge Biagi (d.lgs n. 276/2003) e dalla nuova disciplina del welfare. Il progetto del Comune, oltre a effettuare un benchmarking della normativa esistente in Europa, intende individuare nuove e buone prassi adottate in alcuni Paesi europei, come Spagna, Austria, Germania, Italia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Olanda, Francia, Regno Unito, Ungheria e Lituania. Tra le attività del piano sono previste anche azioni per sensibilizzare aziende e parti sociali sullimportanza di una buona e corretta informazione ai propri dipendenti riguardo le tutele esistenti per i lavoratori affetti da patologie oncologiche. Le misure previste sosterranno e svilupperanno il contributo di tutte le parti sociali (aziende, enti, associazioni, organizzazioni sindacali, ecc.) al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona per creare maggiore e migliore occupazione, contribuendo alla permanenza e/o al rientro nel mondo del lavoro anche dei lavoratori e delle lavoratrici affette da patologie oncologiche. Al seminario sono intervenuti Alessandra Servidori di Adapt – Fondazione Marco Biagi, Dario Francolino di Roche spa, il direttore generale LILT Patrizia Ravaioli, il Presidente dellassociazione F.A.V.O. Francesco De Lorenzo, il Presidente dellOrdine dei Consulenti del Lavoro di Milano Giovanni Zingales, il giuslavorista Giacinto Favalli, il medico del Lavoro Pietro Penati, il direttore Oncologia Riabilitativa Maugeri Maria Rosa Strada, il Presidente della Commissione Consiliare Politiche del Lavoro e dellOccupazione Carola Colombo. Ha moderato lincontro Rosanna Santonocito, giornalista del Sole 24 Ore.



Di seguito una scheda con i dati della Lega Italiana per la lotta ai Tumori




ALCUNI DATI (Fonte Lilt)


Quello della mammella è, in tutto il mondo occidentale, il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto


da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale.


Il tumore con la più alta incidenza in Italia risulta essere quello alla mammella con circa 37.000 nuovi casi lanno(1 donna su dieci) e che rappresenta il 25% di tutti i tumori femminili. Il tumore al polmone che manifesta oltre 38.000 casi lanno per gli uomini e 8.000 per le donne, da solo presenta il 20% di tutte le morti per cancro in Italia ed è al primo posto come causa di decesso per tumore negli uomini. Uno dei più frequenti, con quasi 20.000 casi lanno, è il tumore allo stomaco. Seconda causa di morte per cancro nellinsieme dei due sessi è il tumore al colon retto, che colpisce 34.000 persone lanno. Il tumore della prostata infine in Italia colpisce 20.000 uomini allanno. Il tumore del corpo dellutero con 7.700 casi lanno rappresenta il quarto tumore del sesso femminile, dopo il carcinoma della mammella, del colon e del polmone.


Source by Redazione


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