Dal furto alla cattura dei latitanti: un focus di polizia investigativa

Martedì
15:13:48
Luglio
21 2009

Dal furto alla cattura dei latitanti: un focus di polizia investigativa

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Roma: Il Servizio centrale operativo (SCO), organismo della Direzione centrale anticrimine, nasce come nucleo investigativo con funzione di impulso e coordinamento delle attività su tutto il territorio nazionale, anche con partecipazione diretta, dell’attività investigativa svolta dalle Squadre mobili delle questure.

Ricco è il consuntivo dei risultati delle attività svolte dallo SCO nei soli primi sei mesi di quest'anno. I numeri parlano di 4794arresti; 52 catture di latitanti; 6706 chili di sostanze stupefacenti sequestrate, di cui 5.500 chili di cocaina sottratti solo con l’operazione "albatros" insieme alla Squadra mobile di Genova e la polizia spagnola; 53 operazioni contro la criminalità mafiosa; oltre 100 denunce a tutela dei minori; 169 arresti per immigrazione clandestina, per citare solo gli ambiti dalla pericolosità più rilevante.

Operazioni contro la criminalità organizzata: 'Ndrangheta, camorra e mafia
Tra le tante operazioni svetta, per importanza e per l’impatto mediatico, l’arresto congiunto dello S.C.O. e della Squadra mobile di Reggio Calabria di Giovanni Strangio del 12 marzo 2009, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi. l’autore della "strage di ferragosto" o di "Duisburg" del 15 agosto 2007, aveva portato un pezzo di 'Ndrangheta reggina da San Luca alla cittadina tedesca, uccidendo davanti al noto ristorante italiano "da Bruno" ben 6 persone delle cosche mafiose dei Pelle-Vottari.
Mentre è alla camorra, al clan dei casalesi, che lo S.C.O. e gli uomini della Squadra mobile di Caserta hanno sottratto di recente uno dei capi più significativi: Raffaele Diana. E sono andati a prenderlo fin sottoterra il 3 maggio, trovandolo in possesso di due pistole, in un vero bunker ricavato nel sottoscala dell’abitazione di un altro casalese, incensurato e insospettabile.

Ed è sempre di maggio, del 19, l’operazione più drastica contro la criminalità mafiosa partenopea, con 109 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di appartenenti al clan "Amato-Pagano". Famiglie che portano cognomi già sporchi di sangue delle guerre di mafia degli anni 2004-5 contro il noto clan "Di Lauro" e che rappresentavano ancora i capi indiscussi dell’area nord napoletana.
Ma come si articola tutta l’attività investigativa? Lo abbiamo chiesto al dirigente generale Franco Gratteri che dirige la D.A.C.- Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato. "La cattura dei latitanti è solo uno dei segmenti di contrasto alla criminalità organizzata che la polizia persegue come obiettivo, nell’ambito di una progettualità investigativa che si realizza attraverso 3 azioni direttrici. La prima azione è l’aggressione diretta alla criminalità che quotidianamente viene svolta dalla polizia giudiziaria; la seconda è quella che mira alle loro basi attraverso la cattura dei capi latitanti; mentre l’ultima aggressione è quella che si realizza con lo spossessamento patrimoniale dei clan e il loro mutamento di forma: da mezzo di sostentamento criminale a danno della società civile, a proprietà che lo Stato riacquisisce per il bene di tutti."

Contrasto all’immigrazione clandestina
Anche se è da più lontano dalle coste italiane che la clandestinità ha origine, è pur vero che una volta immigrati sul territorio nazionale, è qui che le organizzazioni si articolano poi su più fronti criminali. Spiega Gratteri che "immigrare clandestini è solo il primo obiettivo dello scafista, per poi consegnarli a chi li sfrutterà per diverse azioni illecite: a partire dalle cosiddette attività "predatorie" dei furti e delle rapine, fino ad arrivare alla gravità estrema della prostituzione e della tratta degli esseri umani."
è proprio dello scorso 9 giugno l’operazione "Ticket to ride", definita dal capo della Polizia Antonio Manganelli, " una delle operazioni più importanti degli ultimi anni per l’efficacia dell’azione di contrasto alla tratta dei clandestini e di esseri umani messa in atto dal governo." Nell’operazione condotta dal Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile di Venezia, in collaborazione con Interpol ed Europol, erano stati arrestati 70 cittadini, quasi tutti curdo-iracheni, responsabili di associazione per delinquere per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dall’Iraq all’Europa.

"Ma purtroppo questi viaggi della speranza possono durare molti mesi, in condizioni di grave disagio, e spesso si concludono anche con la morte di alcuni clandestini", specifica il direttore della D.A.C.

Tutela dei minori
Una particolare attenzione viene dedicata dal Servizio centrale operativo ai minori e ai giovani, attraverso specifici programmi proprio in loro tutela. Uno di questi è il progetto "Davide 2"finalizzato al contrasto di abusi e sfruttamenti di tipo sessuale contro i minorenni. Il progetto ha visto, dal 1° febbraio al 5 maggio 2009, la risoluzione di importanti operazioni investigative con l’arresto di 83 persone ed altre 100 denunciate in stato di libertà, tutte responsabili dei reati di: violenza sessuale, atti sessuali e corruzione di minorenni, con l’aggravante della violenza sessuale di gruppo e di prostituzione minorile. E a conclusione di questo primo semestre dell’anno, gli arresti per questi reati sono giunti complessivamente a 213.

"Ma è possibile raggiungere questi risultati soltanto attraverso un lavoro di raccordo tra gli organi centrali della Direzione centrale anticrimine e gli Uffici investigativi territoriali", così conclude il direttore centrale anticrimine Franco Gratteri, aggiungendo che "senza questa circolarità delle informazioni verrebbe a mancare ogni forma di sinergia indispensabile al successo di ogni operazione di polizia."

La Direzione centrale anticrimine
La Direzione centrale anticrimine (Dac) della Polizia di Stato è stata istituita con decreto legge del 2005. Si tratta di una sorta di Fbi allitaliana che lavora sul contrasto ai reati gravi e al crimine organizzato internazionale, ma che a differenza dell’agenzia statunitense che lavora in assoluta autonomia, la Dac collabora con le squadre mobili e la polizia presente nel territorio.

I servizi offerti dalla Dac vengono infatti richiesti direttamente dalle squadre mobili e dalle polizie di prevenzione ogni volta che, per lefferatezza del crimine, la pericolosità dellorganizzazione che si ha di fronte o per la complessità delle indagini non sono sufficienti i mezzi ordinari.

è una struttura che riunisce 3 Servizi:
• il Servizio centrale operativo (Sco), che coordina le squadre mobili e lattività investigativa;
• il Servizio di controllo del territorio, che coordina le Volanti, i poliziotti di quartiere e i Reparti prevenzione crimine;
• il Servizio di polizia scientifica.

Nella struttura operano anche un ufficio del F.B.I., con la presenza di due investigatori del Federal Bureau of Investigation degli U.S.A. ed un Ufficio di collegamento della polizia francese, esperti nella lotta al crimine organizzato transnazionale.

Source by Polizia_di_Stato


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