La riforma per rendere trasparente l’iter di autorizzazione dei pesticidi da parte dell’Efsa slitta alla prossima legislatura. Il Parlamento europeo decide di non prendere nessuna decisione, se non quella di rinviare la riforma della General food law, in cui tra le altre cose era incluso l’obbligo di pubblicare dati e studi su glifosato e co.
Per adesso, nessun obbligo di trasparenza del processo di autorizzazione dei pesticidi, Renate Sommer (Ppe, Germania), relatrice del provvedimento ha proposto e ottenuto l’accordo di tutti i gruppi politici tranne l'Efdd, al fatto che sia la nuova Eurocamera a finalizzare l’iter.
Una decisione che non piace a oltre un milione di cittadini europei che avevano firmato l’Ice StopGlifosato chiedendo non solo la messa al bando del glifosato, l’erbicida Roundup della Monsanto più famoso al mondo, ma anche di "riformare le procedure di approvazione dei pesticidi in Ue, affinché si basino unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti e non dalle aziende produttrici".
Una mezza vittoria c’era stata quando il Parlamento europeo aveva istituito una Commissione ad hoc proprio per arrivare a una riforma, ma oggi con questa decisione non c’è da stare tranquilli. E anche all’ Agenzia europea per la sicurezza alimentare la pensano così.
"L'Efsa – dice un portavoce all’Ansa - ha perseguito da molti anni un approccio open sui dati e la riforma è un'opportunità per aumentare i nostri sforzi verso l'apertura dei dati. Sarebbe anche un segnale molto positivo per i cittadini se la risposta delle istituzioni all'iniziativa dei cittadini europei potesse essere promulgata prima delle elezioni del prossimo anno per il Parlamento europeo. Speriamo ancora che il Parlamento e il Consiglio trovino un modo per riavviare le discussioni su questo importante dossier".
Ricordiamo che tra i pesticidi, il primo ad essere sul banco degli imputati è il glifosato, un diserbante non selettivo che distrugge tutte le piante con cui viene a contatto. Solo le varietà modificate geneticamente in modo apposito riescono davvero a resistergli. E' stato classificato come potenzialmente cancerogeno, eppure ancora oggi dai campi arriva sulle nostre tavole: il glifosato è dappertutto: dalla birra alla pasta fino agli assorbenti.
"Condividiamo, la preoccupazione dei deputati per la necessità di ottenere un buon accordo ma da tempo i consumatori europei chiedono di porre fine alla segretezza intorno agli studi che l'Efsa usa per valutare la sicurezza delle sostanze e degli ingredienti destinati a finire nel nostro cibo. Non credo debbano aspettare più a lungo", chiosa invece Monique Goyens, direttrice del Beuc, l'organizzazione delle associazioni dei consumatori europee.
fonte: greenme
Ultimi Articoli
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”
Regione Lombardia, allerta gialla per temporali: quadro valido fino al 17 agosto