Silvio Berlusconi il 10 Aprile a Nassiriyah; I MILITARI, NON CE l’ ASPETTAVAMO, PAPA BENE

Lunedì
02:17:52
Aprile
12 2004

Silvio Berlusconi il 10 Aprile a Nassiriyah; I MILITARI, NON CE l’ ASPETTAVAMO, PAPA BENE

Visita-lampo: PM Italiano, Silvio Berlusconi oggi a Nassiriyah. Davanti

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Baghdad - Visita- , Il PM- Silvio Berlusconi il 10 Aprile a Nassiriyah. Davanti ai militari di Antica babilonia, Berlusconi ha spiegato di essere venuto in Iraq "non solo come presidente del Consiglio, ma come cittadino ...
I MILITARI, NON CE l’ASPETTAVAMO
''No, non ce lo aspettavamo proprio. È stata una sorpresa''. Cosi' uno dei portavoce del contingente militare italiano in Iraq.
Berlusconi è vestito in modo casual, con un giubbotto blu e un cappellino dell’ esercito italiano. È accompagnato, tra gli altri, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, dal capo di Stato maggiore della Difesa, l’ ammiraglio Giampaolo Di Paola, dal comandante generale dell’ Arma dei carabinieri, Guido Bellini e dal sottocapo di Stato maggiore dell’ esercito Emilio Marzo.

''Ha mostrato vicinanza ai militari del contingente italiano - ha detto il col. Giuseppe Perrone - ed ha avuto parole di apprezzamento per quello che stanno facendo e per come lo stanno facendo''.-  Silvio Berlusconi oggi a Nassiriyah. Davanti ai militari di Antica babilonia, Berlusconi ha spiegato di essere venuto in Iraq "non solo come presidente del Consiglio, ma come cittadino italiano". Ed è in rappresentanza del «popolo italiano» che Berlusconi ha rivolto "un abbraccio"

"Siamo orgogliosi di voi - ha detto Berlusconi - perché non giovate soltanto a questo paese nel favorirlo nello sviluppo economico e socio-politico, ma siete qui a fare qualcosa che è più importante: cioè dimostrare che l’Italia è una nazione capace di portare nel mondo principi di diritto e di civilta'''.

''Tutto questo grazie a voi - ha proseguito Berlusconi - e grazie a voi ricevo quotidianamente l’apprezzamento della comunita' internazionale. Anche il presidente Bush mi ha telefonato per congratularsi''.
''Vi porto l’abbraccio degli italiani'', ha concluso il presidente del Consiglio, nel suo breve intervento davanti ai militari schierati. ''Bravi - haripetuto - l’Italia vi vuole cosi'''. «Auguro a tutti buona Pasqua -ha concluso il premier- e vi ringrazio per quanto state facendo».

Cristo e Maria illuminino i responsabili del mondo;Massime misure di sicurezza.

STRAORDINARIE MISURE DI SICUREZZA. (IN QUANTO MORTO UN PAPA SE NE POTREBBE ANCHE FARE UN ALTRO TEORICAMENTE, MA DI CAPPELLA SISTINA CE N'È UNA SOLA.)In Vaticano la messa di Pasqua del Pontefice «Cristo e Maria- illuminino i responsabili del mondo» Appello alla pace a «tutti i figli di Abramo». Controlli con il metal detector agli ingressi di piazza san Pietro Il papa con un bambino in piazza San Pietro (Afp)ROMA - Il Papa in piazza San Pietro per la messa pasquale ha rinunciato al giro tra la folla per ragioni di sicurezza ma il tema della pace è stato al centro del suo intervento. Il mondo trovi la forza di opporsi al «flagello del terrorismo» che miete vittime innocenti, ha detto il Pontefice riferndosi poi ai «persistenti conflitti» che insanguinano l’Iraq, il Medio Oriente e tanti Paesi dell’Africa. l’auspicio di Giovanni Paolo II è che «l’opera delle istituzioni nazionali e internazionali affretti il superamento delle presenti difficolta» -

MA CASTELLI NON HA TORTO

Quel grande, ma davvero grande uomo che corrisponde al nome di Marco Giacinto Pannella, sostenuto da un movimento radicale cui gli italiani (quando se ne renderanno conto sarà sempre troppo tardi) devono moltissimo sul fronte della crescita culturale in senso lato, ha in corso uno sciopero della fame e della sete a sostegno della concessione della grazia ad Adriano Sofri condannato e detenuto quale mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. Pannella sostiene che la decisione di concedere la grazia spetti unicamente al Capo dello Stato. Questa sua visione è sostenuta e respinta. In campo sono scesi tutti o quasi : Berlusconi e Ferrara per il si, la Lega e gli ex fascisti per il no, la sinistra per il si. I costituzionalisti dibattono e il caso arriverà alla Consulta.

E’ il momento di fare chiarezza in termini di pura didattica perché il comune cittadino " ivi compreso chi scrive " possa farsi un’idea precisa dei termini della questione. E cosa deve fare un giornalista in questo caso? Riferire su quanto dispone la legge. Prima di valutare e decidere bisogna almeno conoscere.

Premessa. Nessun giudizio sulla vicenda processuale di Sofri. Non la conosco e non mi esprimo. La domanda: “secondo te Sofri è innocente o è colpevole “è improponibile. Per rispondere bisogna avere letto tutti gli atti processuali. E potrebbe non essere sufficiente. Solo lui sa se è innocente o se è colpevole. Nessun’altro.

Su chi debba concedere la grazia, la Costituzione della Repubblica è chiara. L’articolo 87 statuisce che “Il Presidente della Repubblica può concedere grazia e commutare le pene”.

Quindi è Ciampi e solo Ciampi che, a sua discrezione assoluta e in piena libertà intellettuale, decide quando e a chi concedere il provvedimento di grazia. Punto.

Questo significa che un giorno qualsiasi il Presidente può svegliarsi di buon’umore e decidere - per il solo fatto che sul Quirinale splende il sole - di concedere la grazia al signor Rossi.

Non è necessario che il signor Rossi abbia fatto istanza. L’articolo 681 del codice di procedura civile stabilisce al comma quattro che “la grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o di proposta“. E’ esattamente e solo questo che Marco Pannella chiede a Ciampi. Gli chiede di esercitare senza indugio il diritto esclusivo a lui riconosciuto dalla carta costituzionale. Glielo chiede perché sa che Ciampi è a favore del provvedimento di clemenza pro Sofri.

Bene. Supponiamo che domani Ciampi dirami al Paese la notizia di avere firmato l’atto di concessione della grazia. Marco Pannella tornerebbe a bere e a cibarsi, ma Adriano Sofri non uscirebbe dalla galera.
Perchè? Perchè l’articolo 89 della Costituzione della Repubblica stabilisce che “Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che se ne assumono la responsabilità ".

Source by Giustizia_Federalista


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