Questa mattina a Ramallah Powell ha incontrato Arafat: «Sono deluso, Arafat agisca contro il terrorismo»

Giovedì
00:48:29
Aprile
18 2002

Questa mattina a Ramallah Powell ha incontrato Arafat: «Sono deluso, Arafat agisca contro il terrorismo»

Il colloquio non ha sortito gli effetti sperati, nessun cessate il fuoco immediato. Oggi pomeriggio ultimi colloqui per Powell al Cairo, dove incontrerà il ministro degli esteri giordano Marwan Muasher

SHARON DOVREBBE RITIRARSI ENTRO IL PROSSIMO FINE SETTIMANA

View 132.0K

word 933 read time 4 minutes, 39 Seconds

GERUSALEMME. «Nei miei incontri con Arafat - ha detto Powell nel corso di una conferenza stampa a Gerusalemme - ho detto con chiarezza, e l’Anp non può più equivocare, che è giunto il momento di decidere che bisogna porre fine al terrorismo come ha già fatto il resto del mondo». Il primo ministro israeliano, ha aggiunto il segretario di stato americano, «ha manifestato la sua intenzione di completare il ritiro dalle aree recentemente occupate e ha dato come scadenza il prossimo fine settimana. I riservisti stanno tornando a casa».

Powell ha anche annunciato che gli Stati Uniti sono impegnati nella soluzione dell’impasse a Betlemme, dove duecento miliziani palestinesi sono assediati nella Basilica della Natività e rifiutano di arrendersi agli israeliani. «Credo di aver portato nella regione il chiaro messaggio dell’Amministrazione, i problemi devono essere risolti con un negoziato politico, quale quello delineato dal principe saudita Abdullah. Un punto di vista che ha l’appoggio della Comunità europea, delle Nazioni Unite e della Federazione russa, come dimostrato a Madrid».

I «problemi» cui allude il Segretario non sono certo di facile risoluzione: e se «entrambe le parti devono accettare il compromesso», perché lo facciano è necessario prima di tutto portarli al tavolo delle trattative. Tuttavia, israeliani e palestinesi non sembrano certo più vicini ad un'intesa, dopo la visita di Powell. Il Segretario ha ribadito la visione del Presidente George W. Bush sui «due Stati» che convivono in pace e sicurezza, ed ha delineato le sfide che attendono i leader della regione: il terrorismo per Arafat, la soluzione al problema dell’occupazione e degli insediamenti per Sharon.

Ma anche, da parte del mondo arabo, la lotta contro il fondamentalismo e, per quanto riguarda il resto della comunità internazionale, una maggiore assistenza finanziaria per migliorare le condizioni di vita del popolo palestinese. l’eterno primo passo per il dialogo è comunque la ripresa dei colloqui sulla sicurezza. A questo proposito, Powell ha confermato il ritorno nella regione di Anthony Zinni e del responsabile della Cia, George Tenet, che insieme al Vicesegretario William Burns, rimasto a Gerusalemme, cercheranno di porre le basi per un cessate il fuoco.

Un cessate il fuoco definito da Powell un concetto «non importante al momento», dato che le operazioni militari israeliane sono ancora in corso, ma che «assumerà di nuovo importanza» non appena verrà completato il ritiro dalle zone A. Proprio il ritiro sembra l’unico risultato pratico incassato da Powell, sempre che Sharon tenga fede alla tabella di marcia da lui presentata, che prevede lo sgombero dalle zone sotto il controllo dell’autorità palestinese entro una settimana: non i due mesi prospettati dal Capo di Stato Maggiore israeliano, Shaul Mofaz, e neanche il ritiro «immediato» chiesto in un primo tempo da Bush, ma una misura che secondo Powell «è già in corso di svolgimento», e tanto basta.

Quanto alla conferenza regionale di pace proposta dal premier israeliano, Powell riferirà a Washington ed agli altri leader della comunità internazionale, ma è evidente che le pregiudiziali poste da Sharon sull’assenza di Arafat sono inaccettabili dai palestinesi, e sarà necessario un vero e proprio prenegoziato se l’iniziativa dovrà avere un futuro. «Spero che tutti si dimostrino all’altezza della sfida», ha concluso il Segretario.

La prima reazione ufficiale palestinese all’incontro Powell-Arafat è quella del ministro dell’Informazione Yasser Abed Rabbo, che era presente questa mattina a Ramallah. «I palestinesi -ha spiegato Rabbo - non sono riusciti ad ottenere un ritiro immediato delle truppe israeliane». Pare che Arafat abbia dichiarato furioso ai giornalisti americani che l’occupazione israeliana è «una vergogna». Giornalisti palestinesi che avevano parlato con participanti dell’incontro, mentre questo era in corso, avevano già passato la voce che l’atmosfera era «tesa» e i colloqui «estremamente difficili», con la delegazione americana che ha esercitato forti pressioni su Arafat.

Le forti speranze sull’incontro si erano del resto ampiamente ridimensionate nelle ultime ore, dopo che ieri sera Arafat e il suo vice Mahmud Abbas avevano affermato che la missione di Powell era praticamente un fallimento. Lo stesso segretario di Stato aveva detto prima dell’incontro di non avere molte speranze sull’adesione palestinese ad un cessate il fuoco.

Il ministro degli esteri giordano Marwan Muasher ha intanto iniziato una navetta diplomatica che lo vedrà in Arabia Saudita ed Egitto oggi e a Ramallah domani, in quello che fonti del ministero degli esteri di Amman definiscono un «ultimo tentativo di salvare la missione» del segretario di stato Usa Colin Powell. La missione di Muasher consiste nel «promuovere un piano dettagliato e con precise scadenze» per un ritiro israeliano dai territori palestinesi rioccupati dal 29 marzo, la dichiarazione di uno stato palestinese e la ripresa di un processo politico regionale per la fine del conflitto mediorientale, dicono le fonti.

Dopo avere conferito con il principe ereditario saudita Abdullah bin Abdul Aziz, architetto di un piano di pace che offre a Israele la normalizzazione dei rapporti con il mondo arabo in cambio del ritiro dai territori occupati nel 1967, Muasher si recherà al Cairo per colloqui con Powell assieme al ministro degli esteri egiziano Ahmed Maher . Il segretario Usa è atteso in Egitto nel pomeriggio, dove l’incontro che avrebbe dovuto avere con il presidente Hosni Mubarak è stato peraltro annullato. Muasher domani riferirà i risultati dei suoi colloqui di oggi al leader palestinese Yasser Arafat, a Ramallah.

Source by La_Stampa


LSNN is an independent editor which relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources, we work in the direction of freedom of expression and for human rights , in an oppressed society that struggles more and more in differentiating. Collecting contributions allows us to continue giving reliable information that takes many hours of work. LSNN is in continuous development and offers its own platform, to give space to authors, who fully exploit its potential. Your help is also needed now more than ever!

In a world, where disinformation is the main strategy, adopted to be able to act sometimes to the detriment of human rights by increasingly reducing freedom of expression , You can make a difference by helping us to keep disclosure alive. This project was born in June 1999 and has become a real mission, which we carry out with dedication and always independently "this is a fact: we have never made use of funds or contributions of any kind, we have always self-financed every single operation and dissemination project ". Give your hard-earned cash to sites or channels that change flags every time the wind blows , LSNN is proof that you don't change flags you were born for! We have seen the birth of realities that die after a few months at most after two years. Those who continue in the nurturing reality of which there is no history, in some way contribute in taking more and more freedom of expression from people who, like You , have decided and want to live in a more ethical world, in which existing is not a right to be conquered, L or it is because you already exist and were born with these rights! The ability to distinguish and decide intelligently is a fact, which allows us to continue . An important fact is the time that «LSNN takes» and it is remarkable! Countless hours in source research and control, development, security, public relations, is the foundation of our basic and day-to-day tasks. We do not schedule releases and publications, everything happens spontaneously and at all hours of the day or night, in the instant in which the single author or whoever writes or curates the contents makes them public. LSNN has made this popular project pure love, in the direction of the right of expression and always on the side of human rights. Thanks, contribute now click here this is the wallet to contribute


Similar Articles / Questa m...rorismo»