CHE COS’È IL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI CCDU

Giovedì
15:05:07
Luglio
04 2019

CHE COS’È IL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI CCDU

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Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), è un'organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata alla difesa dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.

Le funzioni del CCDU sono unicamente quelle di fungere da organo di controllo, scoprendo e denunciando pubblicamente le violazioni psichiatriche dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.

Cosa fa il CCDU?

Ogni anno un gran numero di persone si mettono in contatto con il CCDU per denunciare abusi e violazioni dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale. Il CCDU documenta tali abusi e, quando possibile, aiuta la persona a denunciarli alle autorità competenti.

Conduce anche ricerche su alcuni aspetti nel campo della salute mentale, come per esempio le false diagnosi effettuate sui bambini, etichettati come "affetti da disturbi psichici" e il loro trattamento con psicofarmaci.

A livello internazionale, negli ultimi dieci anni, le ricerche svolte dal CCDU/CCHR hanno portato a processi penali a carico di più di mille psichiatri, psicologi e operatori della salute mentale. Questo ha portato politici e compagnie di assicurazione a negare il finanziamento a pratiche psichiatriche lesive e ad approvare leggi per tutelare i diritti umani delle persone in ambiente psichiatrico.

Il CCDU fornisce consulenza medica o legale?

Il CCDU non fornisce né consulenza medica, né legale.

Tuttavia, esso lavora a stretto contatto con avvocati e medici e appoggia le consolidate pratiche mediche, ma non quelle psichiatriche lesive dei diritti umani.

Il CCDU raccomanda vivamente che chiunque sia a conoscenza di qualcuno che ha subito abusi fisici o sessuali nel settore della salute mentale, sporga una denuncia agli organi competenti di polizia o agli ordini professionali.

Perché il trattamento con elettroshock (ECT) dovrebbe essere proibito?

L'elettroshock consiste di una scarica elettrica che va dai 180 ai 460 volt che passano attraverso il cervello, che causa gravi convulsioni e reazioni identiche a una crisi epilettica. Il tasso di mortalità per ECT tra gli anziani è di circa uno su 200. Un rapporto governativo del Texas del 1993, ha rivelato che uno su 197 pazienti è morto entro due settimane dall'essere stato sottoposto a questo "trattamento".

Altri studi documentano che l'elettroshock causa danni cerebrali irreversibili, perdita di memoria e un deterioramento delle capacità intellettuali. L'elettroshock ha anche una storia sordida come arma di tortura e di controllo della mente.

Quando si ha a che fare con persone che sono vulnerabili e che hanno un disperato bisogno di aiuto, l'uso dell'ECT non solo è un tradimento ma è anche un'aggressione criminale. Nei soli Stati Uniti, è un'industria che frutta 5 miliardi di dollari l'anno.

Qual è l'opinione del CCDU riguardo agli psicofarmaci?

Gli psicofarmaci sono di solito prescritti come "soluzione" a un problema: in realtà mascherano soltanto il problema e impediscono alla persona di vedere la vera causa.

In alcuni casi la sofferenza di una persona può raggiungere livelli intollerabili, e allora può essere necessario utilizzare psicofarmaci al fine di ridurre sensazioni spiacevoli insopportabili.

Così come nel caso della necessità di utilizzo di un antidolorifico, alcuni psicofarmaci possono aiutare, nel breve periodo, a superare o tollerare condizioni molto difficili; ciò non significa (esattamente come per gli antidolorifici), che essi "curino la malattia". Inoltre il loro utilizzo prolungato, alti dosaggi o, in casi specifici, particolari principi attivi, possono creare effetti negativi sulla persona, tali da sconsigliarne la somministrazione.

II CCDU è fortemente contrario ai metodi coercitivi e dannosi impiegati spesso nel campo della salute mentale. Per questo, è contrario anche alla somministrazione forzata di psicofarmaci, eseguita in regime di TSO.

Gli orrendi effetti collaterali di alcuni psicofarmaci, sono frequentemente sottovalutati: dipendenza, spossatezza, diminuzione dell'impulso sessuale, tremori, incubi, aumento dell'ansietà e comportamento violento o suicida, solo per citarne alcuni.

Alcuni psicofarmaci possono provocare anche danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso.

Sebbene a volte gli psicofarmaci siano in grado di attenuare il dolore mentale o emotivo connesso con il vivere, nel fare ciò possono anche soffocare la spinta che promuove la ricerca di vere soluzioni e miglioramento.

Ma la colpa non è delle case farmaceutiche?

La capacità della psichiatria organicista di convincere case farmaceutiche e governi a finanziare con miliardi di dollari le sue pratiche, si basa su criteri "diagnostici" quanto meno privi di base scientifica. Alcuni psichiatri raccolgono una serie di caratteristiche comportamentali ed emotive e le classificano come "disturbi". Non esiste un singolo aspetto del comportamento che non ricada all'interno degli ampi "sintomi" che formano la cosiddetta "malattia mentale".

La psichiatria ha letteralmente permeato ogni settore della vita con i suoi criteri inventati. Chi soffre di emicrania ha un "disturbo del dolore"; il bambino che si dimena o che è troppo entusiasta nel gioco è "iperattivo"; la persona che fuma e beve caffè ha un "disturbo da nicotina" o soffre di "intossicazione da caffeina". Se sei balbuziente, è una malattia mentale. Se hai voti bassi in matematica, si tratta di "disturbo dello sviluppo aritmetico". Se un adolescente discute con i suoi genitori di tratta di "disturbo da sfida oppositiva".

Senza le diagnosi create "ad hoc", non staremmo assistendo al problema della massiccia prescrizione di psicofarmaci che stiamo sperimentando in questi tempi.

Perché il CCDU si oppone al trattamento sanitario obbligatorio (TSO)?

Le leggi sul ricovero obbligatorio (in Italia trattamento sanitario obbligatorio o TSO) sono state utilizzate per giustificare vari tipi di soprusi: finanziario, sessuale, politico, per profitto commerciale, eredità e addirittura per la sicurezza del governo.

Esse sono una privazione dei diritti umani e costituzionali. Una volta che la persona viene ricoverata e dichiarata incapace, anche se temporaneamente, essa può perdere il diritto di voto, di guidare un'auto, di arruolarsi nell'esercito, di controllare le proprie attività commerciali e finanziarie e, addirittura, di esercitare la sua professione. La vittima è anche soggetta a trattamenti fisici dannosi dai quali potrebbe non riprendersi mai.

Immaginiamo l'alternativa: luoghi dove le persone non vengano aggredite con psicofarmaci, shock, contenzione fisica, reclusione. Potrebbero ricevere un aiuto medico adeguato e sarebbero più disponibili a ricevere aiuto.

Il sistema attuale, che costringe una persona a recarsi in una struttura psichiatrica, è un arresto mascherato come "protezione". Tutte le pratiche coercitive nel campo della salute mentale dovrebbero essere dichiarate illegali. Com'è avvenuto in precedenza con la schiavitù, anche il ricovero obbligatorio dovrebbe essere abolito.

Eventuali soggetti che abbiano messo in atto crimini violenti, dovrebbero essere condannati e soggetti a scontare le pene relative; non rilasciati sulla base di "non responsabilità, in quanto affetti da malattia mentale".

Non si può incarcerare un individuo come misura preventiva, cioè supponendo che potrebbe commettere un reato; un'ulteriore riflessione andrebbe poi fatta sull'adeguatezza del carcere al recupero della maggior parte dei cittadini che abbiano commesso reati. Questo, però, apre un capitolo di cui il CCDU non si occupa, se non collateralmente.

Cosa si dovrebbe fare se una persona 'mentalmente malata' è violenta?

Se una persona commette dei gravi crimini, esistono già leggi penali che s'indirizzano a ciò. Il prof. Thomas Szasz, emerito di psichiatria, affermò:

"Tutti i comportamenti criminali dovrebbero essere regolati della legge penale, dalla cui amministrazione dovrebbero essere esclusi gli psichiatri".
Gli studi dimostrano che le previsioni psichiatriche sulla pericolosità di un individuo, non sono più accurate del lancio di una moneta. Gli psichiatri non possono "curare" la condotta criminale o asociale.

I fondamenti della giustizia si basano sull'idea che ogni uomo è responsabile di ciò che fa e che egli risponde delle sue azioni. Ogni anno, migliaia di criminali vengono ritenuti non responsabili dei crimini più efferati da loro commessi, sulla base di perizie psichiatriche in uso nei tribunali. Questo scardina uno strumento fondamentale che la società usa per proteggere se stessa dal crimine violento.

Se qualcuno è violento o infrange la legge, dovrebbe essere trattato nel modo in cui lo sono tutte le altre persone che commettono azioni simili. Infine, svariati studi effettuati in quest'ambito, hanno dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che le persone ritenute "mentalmente malate", commettono crimini violenti, con una percentuale minore, rispetto alle persone ritenute "mentalmente sane". Tuttavia sembra che i media diano grande risalto a ogni crimine violento messo in atto da una persona ritenuta "mentalmente malata", rispetto ai crimini violenti effettuati da persone "mentalmente sane".

Qual è l'alternativa?

Esistono metodi umani e non invasivi per aiutare le persone affette da disturbi, sopraffatte da problemi o sconvolte emotivamente. Studi medici approfonditi dimostrano che le malattie fisiche possono manifestarsi come sintomi "psichiatrici" e che il corretto approccio dovrebbe iniziare con un trattamento medico. Inoltre, una buona nutrizione, un ambiente sano e un lavoro gratificante, faranno molto per tali persone.

Esse reagiscono positivamente al riposo, a un ambiente sicuro e a una dieta sana. Ciò di cui non hanno bisogno, è tortura o violazione dei loro diritti umani, come descritti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e nella Dichiarazione dei Diritti Umani della Salute Mentale del CCDU.

Nel corso degli anni il CCDU ha individuato delle strutture in Italia, create da psichiatri che lavorano nel settore pubblico, in cui si fornisce assistenza efficace e rispettosa dei diritti umani. In alcuni casi i "pazienti", sono stati chiamati a esprimere il loro parere e ad aderire alle iniziative intraprese.

Laboratori artigianali, alberghi, ristoranti, attività agricole e molto altro, sono stati creati come cooperative sociali, dove gli "ex pazienti psichiatrici", lavorano e vivono. A loro è stata lasciata la scelta sul tipo di attività lavorativa, sugli orari, sul luogo di residenza.

Gli stipendi sono veri stipendi, basati sull'orario effettivamente svolto e non imputabili a "sfruttamento del lavoro", come avviene invece in molti casi, ove a fronte di una produzione le persone ricevono somme ridicole.

In questi casi, anche persone provenienti dagli ospizi per anziani, giovani disoccupati dell'area geografica e altri, sono coinvolti e partecipi nelle cooperative sociali. In questo modo si è attuata una vera integrazione.

Questi centri, non sono stati realizzati, né ispirati dal CCDU. Alcuni psichiatri italiani li hanno creati e li dirigono (o li hanno diretti). Interpellati dal CCDU in proposito, i dirigenti di queste cooperative sociali e gli psichiatri responsabili, hanno risposto che:

L'utilizzo di psicofarmaci si è ridotto del 90% circa. Non perché siamo contrari a usarli, ma perché non erano più necessari.

I trattamenti sanitari obbligatori sono quasi completamente spariti (riduzione di circa il 99%).

Queste strutture, non solo forniscono sicurezza, riabilitazione e tutela dei diritti umani, ma i costi per le Regioni e lo Stato sono ridotti enormemente, rispetto a quelli delle normali strutture o comunità, dove i "pazienti" vengono parcheggiati, coinvolti in attività saltuarie, non pagati e sedati in risposta a qualsiasi obiezione o protesta.

Il #CCDU non può che condividere queste iniziative e fare quanto possibile per farle conoscere ai politici e al pubblico in generale. Ha dato la possibilità, ai centri e professionisti che lo desiderano, di essere segnalati nella pagina " Centri e professionisti salute mentale ".

Visita il sito del CCDU per ricevere aiuto e tutte le informazioni
www.ccdu.org

Source by Redazione


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