COP26 sul clima: il Consiglio definisce la posizione dell'UE in vista del vertice

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Ottobre
07 2021

COP26 sul clima: il Consiglio definisce la posizione dell'UE in vista del vertice

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Bruxelles: Ieri il Consiglio ha approvato conclusioni che definiscono la posizione dell'UE in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) di Glasgow. Nelle conclusioni si pone l'accento sull'estrema urgenza di intensificare la risposta globale per far fronte all'emergenza climatica e si sottolinea la necessità di una transizione climatica giusta ed equa in tutto il mondo.

Attualmente il mondo non è avviato a mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5 gradi. Sono necessari sforzi collettivi molto maggiori per mantenere la temperatura del nostro pianeta nei limiti di sicurezza. In occasione della COP26, l'UE inviterà tutte le parti dell'accordo di Parigi a proporre obiettivi nazionali ambiziosi di riduzione delle emissioni e chiederà ai paesi sviluppati di intensificare i finanziamenti internazionali per il clima. Le conclusioni adottate oggi non si limitano a esprimere la volontà all'UE, ma le conferiscono un forte mandato per guidare le discussioni nella direzione giusta: quella della protezione del pianeta a vantaggio di tutti e della solidarietà con coloro che sono più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Andrej Vizjak, ministro sloveno dell'Ambiente e della pianificazione territoriale

Le conclusioni invitano tutte le parti a presentare contributi determinati a livello nazionale (NDC) ambiziosi e a riconoscere la necessità di intensificare collettivamente gli sforzi di adattamento.

Le conclusioni ricordano che l'UE e i suoi Stati membri forniscono il maggiore contributo ai finanziamenti per il clima nel mondo e riaffermano che essi restano determinati ad aumentare la mobilitazione di finanziamenti internazionali per il clima. Invitano gli altri paesi sviluppati ad aumentare i loro contributi, nell'ambito dell'obiettivo sottoscritto collettivamente dai paesi sviluppati di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di USD all'anno entro il 2020 fino al 2025.

Le conclusioni definiscono la posizione dell'UE per quanto riguarda la cooperazione volontaria prevista dall'articolo 6, che stabilisce regole per i mercati internazionali del CO2, consentendo ai paesi di scambiare riduzioni delle emissioni. Definiscono inoltre la posizione dell'UE per quanto riguarda scadenze comuni per gli impegni di riduzione delle emissioni inclusi negli NDC di ciascun paese. Il Consiglio esprime, ai fini del raggiungimento di un consenso a Glasgow, la propria preferenza per una scadenza comune di cinque anni per tutti gli NDC delle parti, che sarà applicata dall'UE a decorrere dal 2031 solo nel caso in cui tutte le parti siano tenute a farlo, e che dovrà essere applicata in modo coerente con la normativa europea sul clima.

Le conclusioni costituiscono il mandato generale dell'UE per la riunione. Un mandato più specifico sugli aspetti finanziari è stato adottato per i negoziatori dell'UE sotto forma di conclusioni del Consiglio nella sessione del Consiglio "Economia e finanza" del 5 ottobre 2021.

Contesto

La COP26 mira a riunire i paesi per accelerare l'azione verso il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi. L'accordo di Parigi è stato adottato nel 2015 in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) ed è entrato in vigore il 4 novembre 2016. Ad oggi conta 197 parti e si prefigge due obiettivi principali: il primo è limitare l'incremento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2° C rispetto ai livelli preindustriali e proseguire l'azione volta a limitare tale incremento a 1,5° C; il secondo è adattarsi agli inevitabili effetti dei cambiamenti climatici rendendo nel contempo i flussi finanziari coerenti con uno sviluppo resiliente al clima.

La COP26 si prefigge principalmente di incoraggiare le parti a proporre NDC ambiziosi che definiscano i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030, discutere le misure di adattamento, aumentare i finanziamenti per il clima e mettere a punto il codice di Parigi (le norme dettagliate che rendono operativo l'accordo di Parigi).

Tra l'altro, le parti devono concordare i dettagli del cosiddetto articolo 6, che stabilisce regole per i mercati internazionali del CO2, consentendo alle parti di scambiare riduzioni delle emissioni. Le parti cercheranno inoltre di stabilire una scadenza comune per i loro NDC. Le discussioni a livello mondiale sono incentrate sulla fissazione di una scadenza comune di cinque o dieci anni.




Source by consiliumeuropeanunion


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