L’università italiana ha bisogno di “coopetizione”

Lunedì
15:03:58
Ottobre
30 2006

L’università italiana ha bisogno di “coopetizione”

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Il rettore Angelo Provasoli inaugura l’anno accademico della Bocconi alla presenza del presidente Napolitano, invitando il sistema a competere e cooperare, secondo le più moderne logiche manageriali

L’internazionalizzazione del mercato della formazione fa dell’università un settore sempre più simile, per logiche di funzionamento, a quelli dei prodotti e dei servizi, “tanto che”, ha affermato il rettore dell’Università Bocconi, Angelo Provasoli, inaugurando questa mattina l’anno accademico 2006-2007 alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “si sta verificando un confronto in specifici e distinti mercati sui quali le università si atteggiano con comportamenti e finalità simili a quelli di qualsiasi impresa”. In questo scenario l’innovazione manageriale svolge un ruolo fondamentale e Provasoli ha indicato come via per il futuro quella della “coopetizione”, in cui il perseguimento competitivo dell’eccellenza non esclude accordi cooperat! ivi trasparenti tra gli attori della competizione.

Provasoli ha portato ad esempio di tale strategia i network internazionali tra università , che si collocano spesso in cima alle classifiche mondiali per la qualità della didattica e della ricerca. Bocconi è parte del Cems, il network che propone un Master in management che si pone al secondo posto nei ranking di settore del Financial Times. L’Università propone oggi nove double degree, compreso quello con la Fudan University di Shanghai, e due programmi congiunti nell’ambito di consorzi internazionali (il Cems e il Themis in campo giuridico). Sta, inoltre, sviluppando altri due accordi con prestigiosi partner in India e Russia.

Il rettore ha sottolineato la dimensione internazionale dell’Università , con un corpo studentesco costituito per circa il 9% da stranieri (1.000 iscritti, ai quali se ne aggiungono ogni anno 900 in scambio da prestigiose uni! versità di tutto il mondo) e 2.000 studenti che riescon! o a fare almeno un’esperienza di studio o lavoro all’estero ogni anno. Mentre la Bocconi si sta sforzando di adeguarsi alle esigenze di questo nuovo tipo di clienti (introducendo, ad esempio, meccanismi di selezione permanente per gli stranieri, come già accade per l’Mba), si propone anche di collaborare con la città per rendere Milano più accogliente in aspetti legati agli alloggi, alla rete di trasporti, alle strutture sportive e alla promozione territoriale.

I corsi di laurea biennali offerti in inglese raddoppieranno il prossimo anno, passando da tre a sei.

Per meglio rispondere alle esigenze dei diversi mercati di riferimento, anche internazionali, l’Università Bocconi ha perciò deciso di ristrutturarsi intorno a cinque unità organizzative, le Scuole, rette da altrettanti dean e indipendenti nella gestione dell’offerta formativa, ognuna con propri obiettivi: la Scuola univers! itaria Bocconi (Bocconi undergraduate school); la Scuola superiore universitaria Bocconi (Bocconi graduate school); la Scuola di giurisprudenza Bocconi (Bocconi school of law); la Scuola di dottorato Bocconi (Bocconi PhD school) e la Sda Bocconi school of management.

Provasoli ha anche ricordato le innovazioni didattiche introdotte nell’anno appena concluso, e che contribuiranno a migliorare la qualità dell’esperienza di formazione offerta agli studenti, tra cui la riduzione del numero di studenti per classe, l’enfasi sull’apprendimento della lingua straniera, il vincolo di accesso al secondo anno in funzione di un numero minimo di crediti da conseguire nel primo anno e l’introduzione di una distribuzione di riferimento dei voti di profitto, ogni rilevante deviazione dalla quale deve essere giustificata con il direttore del programma.

La pubblicazione di articoli scientifici su riviste accademiche internazionali, ! che si era stabilizzata intorno ai 70 l’anno nel periodo! 2002-2004, è salita a 139 nel 2005 e a 154 nei primi nove mesi del 2006. A fine settembre erano attivi in Bocconi 216 progetti di ricerca.

La vicinanza al mondo del business è testimoniata non solo dal fatto che ben 130 dei 216 progetti di ricerca siano sostenuti da aziende pubbliche o private, ma anche dal crescente interesse per i programmi di formazione executive della Sda Bocconi School of Management, la cui attività su commessa ha coinvolto gruppi internazionali e italiani, tra cui General Electric, Unicredit, Iveco, Pirelli, Abb e molti altri.

La campagna di fund raising annunciata la scorsa primavera, con l’obiettivo di raccogliere 100 milioni di euro in dieci anni, ha già superato, in pochi mesi, il 30% della cifra, rivolgendosi essenzialmente al mondo dell’impresa e delle istituzioni. “Siamo convinti che, con il sostegno della comunità economica e finanziaria e dei nostri alumni, potremo percorr! ere una nuova strada per il finanziamento dell’Università , che potrà essere utile anche alle altre istituzioni accademiche del nostro paese”, ha concluso il rettore.

Le Scuole e l’offerta formativa
I double degree e gli accordi internazionali
La didattica in inglese
Gli studenti stranieri

Source by Redazione


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