Baghdad: tredici morti in un duplice attentato dinamitardo

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Gennaio
05 2007

Baghdad: tredici morti in un duplice attentato dinamitardo

FOTO: -© AFP / Getty Images Photo
Nonostante l’orrore causato dall’esecuzione dell’ex rais la via del patibolo si apre per due suoi coimputati

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IRAQ: Arrestata una seconda persona nell’ambito dell’inchiesta sul video non autorizzato dell’impiccagione di Saddam Hussein

SU LADYSILVIA: Sempre più cupo lo scenario in Iraq. Ieri Mattina a Baghdad un duplice attentato dinamitardo ha causato tredici morti e più di venti feriti; nonostante l’orrore causato dall’esecuzione di Saddam Hussein, si apre inoltre la via del patibolo per due dei suoi coimputati: Barzan Al Tikriti e Awad Al Bander.

Secondo il parlamentare sciita Baha Al Araji, l’esecuzione della pena capitale avrà luogo domenica.

Baghdad è stata dunque segnata da un nuovo attentato dinamitardo. Prima è esploso un ordigno collocato sul ciglio di una strada nei pressi di una stazione di rifornimento di benzina; poi, una volta arrivati i soccorsi, è deflagrata un'autobomba. Quattro persone sono inoltre rimaste uccise in un agguato avvenuto oggi sulla strada tra Najaf e Kerbala.

La data di domenica sembra quindi essere la più probabile per l’esecuzione di Barzan Al Tikriti, fratellastro di Saddam, capo dei servizi segreti del deposto regime, e di Awad Al Bander, giudice del Tribunale rivoluzionario.

Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbourl’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbour, ha chiesto al Presidente iracheno, Jalal Talabani, di sospendere l’esecuzione delle sentenze, avanzando dubbi - riferisce l’agenzia di stampa "Ansa" - sull’equità ed imparzialità del processo. Tali dubbi sono stati espressi in una lettera che Louise Arbour ha inviato al Capo dello Stato iracheno.

Segnala sempre l’"Ansa" che una richiesta analoga avanzata dalla Arbour a favore di Saddam è stata ignorata.

Si è appreso stamane che le autorità irachene hanno arrestato una seconda persona nel quadro dell’inchiesta in merito al video sulla fine di Saddam Hussein: lo ha reso noto un deputato sciita, Sami Al Ashkari.

Il 3 Dicembre in serata, era stato comunicato un primo arresto, quello di una "guardia" che aveva assistito all’esecuzione, e che ora viene definita da Al Ashkari "un impiegato del ministero della giustizia".

Il deputato sciita - riferisce l’agenzia di stampa "Ansa" - ha precisato che anche l’arresto di oggi riguarda "un impiegato del ministero della giustizia", ed ha aggiunto che per il momento non sono state ufficialmente mosse accuse contro gli arrestati.

Il capogruppo parlamentare sadrista a Baghdad, Nassar Al Rubei, ha smentito che il leader radicale sciita, Moqtada Al Sadr, fosse presente all’esecuzione dell’ex dittatore, come invece riferito da alcune fonti di stampa. "È una notizia risibile", ha dichiarato Al Rubei. Questi - riferisce l’"Ansa" - ha criticato la "gestione" dell’esecuzione, in cui "sono stati fatti molti errori, come consentire che fossero portati dei telefoni cellulari". Comunque, ha aggiunto, "le indagini chiariranno tutto".

Il Consigliere per la sicurezza nazionale irachena, Mowaffaq Al Rubaie - in una dichiarazione rilasciata all’emittente "Sky News" - ha detto che Saddam Hussein non avrebbe dovuto essere oggetto di insulti durante l’esecuzione. "È stato poco professionale, disgustoso, non sarebbe dovuto succedere", ha affermato Al Rubaie. Poi ha aggiunto: "Le guardie, persone non istruite, hanno reagito in maniera istintiva, non hanno controllato le loro emozioni. Ed hanno così espresso i loro sentimenti in modo inaccettabile. Prenderemo misure molto dure per punire quelli coinvolti".

Il Premier britannico, Tony Blair, ha detto di condividere la necessità di tenere un'inchiesta che stabilisca "che cosa è andato storto" nell’esecuzione di Saddam. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street.

Dal canto suo, il generale statunitense William Caldwell - durante una conferenza stampa svoltasi a Baghdad - ha affermato che le forze Usa non hanno avuto un ruolo nell’impiccagione di Saddam e che avrebbero condotto le cose "diversamente".

Il generale ha detto che le forze Usa hanno avuto in custodia Saddam per tre anni, lasciando però agli iracheni tutte le misure di sicurezza per l’esecuzione, comprese le perquisizioni dei testimoni per cercare eventuali telefoni cellulari.

La figlia maggiore di Saddam, Raghad, aveva chiesto di poter parlare al telefono un'ultima volta con il padre, alla vigilia dell’esecuzione, ma non le fu consentito: è quanto ha riferito una fonte vicina alla famiglia, citata dall’agenzia di stampa "Agi".

Intanto il Tribunale centrale iracheno, nell’ambito di processi diversi, ha condannato a morte, per impiccagione, un saudita, un sudanese ed un siriano, giudicati "colpevoli di terrorismo": lo ha riferito, con un comunicato, il Tribunale stesso. Otto iracheni sono stati condannati all’ergastolo. Istituito nel 2004, il Tribunale centrale ha celebrato fino ad ora 1.809 processi, che hanno portato a 1.569 condanne.

Un video con cinque "contractor" di una compagnia privata di sicurezza (quattro statunitensi ed un austriaco), rapiti a metà novembre nel Sud dell’Iraq, è stato diffuso sul sito internet della radiotelevisione pubblica austriaca "Orf". Gli ostaggi sembrano essere in buone condizioni e si presentano a rotazione davanti alla telecamera.

(-© l’Osservatore Romano)

Source by Redazione


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