“Possiamo ancora salvare qualcuno” e si lancia nella Diocesi in Fiamme

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Lunedì
15:50:05
Maggio
12 2008

“Possiamo ancora salvare qualcuno” e si lancia nella Diocesi in Fiamme

foto di repertorio: bethesda-church.org.uk

IL MESSAGGIO DELLA PASQUA NEL SACRIFICIO DI UNA SUORA

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Suora Anne Thole Vede la diocesi in fiamme e urla: “Possiamo ancora salvare qualcuno”. Ultime parole udite dalla sorella. Aveva 35 anni, ha perso la vita nel tentativo di salvare la vita dei pazienti ricoverati nel centro per malati di AIDS.

SUDAFRICA / MISNA: Buona Pasqua da Ladysilvia, con una nota di redazione che dovrebbe farci riflettere un pò. Durante il nostro giro quotidiano tra le notizie del mondo notiamo questa notizia di Suora Anne Thole, che prima di gettarsi nell’edificio tra le fiamme, dove più pazienti ammalati di AIDS e altre patologie, urla “Possiamo ancora salvare qualcuno”... Queste le sue ultime parole di grande coraggio..

Eppure nessuno in Italia ne ha dato notizia.. Queste parole sulla coraggiosa Suora Anne Thole, non sono state battute da alcuna agenzia italiana.. e, la domanda spontanea che sorge dal nostro cuore è: Come mai si parla sempre di politica politica politica e nessuno parla del vero sociale, si parla di pasqua ma è solo per fare commercio di un giorno proclamato festivo e sacro.. ma le vere problematiche non guardano in faccia al giorno festivo.. dove le persone sono immerse nel dovere di fratellanza.. 24 ore al giorno tutti i giorni.

Quando inizieremo Tutti, a fare qualcosa di sostanziale e giusto... accantonando un pò del proprio ego e potere superlativo.. anzichè pensare come portare via soldi al povero cittadino.. colossi delle comunicazioni, colossi editoriali.. avvicendatevi in un cammino di sincero e abnegativo lavoro.. il vero scoop e nei gesti reali quelli fatti nel silenzio.. e che altri potranno eventualmente testimoniare..

Meditate in questa pasqua dove molti soffrono e sperano in giorni migliori.. Buona Pasqua signori e signore, con la speranza che il buon cuore e luce che vi abbaglia, riesca aprire gli occhi resi ciechi dalla superbia, orgoglio, egoismo.. e, porti luce nei Vostri cuori.. La redazione Ladysilvia.

Segue la vicenda della suora Anne Thole: (Misna)

“Possiamo ancora salvare qualcuno” ha gridato suor Anne Thope prima di lanciarsi di nuovo nell’edificio in fiamme, il ricovero per malati di Aids da dove, con l’aiuto delle consorelle, era già riuscita fino a quel momento a far uscire cinque pazienti. Pochi secondi e il tetto, come una grande coltre di fuoco, è crollato ricoprendo per sempre suor Anne e i tre pazienti che non è riuscita a salvare.

É° successo nella notte del primo di Aprile, in una remota località rurale nella diocesi di Dundee, nel KwaZulu-Natal, in Sudafrica. Per motivi ancora da capire, un incendio si è sprigionato nell’ospizio ’Duduza Care Centre’ della missione Maria Ratschitz nei pressi di Wasbank, dove dal 1999 le suore Francescane della Sacra Famiglia, conosciute anche come ’Nardini sisters’, dal nome del loro fondatore, si prendono cura dei malati terminali di Aids, che in questa zona rurale e molto povera del Sudafrica subiscono l’ostracismo della comunità .

“Suor Anne conosceva i pazienti perché ogni domenica e tutte le volte che poteva veniva al ricovero accompagnata dalle novizie per suonare la chitarra e cantare per loro. Sapeva che al secondo piano c’erano pazienti che non si potevano muovere dal letto ed è corsa ad aiutarli” dice alla MISNA suor Isentraud Reuscher, superiora regionale delle ’Nardini sisters’ che conosceva suor Anne da quando, studentessa appena diplomata, si era rivolta a lei manifestandole il desiderio di prendere i voti. “Era una ragazza espansiva e amichevole, sempre sorridente e affettuosa con le persone” continua suor Isetraud ricordando con voce intrisa d’affetto la consorella che ha perso la vita a 35 anni. Nata in Swaziland e cresciuta in Sudafrica, dove aveva studiato per fare l’insegnante, due anni fa le era stata affidata la formazione delle novizie nella casa della missione Maria Ratschitz.

“Era un’insegnante splendida, una maestra ideale e lo è stata anche nel dare questo meraviglioso esempio di generosità ” prosegue la superiora, che racconta come le otto ragazze seguite da suor Anne siano rimaste profondante turbate da questo evento. “Per noi, il messaggio di suor Anne è quello del chicco di grano che, caduto sul terreno e morto, ha dato nuova vita” aggiunge suor Isentraud citando i versi del Vangelo di Giovanni (24,12) in cui Gesù Cristo, nei giorni precedenti la Pasqua, aveva preannunciato la sua morte. Ed un messaggio da questa vicenda è certamente arrivato ai tanti laici e religiosi che si sono recati a portare le loro condoglianze alla missione di Maria Ratschitz, costruita oltre un secolo fa dai monaci trappisti tedeschi ai piedi delle montagne Hlatikhulu (poi abbandonata fino al ritorno delle suore), così come un messaggio è arrivato alle decine di persone che, avendo appreso i fatti dai media, hanno telefonato dall’America, dall’Europa, dall’Africa e anche dall’India, per testimoniare la loro vicinanza e stima nei confronti di suor Anne.

“In queste situazioni il cuore è preso da due sentimenti - dice alla MISNA padre Peter Cullen, vicario della diocesi di Dundee - siamo addolorati per la perdita ma anche fieri di suor Anne e del suo coraggio. In questi giorni di Pasqua, ci ha mostrato cosa significa dare la propria vita per salvare gli altri”. I funerali della religiosa non si sono ancora svolti, poichè ci sono voluti giorni prima che le autorità forensi restituissero il corpo. Si è infine deciso di celebrare le esequie il giorno successivo al Lunedì dell’Angelo, nell’abbazia di Inkhamana, nel cui cimitero sarà sepolta. Le salme delle altre vittime, appartenenti a culti non cattolici, sono state consegnate ai parenti.

“Abbiamo intenzione di organizzare presto una messa in suffragio per le quattro vittime di questo tragico incidente, per ricordarli insieme, e pregare uniti per tutti loro” conclude suor Isentraud, che ora pensa anche a organizzare presto un nuovo ospizio per i pazienti salvati all’incendio e gli altri malati che ne avranno bisogno. (di Barbara Fabiani) [BF]

LA REDAZIONE
Ladysilvia National Network

Source by Redazione


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