Intervista a Fabio Santini che ci racconta il dietro le quinte e la storia di Sergio Leone

Martedì
17:58:26
Maggio
04 2004

Intervista a Fabio Santini che ci racconta il dietro le quinte e la storia di Sergio Leone

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Fabio Santini, nato a Milano, oltre ad essere un giornalista, già inviato speciale di TV Sorrisi e Canzoni e Gente, è una nota firma dello spettacolo italiano. Autore televisivo e voce radiofonica tra le più popolari, si occupa di studiare fenomeni culturali legati ai grandi personaggi del mondo del cinema, della musica e della televisione. Attualmente è in onda su RTL 102.5 e in televisione su 7 Gold e Sisal TV. Collabora con il quotidiano “Libero” di Vittorio Feltri e, oltre all’attività teatrale, tiene un’intensa attività di divulgazione delle materie legate alla comunicazione.

l’intervista di Ladysilvia National Network.
1) Ho trovato abbastanza insolito creare uno spettacolo che parla di un grande artista come Sergio Leone, ed a quanto so, sono state fatte più di 150 repliche ...

F.S. La prossima sarà la 164 esima in 6 anni di vita dello spettacolo..

A maggior ragione mi chiedo quale è il segreto del successo di questo spettacolo?
Ma guarda, me lo chiedono in tanti e me lo chiedo anch'io, e credo che sia la semplicità , la costruzione molto semplice, il rapporto molto calibrato, a cui sono stato molto attento tra la parola della voce narrante, cioè il sottoscritto, e gli spezzoni dei film e le musiche evocative meravigliose di Ennio Morricone.

2) Da cosa nasce l’idea di creare questo monologo?

F.S. Guarda, l’idea nasce nel 1964 quando ancora ragazzo ho visto "Per un pugno di dollari". Ho continuato poi a seguire tutti i film di Leone, a studiarne poi il fenomeno cinematografico e culturale in maniera dettagliata e oserei dire sul campo, e quando sono stato inviato speciale negli Stati Uniti ho cercato di parlare con gli attori americani che avevano lavorato con lui. e poi quando Sergio è morto il 30/04/1989 ho pensato di fare qualcosa che durasse nel tempo ed è nato questo spettacolo.
È uno spettacolo in cui faccio la cronaca del dietro le quinte dei films di Sergio Leone, da "Per un pugno di Dollari" a "C'era una volta in America" in cui rivelo anche alcune cose che la gente non conosce o che non ha mai letto da nessuna parte, perché le ho vissute io in prima persona quindi forse anche questo è il motivo del perché lo spettacolo piace e continua ad essere richiesto.

3) Per quel che riguarda i retroscena sono soprattutto cose raccontate da altri oppure ....?

F.S. I retroscena sono stati raccontati prima di tutto dagli attori che ho incontrato in Italia e all’estero, da tutti i tecnici e da tutti quelli o quasi che hanno lavorato con Sergio Leone, dagli elettricisti, ai co aiuto scenografi, ma anche dagli scenografi stessi.
Da li ho ricavato una profonda esperienza giornalistica molto ricca e molte di questi incontri si sono poi verificati di persona con Sergio Leone che ha aggiunto quei dettagli in più che sono poi il sale dello spettacolo, anche perché alcuni sono molto ironici e molto comici.

4) Sei giornalista per diverse testate, radio e TV. Come riesci a coniugare tutti questi impegni con la vita teatrale?

F.S. Il teatro è un'esperienza assolutamente nuova, anche se io non ho rinunciato alla mia identità che è quella di giornalista, faccio radio, televisione, scrivo su giornali, testate online, ma non cambio mai il senso e la base della mia formazione, del mio modo di comunicare. Cerco sempre di usare un linguaggio estremamente semplice, diretto, immediato che è tipico di chi fa il mestiere di giornalista, o per lo meno dovrebbe essere tipico di chi fa questo mestiere.
In teatro non ho cambiato la mia specializzazione, ho soltanto forse dato un tocco più poetico, e anche emozionale alle cose che dico mantenendo rigorosamente e scrupolosamente il senso della ricostruzione storica tipico di chi fa il mio mestiere.
Sebbene ci siano episodi romanzati nel mio spettacolo, non ho romanzato la verità , ho raccontato la verità , qua e là ho individuato degli elementi che potevano essere maggiormente colorati.

5) Uno degli aneddoti che preferisci fra quelli che racconti nel tuo spettacolo?

F.S. beh, ce ne sono tanti, comunque ci sono talmente tanti ...
Sicuramente mi viene in mente quando Henry Fonda doveva girare la scena della strage di una famiglia, mi viene in mente quello che Sergio disse al suo capo macchinista Franco Tocci in una scena di "c'era una volta il west", mi viene in mente la famosa scena de "Il buono, il brutto e il cattivo" quando esplode il ponte e dopo che il ponte è esploso si vede il grande Aldo Giuffrè che muore con un sorriso appena abbozzato sulle labbra.
Non ve li stò a raccontare altrimenti tolgo il gusto allo spettatore che verrà a vedere lo spettacolo.
Ma ce ne sono comunque infiniti altri! È chiaro che ho dovuto fare una cernita, altrimenti lo spettacolo sarebbe durato 4 giorni e non un'ora e quaranta.
Comunque io ho cercato di scegliere quelli che erano più utili all’economia del racconto e all’esposizione teatrale dello spettacolo.

6) c’è un periodo che preferisci di Sergio Leone?

F.S. Il periodo che preferisco va dal 1964 al 1984 cioè da "Per un pugno di dollari" a "C'era una volta in America", cioè i sei films che hanno cambiato la storia del cinema e che hanno lanciato nel mondo il mito di Sergio Leone e la musica di Ennio Morricone.
Sergio aveva girato altri film prima del 1964, basti pensare a "Il Colosso di Rodi", ma soprattutto aveva girato la scena delle quadrighe in "Ben-Hur" nel 1959, dopo il 1984 aveva realizzato come produttore altri films, aveva anche già scritto la prima scena del film che non ha mai potuto girare perché purtroppo è morto il 30 Aprile del 1989 "C'era una volta Leningrado" ed io questa prima scena la racconto perché ho avuto il piacere proprio nel Novembre del 1988 di sentirmela raccontare direttamente da Sergio Leone, e la racconto così come lui la raccontò a me, cercando proprio di dare quella stessa enfasi che lui utilizzò quando la raccontò a me.
Non esiste un periodo migliore o peggiore, esiste una costruzione, un percorso attraverso la storia che soltanto Leone ha saputo disegnare.

7) Hai già un'idea di quante date farai questa volta con il tuo spettacolo?

F.S. Beh, per sapere esattamente la situazione bisognerebbe contattare il mio management, comunque il 23 Maggio a Roma ci sarà un Sergio Leone Day. Ci sarà Ennio Morricone con parte della sua orchestra ad accompagnare con ogni probabilità delle immagini inedite di "C'era una Volta in America", e ci sarà anche il mio spettacolo.
Per me è una delle gratificazioni più grandi che potessi raggiungere in questa nuova esperienza.

Bartolotta Gioachino
press@rocktialia.com

Source by Rockitalia


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