Rientro sulla Terra satellite UARS della NASA

Sabato
15:58:57
Settembre
24 2011

Rientro sulla Terra satellite UARS della NASA

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Nel corso dellultimo aggiornamento del Comitato Operativo, il Comitato tecnico scientifico ha escluso la possibilità che uno o più frammenti del satellite UARS cadano sul territorio italiano.

La situazione di rischio è pertanto rientrata nell’ordinario e non è più necessario che la popolazione adotti le norme di autoprotezione.

Di conseguenza, il Capo Dipartimento della Protezione civile – Commissario delegato, con laccordo unanime di tutti i componenti del Comitato Operativo e dei Centri di coordinamento delle Regioni interessate, alle ore 3.45, dopo lultimo sorvolo del nostro Paese, ha dichiarato concluse le attività del Comitato stesso.

Upper Atmosphere Research Satellite - UARS
Si chiama Upper Atmosphere Research Satellite - UARS il veicolo spaziale NASA che nel settembre 1991 fu collocato su unorbita circolare in prossimità della navetta spaziale Discovery. Il satellite ha una massa di 5668 kg, è lungo circa 10 metri e ha un diametro di 5 metri. Nel 2005, dopo 14 anni di missione scientifica, il propellente residuo è stato utilizzato per modificare, abbassandola, lorbita del satellite: otto manovre per contribuire alla disintegrazione delloggetto, ormai in fase di abbandono.

Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 settembre 2011, il processo di decadimento naturale giungerà al suo epilogo, entrando in contatto con latmosfera terrestre. Sulla base delle simulazioni effettuate nel 2002 dalla NASA, ipotizzando la frammentazione del satellite a 78 km di quota, alcuni componenti di dimensioni variabili, non avendo subito la totale disintegrazione dovuta al rientro negli strati più densi della nostra atmosfera, potrebbero raggiungere il suolo terrestre dopo aver percorso un arco di 800 km, interessando anche il territorio italiano.

Il Comitato Operativo convocato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, è riunito in seduta permanente fino al cessato allarme, sia per analizzare gli scenari che per prendere le dovute decisioni in tempo reale.

E stata inoltre definita una struttura tecnica di supporto al Comitato Operativo costituita da esperti del Dipartimento della Protezione Civile, ASI-Agenzia Spaziale Italiana, Forze Armate, Vigili del Fuoco, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ENAV-Società nazionale per l’assistenza al volo, con il compito di monitorare levoluzione della situazione e fornire le corrette informazioni scientifiche al Comitato Operativo.

Inoltre nelle regioni interessate si stanno costituendo dei Centri di coordinamento che coinvolgono le strutture e i soggetti interessati.

Norme di auto protezione
Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.

Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, così come confermato in sede di Comitato Operativo, è possibile fornire, pur nellincertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nelle due finestre temporali dinteresse per lItalia, nei territori potenzialmente esposti allimpatto:

- è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti;
- i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
- allinterno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso delleventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi);
- è poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell’impatto;
- i frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina). Chiunque avvistasse un frammento dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità e comunque dovrà mantenersi a un distanza di almeno 20 metri.

Source by Protezione_Civile


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