Intervento del Presidente del Consiglio Romano Prodi alla Camera dei Deputati

Sabato
07:05:54
Gennaio
19 2008

Intervento del Presidente del Consiglio Romano Prodi alla Camera dei Deputati

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ROMA: Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi
sono qui oggi, di fronte a voi, rappresentanti del popolo italiano, per comunicarvi l’orientamento maturato dal governo a seguito degli avvenimenti della giornata di ieri.

Chiamato ieri mattina, in Parlamento ad illustrare le linee della politica del governo in tema di giustizia, il ministro Guardasigilli ha affrontato la situazione creatasi con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per sua moglie.
In quello che, sono certo, è stato il discorso più difficile e sofferto della sua lunga vita politica, Clemente Mastella ha parlato da uomo offeso nel proprio onore e colpito negli affetti più cari.
A lui, come ministro, come collega, come politico e come amico, voglio esprimere la mia profonda solidarietà .
Egli non ha esitato a far prevalere le ragioni dell’onore e della dignità sua personale e della sua famiglia su tutte le altre motivazioni che avrebbero potuto, come politico, suggerirgli dei comportamenti diversi.

Non ha esitato e ha presentato le proprie dimissioni. Ha scelto di presentare le sue dimissioni di fronte al Parlamento, testimoniando, anche in questo modo, una sensibilità istituzionale che, nella nostra società delle comunicazioni ed in una stagione nella quale la politica che troppo spesso si fa spettacolo, si va facendo sempre più rara.
Voi tutti, ieri, avete colto, l’emozione, la commozione con le quali ha parlato il ministro Mastella.
La sincerità dei sentimenti che lo muovevano e la nobiltà della scelta di rimettere il proprio mandato si sono riflesse nella reazione dell’Aula che, con una coralità che ha travalicato gli steccati che dividono gli opposti schieramenti politici, ha espresso il proprio apprezzamento al ministro.
Questa medesima valutazione, con l’apprezzamento e la condivisione del lavoro da lui fatto sin dall’avvio del governo alla guida del dicastero della Giustizia, mi hanno indotto, nella tarda mattinata di ieri, a respingere le dimissioni del ministro Mastella e a chiedergli di continuare la propria opera per assicurare un’amministrazione della giustizia sempre più efficiente e all’altezza delle esigenze e delle aspettative della società italiana.
Alla mia decisione di respingere le sue dimissioni, il ministro Mastella aveva risposto chiedendo una pausa di riflessione che gli permettesse, innanzitutto, di raccogliersi con la sua famiglia.

Ieri sera e, di nuovo, questa mattina, Clemente Mastella mi ha, però, confermato che la sua determinazione non era mutata. L’estendersi, sempre nella giornata di ieri, dei provvedimenti della magistratura direttamente alla sua persona, non aveva fatto che rafforzare le ragioni di una decisione che il senatore Mastella aveva già pienamente assunto.
A Clemente Mastella va, lo ripeto, la mia solidarietà piena ed affettuosa. Ed analoga solidarietà voglio esprimere al suo partito, ai Popolari Udeur, sul cui appoggio il governo ha contato in passato e conta per il futuro.
Ho parlato di preoccupazione per un’azione di governo che deve proseguire senza interruzioni e senza perdite di velocità .
Questa preoccupazione l’ha avvertita e riconosciuta il senatore Mastella nel determinarsi a presentare e, poi, a confermare le proprie dimissioni.
Come Presidente del Consiglio l’ho avvertita io stesso e l’ho fatta mia. E’ per questo che ho proposto al Capo dello Stato di assumere io stesso, ad interim, la responsabilità di ministro della Giustizia.
In un incontro di poco fa, al Palazzo del Quirinale, il Presidente Napolitano ha accettato questa mia proposta e ha firmato il decreto della mia nomina a ministro della Giustizia.

La scelta di caricarmi personalmente e in una prospettiva limitata nel tempo di questa responsabilità è e vuole dichiaratamente essere il segnale di un’attesa.
L’attesa, cioè, che dalla magistratura possa, nei tempi più rapidi possibili, giungere un chiarimento forte che consenta al senatore Mastella di riprendere con ritrovata e piena autorità il suo posto di ministro della Giustizia.
Le scelte che vi ho testè illustrato e della cui maturazione ho costantemente tenuto informato il Capo dello Stato, assicurano e assicureranno al governo una intatta capacità di conduzione della politica giudiziaria.
Egualmente, esse assicurano e assicureranno al governo la solidità e la continuità dell’appoggio politico della propria maggioranza.
La giornata di ieri era dedicata, nel calendario della Camera, al dibattito sullo stato della Giustizia.
A questo era dedicata l’ampia relazione che il ministro Guardasigilli aveva preparato e che gli avvenimenti della giornata l’hanno costretto a consegnare per iscritto senza che su di essa potesse, poi, svolgersi il previsto e dovuto dibattito.

Nella mia nuova funzione di ministro della Giustizia assicurerò che questo dibattito possa avvenire, nei tempi decisi dal Parlamento, in forma esaustiva, a partire proprio dalla relazione consegnata ieri alla Camera.
Potranno, così, essere compiutamente esaminati e discussi tanto il bilancio consuntivo quanto le prospettive dell’azione di governo e della giustizia nel nostro Paese.

Come ministro Guardasigilli mi impegno sin d’ora a proseguire la politica di trasparenza, di rispetto dell’indipendenza della magistratura e della tutela dei diritti delle persone, a partire dalla presunzione di innocenza del cittadino indagato, che ha caratterizzato l’attività di questi primi venti mesi di governo e che è presupposto di ogni sistema democratico. Sempre nel corso della prossima settimana, l’inaugurazione dell’anno di giudiziario, mi offrirà un’ulteriore occasione per illustrare le linee guida dell’azione che il governo intende seguire per dare agli italiani quella giustizia sempre più giusta, rapida ed efficiente a cui gli italiani hanno diritto.

Source by Governo


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