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Gennaio
25 2008

Il Senato nega la fiducia al Governo Prodi

Con 161 no, 156 sì e 1 astenuto

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ROMA: Con 161 voti contrari, 156 favorevoli e 1 astenuto, il Senato ha bocciato la risoluzione presentata dai Capigruppo della maggioranza che approvava le comunicazioni del Governo e su cui il Presidente del Consiglio aveva posto la questione di fiducia. Si è conclusa così la giornata iniziata alle ore 15, con le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla situazione politica. La proposta di risoluzione presentata dai Capigruppo della maggioranza recitava soltanto: «Il Senato, udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, le approva». Dopo le comunicazioni del Presidente Prodi si era svolta la discussione generale, quindi, a partire dalle ore 17,45, in diretta tv, la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto; ogni Gruppo ha avuto a disposizione 10 minuti (20 minuti il Gruppo Misto). Alle ore 20 circa è iniziato l’appello nominale per il voto sulla questione di fiducia. Il Presidente Marini ha chiuso la seduta avvisando che l’Assemblea sarà convocata a domicilio. RESOCONTO SOMMARIO Presidenza del presidente MARINI La seduta inizia alle ore 15. Sul processo verbale
MALAN, segretario. Dà lettura del processo verbale della seduta del 22 gennaio.
CALDEROLI (LNP). In allegato ai Resoconti della seduta del 22 gennaio è stata pubblicata la Relazione sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2007 trasmessa dal Ministro ad interim della giustizia. Poiché l’articolo 29 della legge n. 150 del 2005 prevede espressamente comunicazioni del Ministro della giustizia alle Camere e non la semplice trasmissione della Relazione, chiede che si specifichi che verrà rispettata la procedura individuata dalla legge.
PRESIDENTE. Quando la discussione sulla Relazione che il Governo ha correttamente depositato in Senato verrà calendarizzata, il Ministro della giustizia avrà modo di intervenire. Il Senato approva il processo verbale della seduta del 22 gennaio. Comunicazioni della PresidenzaPRESIDENTE. l’elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all’Assemblea saranno pubblicate nell’allegato B al Resoconto della seduta odierna. Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronicoPRESIDENTE. Avverte che dalle ore 15,06 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Su notizie di stampa riguardanti alcuni senatori
PRESIDENTE. Stigmatizza l’inaccettabile rappresentazione fornita da un quotidiano di informazione secondo cui la sorte del Governo dipenderà dal voto che esprimeranno per interessi meramente materiali alcuni senatori, dei quali il quotidiano in oggetto ha addirittura pubblicato la foto. A nome dell’Assemblea, ritiene doveroso respingere tali speculazioni di stampo qualunquista e manifestare solidarietà ai senatori che ne sono stati oggetto. (Generali applausi).
Sul 29° anniversario dell’omicidio di Guido Rossa
FINOCCHIARO (PD-Ulivo). Ricorda il sacrificio di Guido Rossa, operaio, sindacalista e militante del PCI ucciso dalla Brigate rosse per aver denunciato un fiancheggiatore presente nella sua fabbrica. La sua scelta rappresentò un atto di responsabilità civile che rafforzò la condanna definitiva del terrorismo da parte della classe operaia che diede un contributo determinante al suo sradicamento. (Vivi, prolungati applausi. Il Presidente si leva in piedi e con lui tutta l’Assemblea). PRESIDENTE. l’applauso sottolinea la partecipazione dell’Assemblea.
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e conseguente discussione
Reiezione della proposta di risoluzione n. 1. Reiezione della questione di fiducia
PRODI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della giustizia ad interim. Rinnovati al senatore Mastella piena solidarietà personale e del Governo per la vicenda da cui trae origine la presente crisi politica ed apprezzamento per l’impegno reso in qualità di Guardasigilli e testimoniato dalla Relazione da lui predisposta e condivisa dal Consiglio dei Ministri, illustra le motivazioni che lo hanno indotto a chiedere un pronunciamento del Senato dopo aver ottenuto la fiducia della Camera. La scelta di chiedere un voto di fiducia in Parlamento, cioè nella sede stessa da cui il Governo trae legittimazione, trova fondamento nel dettato costituzionale, da cui la prassi si è troppo spesso discostata. Chiede pertanto ai senatori di assumersi le proprie responsabilità esprimendo, attraverso un voto esplicito e motivato, un giudizio sul lavoro svolto dall’Esecutivo e dando indicazioni di governo, di maggioranza e di programma alternative rispetto a quelle sulla base delle quali hanno ricevuto il voto degli italiani. Occorre tuttavia avere consapevolezza dei rischi connessi all’interruzione della continuità dell’azione di governo in una fase estremamente delicata.. C'è infatti la necessità di affrontare in primo luogo l’emergenza istituzionale, provvedendo a riformare la legge elettorale per evitare di condannare il Paese all’ingovernabilità; quindi l’emergenza internazionale e quella economica, per consolidare, anche a fronte dei rischi di una congiuntura mondiale avversa, i risultati ottenuti sul piano del risanamento dei conti pubblici. Nel rivendicare la positiva azione di governo finora svolta, chiede la fiducia per riprendere con rinnovato slancio il processo riformatore. (Vivissimi, prolungati applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV, Misto-PS, del senatore Fernando Rossi e dai banchi del Governo).PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.
ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Un Governo di centrodestra farebbe venire meno completamente la possibilità di rispondere alle istanze di maggiore giustizia sociale, pur debolmente soddisfatte dal Governo Prodi dopo i sacrifici chiesti agli italiani. Ritiene inoltre che l’Italia vada liberata dalla morsa della criminalità e della speculazione finanziaria per liberare le forze sane del Paese.
FISICHELLA (Misto). Confermando quanto dichiarato in sede di votazione sulla fiducia alla finanziaria considera ormai esaurito il rapporto di fiducia con il Governo, convinzione che risulta ulteriormente rafforzata dall’aggravarsi della crisi politica, istituzionale e sociale che il Paese vive. Pur essendo comprensibili le ragioni di carattere istituzionale che hanno spinto il Presidente del Consiglio a parlamentarizzare la crisi, sarebbe stato più utile rinunciare alla richiesta del voto di fiducia anche in Senato per non precludere l’ipotesi di affidare a Romano Prodi un nuovo mandato e per lasciare aperta la strada a soluzioni innovative. (Applausi del senatore Sanciu).
MORSELLI (Misto-LD). Come affermano autorevoli commentatori stranieri, il Governo Prodi è stato disastroso per il Paese. Il Presidente del Consiglio finge di non accorgersi della situazione di devastante squallore politico e chiede la fiducia su risultati che non vi sono stati, nel tentativo di prolungare la vita di un Governo seppellito dal malaffare. (Applausi dai Gruppi Misto-LD e AN).
BACCINI (UDC). Il Gruppo dell’UDC voterà convintamente contro la fiducia al Governo Prodi per ragioni di coerenza politica e ritenendo l’Esecutivo incapace di realizzare politiche serie e concrete a causa dei veti incrociati opposti dalle diverse componenti della sua maggioranza. Nel corso degli ultimi 15 anni, caratterizzati da una transizione politica che non è mai approdata ad un sistema compiuto, il quadro politico italiano ha presentato un alto tasso di instabilità, con conseguente incapacità di realizzare le riforme necessarie e con il rischio di fratture nel rapporto tra il sistema politico e i cittadini, sempre più delusi nelle attese e scettici nei confronti delle forze politiche. l’urgenza e la gravità della situazione, accentuate dalla crisi economica e dalle emergenze nazionali, impongono che le forze politiche, rinunciando a sterili polemiche e accuse reciproche, assumano un comportamento realistico e coraggioso volto a favorire il perseguimento del bene comune, prendendo altresì atto dei limiti e delle contraddizioni dell’attuale bipolarismo. In tale ottica, bene avrebbe fatto il Presidente del Consiglio a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, così consentendo la formazione di un Governo istituzionale in grado di promuovere le riforme di cui il Paese ha urgente bisogno. Per questo è auspicabile che, votata la sfiducia nei confronti dell’Esecutivo di centrosinistra, venga costituito un Governo istituzionale di altissimo profilo cui affidare un mandato specifico che contemperi, tra le altre cose, il varo di una nuova legge elettorale, la predisposizione di un piano per l’edilizia popolare e di una seria politica a sostegno della famiglia, la promozione di un'indagine sui costi della politica e l’adozione di un approccio serio e realistico al tema del decentramento. (Applausi dal Gruppo UDC e dei senatori Asciutti, Vegas, Mantica e Santini. Congratulazioni).
GRAMAZIO (AN). Giunge oggi a conclusione l’esperienza del Governo Prodi, il quale è stato incapace di rispondere in modo soddisfacente alle attese e ai bisogni dei cittadini, assumendo al contempo posizioni ambigue e contraddittorie su diversi temi, tra cui quelli della giustizia, del rapporto con la Chiesa e del contenimento dei costi della politica. Il Governo, ormai privo di una maggioranza politica, tenta una prova di forza all’interno dell’Aula del Senato, facendo leva su alcuni tra coloro che hanno intenzione di votare contro la fiducia. Nell’esprimere delusione verso il comportamento del senatore Andreotti, il quale ha annunciato che voterà a favore della fiducia al Governo, richiama le parole del presidente Napolitano, che ha sostenuto che il voto dei senatori a vita non può compensare l’assenza di una maggioranza politica di eletti dal popolo. Conclude auspicando la caduta del Governo Prodi e l’immediata indizione delle elezioni, così da dare ai cittadini la possibilità di esprimere liberamente la propria volontà. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Ruggeri).
CUSUMANO (Misto-Pop-Udeur). Preannuncia il proprio voto di sostegno al Governo Prodi, quale assunzione di responsabilità verso il Paese e tenuto conto della difficile situazione economica e dei delicati appuntamenti istituzionali in programma nei prossimi mesi. Nel respingere talune infamanti dichiarazioni riportante sulla stampa nei suoi confronti, precisa che il percorso che lo ha condotto alla decisione di confermare tale scelta di campo è stato improntato a senso di responsabilità, equilibrio e coerenza. Esprime apprezzamento per il comportamento responsabile del ministro Mastella, osservando che la vicenda giudiziaria che lo coinvolge è costruita sul nulla; essa, tuttavia, non può far venir meno il rispetto nei confronti dell’azione della magistratura, da sempre al servizio del Paese e delle istituzioni. Muovendo dalla constatazione di un'elevata fragilità dell’attuale quadro politico e sociale e dell’esigenza di una sua più forte legittimazione presso la cittadinanza, auspica l’avvio nel Paese di una nuova fase politica caratterizzata da confronti aperti e sereni tra le diverse parti politiche e da partiti maggiormente radicati nel territorio e con un maggior pluralismo al loro interno. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, IU-Verdi-Com, RC-SE e SDSE. Molte congratulazioni. Il senatore Barbato si scaglia contro il senatore Cusumano, ma viene bloccato dagli assistenti parlamentari e accompagnato fuori dall’Aula. Ripetuti, ingiuriosi, violenti epiteti del senatore Strano all’indirizzo del senatore Cusumano. Vivaci proteste dai banchi della maggioranza. Il senatore Cusumano si accascia sui banchi colto da malore e viene portato in barella fuori dall’Aula. Generali commenti).
PRESIDENTE. Sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 15,58, è ripresa alle ore 16,04. PRESIDENTE. La Presidenza non ammette comportamenti non consoni alla dignità della sede parlamentare. Quanto accaduto verrà sottoposto al Consiglio di Presidenza che assumerà le opportune decisioni. (Reiterate proteste dai banchi della maggioranza).Sull’ordine dei lavori
ZANDA (PD-Ulivo). A conclusione del suo intervento il senatore Cusumano è stato aggredito fisicamente e volgarmente insultato per la posizione politica che ha dichiarato e ha accusato un malore. l’episodio non è degno di un Paese civile e ai responsabili di tali comportamenti devono essere comminate sanzioni. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, Aut, SDSE, Misto-IdV e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Ribadisce che dell’episodio sarà investito il Consiglio di Presidenza. (Il senatore Sodano chiede che si assumano immediatamente provvedimenti. Vivaci commenti dai banchi della maggioranza). Nell’interesse del Paese, chiede che la discussione sulle comunicazioni del Governo riprenda. (Applausi dai Gruppi FI e AN).
STORACE (Misto-LD). Augura al senatore Cusumano un pronto ristabilimento. (Applausi dai Gruppi AN e FI e dei senatori Formisano e Antonio Boccia).
Ripresa della discussione sulle comunicazioni
del Presidente del Consiglio dei ministri

MASSIDDA (DCA-PRI-MPA). Un Governo rissoso e inconcludente, che ha danneggiato l’immagine del Paese per incapacità di gestire tanto l’emergenza dei rifiuti in Campania quanto la vicenda della contestazione alla visita del Pontefice all’università, non può corrispondere agli impegni indicati dal Presidente del Consiglio e garantire così prospettive migliori all’Italia. (Applausi dal Gruppo DCA-PRI-MPA).
GAGLIARDI (RC-SE). Nonostante le delusioni provocate per aver frequentemente disatteso e spesso persino tradito il programma elettorale, il Governo merita fiducia, non solo per motivi di lealtà politica e di responsabilità istituzionale, ma per ragioni che conducono direttamente al tema della crisi della politica. l’uscita dell’Udeur dalla maggioranza è avvenuta in modo non trasparente, in un quadro di instabilità accentuata dalla nascita del Partito democratico, e la caduta del Governo aprirebbe scenari preoccupanti, annunciando un futuro peggiore del presente. Per arrestare un processo di imbarbarimento, la politica deve recuperare spessore morale, qualità democratica e vitalità istituzionale. (Applausi dai Gruppi RC-SE e della senatrice Mongiello).
CURSI (AN). La vera emergenza del Paese è la situazione sanitaria in Campania, resa insostenibile dalla permanente crisi dei rifiuti, che richiederebbe quanto meno l’individuazione delle responsabilità politiche e mette in luce la necessità di una riforma istituzionale che corregga forme di federalismo troppo spinto, potenziando le competenze dello Stato. Non è possibile, peraltro, accordare fiducia ad un Governo che non si è curato dei problemi degli anziani non autosufficienti e ha posizioni ondivaghe sull’interruzione di gravidanza e sulla procreazione assistita. (Applausi dal Gruppo AN).
PERRIN (Aut). Esprimendo apprezzamento per l’intervento del Presidente del Consiglio e per la sua decisione di riportare in Parlamento la discussione della crisi, chiede un maggiore impegno per le autonomie, che meritano un ruolo più incisivo anche nell’ambito del Parlamento europeo. Il Governo in carica ha conseguito risultati positivi sul piano del risanamento e dell’equità e l’apertura di una crisi politica, in una situazione economica difficile e con una legge elettorale inadeguata, comporterebbe una perdita di credibilità per il Paese. Confida quindi in una soluzione responsabile, che eviti l’interruzione della legislatura e consenta di varare le riforme necessarie a garantire stabilità. (Applausi dal Gruppo Aut).
Presidenza del vice presidente CAPRILI
PALMA (FI). Sebbene l’esito delle ultime elezioni non fosse tale da permettere al centrosinistra di governare con serenità e lo stesso leader dell’opposizione Berlusconi avesse subito offerto la possibilità di formare un Esecutivo di larghe intese, il presidente del Consiglio Prodi si è ostinato a portare avanti, con presunzione e con pervicace brama di potere, un'esperienza di Governo dannosa per le sorti del Paese. Il Governo è stato incapace di affrontare efficacemente i problemi del Paese: a fronte di un aumento della pressione fiscale e di una redistribuzione del reddito inconsistente, non sono state adottate sufficienti misure a favore dello sviluppo economico, mentre le tanto celebrate liberalizzazioni non hanno toccato molti settori chiave dell’economia, limitandosi ad avvantaggiare alcuni gruppi d'affari vicini al centrosinistra; i rischi per la sicurezza e la libertà dei cittadini sono sempre più alti e l’emergenza dello smaltimento dei rifiuti in Campania è stata colpevolmente ignorata; a livello internazionale, infine, i risultati raggiunti sono stati modesti. La decisione di portare in Parlamento la crisi politica interna alla maggioranza è dipesa, più che da preoccupazioni di ordine costituzionale (poco credibili da parte di un Governo che non ha esitato ad usufruire dei voti determinanti dei senatori a vita), da un desiderio di ritorsione nei confronti del Partito democratico e del suo segretario, da cui il Presidente del Consiglio si è sentito abbandonato; a questo punto, è auspicabile che il presidente Prodi si dimetta immediatamente, prima che l’Aula del Senato proceda al voto. (Applausi dai Gruppi FI e LNP).
DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA). Con il voto di sfiducia che il Governo subirà oggi in Senato si dovrà prendere definitivamente atto della fine della maggioranza, garantita numericamente alla Camera ormai solo grazie agli eletti grazie al premio di maggioranza ottenuto grazie al risultato elettorale conseguito dall’Udeur che è uscito della coalizione di Governo. Del resto, le elezioni del 2006 si sono concluse con un risultato di sostanziale parità e ciò avrebbe consigliato la formazione di un Governo di larghe intese, come è avvenuto in Germania. Il comportamento del Presidente del Consiglio contribuisce ad avvelenare il clima politico e a far pagare al Paese il prezzo delle contraddizioni che hanno contraddistinto la sua azione di Governo, in particolar modo di una politica economica incapace di frenare la crescita della spesa pubblica, che ha aggravato la pressione fiscale e impedito al Paese di sfruttare la congiuntura favorevole. l’odierno voto del Senato consentirà di aprire una nuova stagione politica, di cui il Paese sente fortemente la necessità. (Applausi dal Gruppo DCA-PRI-MPA e del senatore Amato).
PINZGER (Aut). Pur in presenza di una politica economica non sempre condivisibile, i senatori del Südtiroler Volkspartei non verranno meno all’impegno assunto e voteranno la fiducia al Governo Prodi, apprezzandone in particolar modo l’attenzione per le minoranze linguistiche e per le autonomie. Nel caso in cui il Governo non dovesse ottenere la fiducia, l’attuale drammatica situazione politica ed economica del Paese sconsiglia un immediato ritorno alle urne con una legge elettorale inadeguata, che produrrebbe solo ingovernabilità, stallo ed inefficienza. Sarebbe pertanto auspicabile la formazione di un Governo tecnico che modificasse la legge elettorale e adottasse riforme in campo fiscale ed economico, fornendo aiuto concreto alle famiglie e alle piccole e medie imprese. In tal modo si seguirebbe il monito del Capo dello Stato e si garantirebbe tranquillità ai cittadini. (Applausi dai Gruppi Aut, PD-Ulivo e IU-Verdi-Com).
TIBALDI (IU-Verdi-Com). Nell’esprimere il proprio personale apprezzamento al Presidente del Consiglio per il suo intervento in Senato e per la trasparenza con cui sta gestendo una difficile fase politica, rileva che è ormai chiaro il fatto che le insidie nei confronti del Governo provengano non dalla sinistra, ma dalla parte moderata, quando non apertamente conservatrice, della coalizione. Contro l’attuale Esecutivo hanno operato, inoltre, la Confindustria, il Vaticano, le cui ingerenze minacciano la laicità dello Stato, e soprattutto alcuni esponenti del Partito democratico che intendono liberarsi dell’alleanza con la sinistra. è vero che il Governo Prodi avrebbe dovuto avere più coraggio riformatore, specie per combattere la precarietà nel mondo del lavoro; ciò non toglie, però, che il presidente Prodi resta il leader della coalizione di centrosinistra e l’unico legittimato dagli elettori a governare. Ribadisce pertanto la propria fiducia al Governo, auspicando che tutti coloro che sono stati eletti nelle liste del centrosinistra tengano fede al mandato ricevuto dagli elettori e che, in tal modo, il Governo possa adottare con rinnovato slancio una più efficace politica sociale, affrontando subito i nodi del conflitto di interessi e della regolamentazione delle televisioni. In caso contrario, è auspicabile che si vada subito al voto, senza procedere alla formazione di un Governo istituzionale o di larghe intese, che farebbe perdere ulteriore credibilità alla politica. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).
PISA (SDSE). La situazione politica attuale mostra con evidenza che le fibrillazioni all’interno dell’Unione non sono dovute alle componenti di sinistra della coalizione, ma a quelle di centro. Particolarmente azzardata ed arrogante, oltre che dannosa nelle conseguenze, è inoltre apparsa la dichiarazione che il Partito democratico intende presentarsi autonomamente alle prossime elezioni. Il Gruppo Sinistra Democratica rinnoverà, come ha sempre fatto, la fiducia al Governo, pur nella convinzione che la sua azione avrebbe potuto essere più ampia ed incisiva. Se da un lato risultano apprezzabili, infatti, il recupero dell’evasione fiscale, il risanamento dei conti pubblici, il sostegno allo sviluppo economico e l’avvio di una redistribuzione del reddito, così come il ritiro delle truppe dall’Iraq, dall’altro suscitano perplessità e insoddisfazione l’incremento delle spese militari, il mancato aumento della tassazione delle grandi rendite finanziarie e gli insoddisfacenti risultati conseguiti sul terreno della laicità e dei diritti civili, anche a causa delle pesanti ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche. I prossimi impegni del Governo, se verrà confermata la fiducia, dovranno necessariamente riguardare la questione sociale, i settori dell’istruzione e della ricerca, nonché i nodi del conflitto di interessi e della regolamentazione del sistema televisivo. (Applausi dai Gruppi SDSE e RC-SE).
GALLI (LNP). Il Governo che il Senato sfiducerà non avrebbe dovuto ricevere alcun incarico, considerato che il risultato elettorale risulta inficiato da brogli e dall’esito del voto degli italiani all’estero, scarsamente significativo sul piano della rappresentatività, mentre la sopravvivenza parlamentare dell’Esecutivo è stata garantita dal contributo determinante dei senatori a vita. La compagine governativa si è mostrata altresì eterogenea e contraddittoria e le diverse anime al suo interno esistenti l’hanno costretta a perseguire meri interessi elettoralistici a danno del Paese, come evidenziano il peggioramento della situazione economica, la penalizzazione dei settori produttivi in particolare al Nord, l’incremento della pressione fiscale voluto dal vice ministro Visco, la recrudescenza della criminalità, la decadenza dell’immagine del Paese all’estero. Da ultimo, la vicenda dei rifiuti ha rappresentato il culmine dell’incapacità e del malgoverno. Il tentativo di rimanere al suo posto ad ogni costo operato dal Presidente del Consiglio in nome dei poteri forti che rappresenta, quali la grande finanza e le multinazionali, è però destinato è fallire: auspica pertanto che i cittadini siano chiamati ad esprimersi nel più breve tempo possibile senza ulteriori tentativi di rinviare le elezioni. (Applausi dal Gruppo LNP).
GRASSI (RC-SE). La crisi politica in atto, ascrivibile soltanto formalmente alla vicenda giudiziaria che ha investito il senatore Mastella, è stata accelerata dalla gestione della vicenda inerente la riforma della legge elettorale. Appare un vero e proprio atto di avventurismo politico l’imposizione, avvenuta in Commissione al Senato con l’assenso del Partito democratico, di un disegno di legge elettorale che di fatto elimina i partiti di consistenza numerica più esigua che supportano il Governo, mentre sarebbe stato preferibile adottare come testo base la bozza Chiti su cui si registrava un consenso più ampio. Quanto al Governo, la sua azione è stata condizionata dalla palude centrista che, in rappresentanza degli interessi dei poteri forti, ha impedito le riforme attese dai cittadini soprattutto sul piano della redistribuzione sociale, acuendo l’insoddisfazione dell’elettorato di sinistra. Ciononostante i risultati positivi sono evidenti, in particolare con riguardo alla lotta all’evasione, ed è per questo che Rifondazione comunista rinnoverà la fiducia invitando nel contempo il presidente Prodi a procedere con forza a politiche di redistribuzione del reddito per dare risposte ai ceti meno abbienti. (Applausi dai Gruppi RC-SE e SDSE e del senatore Bulgarelli).
Presidenza del presidente MARINI
TOFANI (AN). Il richiamo al rispetto della Costituzione operato dal Presidente Prodi ha senso soltanto se la crisi politica si chiuderà con le sue dimissioni: il Governo infatti non ha più una maggioranza politica, nonostante il voto di fiducia della Camera dove l’Unione aveva ottenuto il premio di maggioranza grazie al risultato elettorale ottenuto dall’Udeur. l’uscita di quel partito dalla coalizione delegittima pertanto l’Esecutivo e la maggioranza. Al Senato, inoltre, sono in corso ignobili tentatiti di alterare le posizioni politiche di alcuni senatori attraverso la promessa di favori e privilegi. Per inseguire un'ipotesi di Governo, pregiudicata nelle sue fondamenta, il presidente Prodi sta consumando la crisi politica in un clima non rispettoso della Carta costituzionale e non degno di un sistema democratico. (Applausi dal Gruppo AN).
PASTORE (FI). Ripercorrendo le modalità con cui il centrosinistra si è garantito la maggioranza al Senato, mette in guardia dall’ipotesi che il voto dei senatori a vita risulti determinante nel dare la fiducia al Governo. Qualora infatti tale voto fosse determinante nel sostituire quella parte della maggioranza, l’Udeur, che era legittimata dalle scelte degli elettori e che ora è uscita dalla coalizione, si verificherebbe un caso senza precedenti che rappresenterebbe un grave strappo istituzionale. Peraltro, l’Udeur ha concorso in modo determinante al successo dell’Unione in alcune Regioni, in particolare la Campania, con ciò favorendo l’assegnazione al centrosinistra del premio di maggioranza alla Camera. La crisi politica apre pertanto una delicata fase istituzionale che può essere sciolta soltanto con le dimissioni del Governo e con la conseguente sottoposizione dell’operato del Governo al giudizio del corpo elettorale, sia per quanto riguarda il merito della sua attività che il metodo di gestione della crisi politica. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).
ZANONE (PD-Ulivo). La decisione del presidente Prodi di portare in Parlamento la crisi politica è apprezzabile non solo per una questione di rispetto delle regole costituzionali ma anche perché restituisce alla politica il peso delle responsabilità attraverso l’espressione di voti espliciti sul destino del Governo. I senatori sono infatti chiamati ad interrogarsi e rispondere circa l’opportunità di procedere al rinnovo del Parlamento sulla base di una legge elettorale quasi unanimemente ritenuta inaccettabile e prima del referendum (peraltro sostenuto anche da rappresentanti del centrodestra che ora invocano le elezioni). Sono altresì chiamati a interrogarsi sull’opportunità di privare il Paese del Governo per dedicare forze ed energie alla campagna elettorale in un momento di forti difficoltà economiche, con gravi problemi internazionali da affrontare e con il quotidiano aggravarsi della catastrofe ambientale in Campania. Il presidente Prodi ha lavorato con capacità e volontà alla soluzione dei problemi del Paese ed è per questo che merita gli venga riconfermata la fiducia. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE e Aut. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio ed avverte che è stata presentata la proposta di risoluzione n. 1. (v. Allegato A).Per consentire l’allestimento tecnico della diretta televisiva, sospende brevemente i lavori. La seduta, sospesa alle ore 17,40, è ripresa alle ore 17,45.PRODI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della giustizia ad interim. Il proficuo dibattito svolto testimonia la bontà della decisione di affrontare la crisi politica all’interno delle Aule parlamentari, sedi della rappresentanza democratica dei cittadini. I risultati dell’operato del Governo meritano di essere valutati con soddisfazione e sarebbe stato possibile condurre un'azione politica più ampia ed incisiva se l’Esecutivo avesse potuto contare su una maggioranza più vasta, la quale è stata però impedita dalla legge elettorale votata dal centrodestra. Tra i risultati conseguiti, va ricordato il miglioramento dei conti pubblici, in termini di aumento della crescita, di riduzione della spesa, di ricostituzione dell’avanzo primario, di contrasto all’evasione fiscale, con ciò ponendo le basi per procedere nell’immediato futuro alla diminuzione delle tasse e all’aumento dei redditi e della produttività. Rivendica altresì le misure a favore della liberalizzazione e di lotta alla precarietà e alla disoccupazione, nonché la coerente politica estera e di sicurezza e gli interventi a sostegno dei giovani e delle famiglie, specie attraverso politiche della casa. Il Governo ha inoltre agito con impegno e responsabilità a tutela dell’ambiente, affrontando le emergenze senza addossare colpe al precedente Esecutivo, e ha operato dei tagli ai costi della politica i quali, ancorché limitati, rappresentano il primo passo nella direzione di un ritrovato consenso presso l’opinione pubblica, offesa da eccessi e privilegi. Il percorso intrapreso deve ora essere portato a compimento attraverso riforme economiche e istituzionali, a partire da una nuova legge elettorale che consenta una maggiore governabilità del sistema e l’attenuazione di talune eccessi di contrapposizione politica; in tale quadro, respinge e condanna con fermezza alcune illazioni comparse sulla stampa odierna in ordine a presunte non trasparenti iniziative che sarebbero state adottate per superare la crisi. Per tale ragione, pone la questione di fiducia sulla proposta di risoluzione presentata dalla senatrice Finocchiaro. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, SDSE, Aut, IU-Verdi-Com, Misto-CS, Misto-IdV e del senatore D'Amico e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE.
ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Passa alla votazione nominale con appello della proposta di risoluzione n. 1, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia. Preannuncia il voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 1, per rispetto nei confronti di quegli elettori che hanno riposto numerose attese nel Governo Prodi, e al fine di evitare il ricorso alle urne, con il conseguente rischio di un ritorno al Governo del centrodestra. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, SDSE, IU-Verdi-Com, Aut e Misto-IdV).
DE GREGORIO (Misto-Inm). l’esperienza del Governo Prodi è ormai giunta a conclusione: l’Esecutivo è interessato unicamente alla conservazione di privilegi ed equilibri di potere e il Paese avverte con urgenza l’esigenza di un rilancio politico in chiave moderata e liberista. Per tali ragioni, preannuncia il voto contrario del Gruppo Misto-Inm alla proposta di risoluzione presentata, auspicando il ritorno alle urne degli elettori. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN. Commenti dai banchi della maggioranza).
TURIGLIATTO (Misto-SC). Ribadisce l’opposizione di Sinistra critica al Governo Prodi, il quale ha disatteso gli impegni assunti con gli elettori, ed il giudizio negativo sull’azione posta in essere nella prima parte della legislatura. Preannuncia pertanto il voto contrario sulla proposta di risoluzione, auspicando la costituzione di una sinistra di opposizione e di resistenza alle politiche liberiste.
FISICHELLA (Misto). Pur non avendo formalizzato le dimissioni ipotizzate nella giornata di ieri per giustificare l’eventuale non partecipazione al voto, in occasione del voto conformerà il proprio comportamento a quello dei colleghi dimissionari e quindi parteciperà al voto solo se lo faranno anche questi ultimi. Pur ritenendo importante la durata e la stabilità di un Governo, è convinto che un Esecutivo debba confrontarsi meno con gli interessi di partito e più con le esigenze del Paese. (Commenti dal Gruppo LNP).

MANZIONE (Misto-UD-Consum). Preannuncia il voto favorevole del Gruppo Misto-UD-Consum alla proposta di risoluzione per un obbligo di fedeltà al vincolo di coalizione, rilevando che l’attuale crisi politica è da imputarsi, non già alle dimissioni del ministro Mastella, ma alla decisione di scomporre il quadro politico di centrosinistra per dar vita al Partito democratico, il quale ha progressivamente indebolito le basi e l’operato dell’Esecutivo presieduto dal presidente Prodi. (Applausi dei senatori Bordon e Tecce).
SCALERA (Misto-UL). Il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto prendere atto dello sfaldamento della maggioranza e rassegnare le dimissioni per evitare le elezioni anticipate e favorire la formazione di un Governo istituzionale, incaricato di riformare la legge elettorale. I Liberaldemocratici, che dopo il varo della finanziaria avevano dichiarato chiusa una fase politica, non rinnoveranno la fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi FI e AN).
STORACE (Misto-LD). La dichiarazione di voto del senatore Scalera preannuncia la fine di un Governo che ha compromesso il futuro delle nuove generazioni, aumentato le tasse, trascurato la sicurezza dei cittadini, offeso la coscienza dei cattolici. I senatori de La Destra sollecitano le elezioni anticipate. (Applausi dal Gruppo Misto-LD e del senatore Strano).
ANGIUS (Misto-PS). I Socialisti, che rinnoveranno la fiducia al Governo, non condividono le motivazioni politiche per le quali l’Udeur ha scelto di aprire la crisi. Invita quindi il presidente Prodi, a prescindere dall’esito della votazione, a recarsi al Quirinale per ottenere un mandato a formare una nuova compagine governativa che affronti le emergenze del Paese con un programma rinnovato. l’Esecutivo in carica, che ha conseguito risultati positivi anche se insufficienti, non cadrà a causa della mancata attuazione del programma o della forte politica di opposizione. Il suo esaurimento dipende piuttosto dalla mancata presa d'atto del risultato di sostanziale pareggio nelle elezioni del 2006, dai ricatti della sinistra massimalista e, soprattutto, dall’instabilità provocata dalla nascita del Partito democratico, il cui leader ha puntato ad un accordo elettorale con Forza Italia a danno dei partiti minori. (Applausi dal Gruppo Misto-PS e della senatrice Donati).
COSSIGA (Misto). Pure avendo preferito che non si giungesse ad un voto di fiducia in Senato e pur nutrendo riserve sull’azione di Governo, per responsabilità istituzionale voterà la fiducia, ritenendo necessario evitare una crisi al buio, in uno scenario internazionale denso di rischi. Qualora la crisi venisse superata, è necessario assumere iniziative idonee a stabilizzare il quadro politico e istituzionale. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo e RC-SE).
MASTELLA (Misto-Pop-Udeur). Il Governo vive una crisi politica, che non può essere affrontata in termini meramente aritmetici. La maggioranza non esiste più perché occorre prendere atto che da essa è uscito un partito che ha contribuito in modo determinante, con il suo risultato elettorale alla vittoria del centrosinistra nel 2006. Non voterà la fiducia al Governo per imprimere un forte salto di qualità al quadro politico e per riaffermare il primato della politica, anche rispetto agli altri poteri, in particolare nei confronti della magistratura la cui autonomia va tutelata ma dalla quale si deve pretendere il rispetto del diritto formale e sostanziale. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC e del senatore Barbato).
FORMISANO (Misto-IdV). Ringrazia il Presidente del Consiglio che, scegliendo di parlamentarizzare il dibattito sulla crisi, ha scritto una bella pagina di storia politica del Paese. l’Italia dei valori, ricordando i risultati positivi dell’azione di Governo, rinnoverà la fiducia. (Applausi dai Gruppi Misto-IdV, RC-SE e PD-Ulivo)
CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). La stima personale per il presidente Prodi non può essere estesa al suo Governo ed all’eterogenea maggioranza che lo ha fin qui sostenuto. Per consentire l’affermazione una politica riformatrice, occorre che dalle prossime elezioni emergano una nuova e solida maggioranza e un autorevole Governo. Per revisionare la forma di Stato e di governo, si dovrebbe eleggere con metodo proporzionale un'Assemblea costituente capace di rappresentare i diversi orientamenti presenti nel Paese. Solo così sarà possibile rinnovare le istituzioni, ridefinire i rapporti tra i poteri, garantire rappresentatività parlamentare e stabilità degli Esecutivi, ridurre l’incombente presenza di uno Stato parassita, oppressore e inquisitore (Applausi dal Gruppo DCA-PRI-MPA).
PETERLINI (Aut). Auspicando l’estensione di un modello di autogoverno del territorio che ha dato ottimi risultati, il Gruppo rinnoverà la fiducia al Governo Prodi, che ha realizzato interventi positivi sul piano del risanamento finanziario, della lotta all’evasione fiscale, del sostegno agli incapienti, della promozione delle fonti di energia rinnovabili. Nel caso in cui la fiducia sia negata, ritiene irresponsabile invocare elezioni anticipate, destinate a riprodurre l’instabilità. Seguendo l’esortazione del Capo dello Stato, occorre trovare il consenso necessario per dare vita ad un Governo di solidarietà nazionale che abbia a disposizione tempo sufficiente per rilanciare l’economia e per riformare la legge elettorale, in modo da garantire schieramenti coerenti e stabilità politica. (Applausi dai Gruppi Aut e PD-Ulivo). Presidenza del vice presidente CALDEROLI
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). è stata corretta la scelta del presidente Prodi di discutere e risolvere la crisi in Parlamento, in modo che tutte le forze politiche si assumano le proprie responsabilità di fronte al Paese, cercando di ridurre il progressivo allontanamento della politica dai problemi e dalle aspettative dei cittadini. La fiducia dei quali è minata anche dall’ingerenza della politica nelle nomine in ambito sanitario, problema nazionale e non solo meridionale posto nuovamente in evidenza, al di là di quelli che saranno i suoi esiti giudiziari, dall’indagine della magistratura nei confronti di esponenti campani dell’Udeur. Nel complesso, il Governo Prodi ha finora operato bene, contrastando l’evasione fiscale e il lavoro nero, risanando i conti pubblici, favorendo lo sviluppo, sostenendo i redditi più bassi, riducendo i costi della politica e adoperandosi per una migliore tutela del territorio. Occorre tuttavia che esso tenga fede al programma con cui si è presentato agli elettori, pena la perdita del consenso; ogni tentativo di modifica del programma o di attuazione di strategie politiche alternative non può che indebolire l’Esecutivo, come è avvenuto all’interno dell’Unione con proposte di modifica della legge elettorale non condivise e con proclami sulla fine della coalizione, che sono stati all’origine dell’attuale crisi. Pur nella consapevolezza di un mutamento del quadro politico, il Gruppo Insieme con l’Unione voterà la fiducia al Governo Prodi, nell’auspicio di un suo rinnovato impegno di fronte al rischio di recessione. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, SDSE e RC-SE).
SALVI (SDSE). La scelta del Presidente del Consiglio di presentarsi in Senato per chiederne la fiducia farà sì che ogni senatore si assuma apertamente la responsabilità del proprio voto. Il senatore Mastella, che pure si è correttamente dimesso da Ministro della giustizia a seguito dell’apertura di un'indagine giudiziaria che lo vede direttamente e indirettamente coinvolto (sui cui esiti deciderà autonomamente la magistratura) non ha fornito sufficienti spiegazioni sui motivi che lo hanno indotto a sottrarre il sostegno del proprio partito al Governo. è inoltre evidente che la crisi ha avuto origine tra le forze di centro della coalizione, non tra quelle di sinistra, che hanno sempre votato la fiducia al Governo, anche quando non condividevano pienamente il merito dei provvedimenti. Al di là di questo, è doveroso constatare come la costituzione del Partito democratico si sia rivelata, alla prova dei fatti, un grave errore per il centrosinistra, causa piuttosto di frammentazione che non di stabilizzazione del quadro politico; del tutto inopportuni sono stati la scelta di svolgere le primarie per eleggere il segretario del partito all’inizio della legislatura, creando così un dualismo di leadership, la scelta di elaborare proposte di modifica della legge elettorale, che pure è necessaria, a proprio vantaggio e, soprattutto, i ripetuti proclami sulla fine della coalizione e sull’intenzione di presentarsi autonomamente alle prossime elezioni. Il Paese ha invece bisogno di una forza di sinistra unita, che sappia esprimere idee chiare e precise sulle principali questioni di ordine sociale (salari, sicurezza sul lavoro) e morale (costi della politica, lottizzazione delle nomine). Su tali basi Sinistra Democratica voterà la fiducia al Governo Prodi e si appresterà ad affrontare le sfide future, consapevole della gravità della crisi in cui versa il Paese e dei conseguenti rischi di declino, ma anche del fatto che dalla sinistra può provenire un contributo decisivo per il suo riscatto. (Applausi dai Gruppi SDSE, RC-SE e IU-Verdi-Com. Congratulazioni).
CASTELLI (LNP). Sebbene il presidente Prodi abbia difeso sia alla Camera che al Senato la bontà della sua azione di Governo, è evidente che la maggior parte dei cittadini italiani non intende più essere governata dall’attuale Esecutivo. Il Presidente del Consiglio ha rivendicato successi in ogni settore, sia a livello interno che internazionale, in campo economico come nella gestione delle emergenze. Tuttavia i fatti lo smentiscono puntualmente: il suo Governo ha rappresentato una sconfitta per il Paese e per i milioni di cittadini che si trovano in situazioni di difficoltà. La scelta di affrontare il dibattito e il voto di fiducia in Senato, corretta sul piano costituzionale, non è stata assunta nell’interesse del Paese, come dimostra la mancanza di nuove proposte programmatiche; essa è dovuta solamente a un desiderio di rivalsa nei confronti della propria coalizione e dei possibili successori alla guida del centrosinistra. Il presidente Prodi negli ultimi giorni è stato impegnato in discutibili tentativi per assicurarsi il voto favorevole di alcuni senatori, rivolgendosi anche alla Lega Nord, ma senza successo. Se anche oggi il Governo dovesse ottenere la fiducia, grazie al voto determinante dei senatori a vita, è chiaro tuttavia che la sua esperienza politica si è ormai conclusa; il Paese ha bisogno di azioni radicali per la soluzione dei suoi problemi. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).
D'ONOFRIO (UDC). l’UDC negherà la fiducia al Governo travolto dalle contraddizioni che si sono registrate nella sua maggioranza e dall’incapacità di governare mostrata da ultimo anche nella vicenda rifiuti in Campania. La volontà di Prodi di portare in Parlamento la crisi politica non è peraltro un atto di rispetto delle istituzioni, ma rappresenta la volontà di salvare se stesso privilegiando i rapporti di forza all’interno del Partito democratico piuttosto che gli interessi del Paese. l’UDC aveva dichiarato la disponibilità ad intese nell’obiettivo strategico di dare al Paese una nuova legge elettorale e aveva consigliato il presidente Prodi di non chiedere il voto al Senato. Vanificando tale possibilità il Presidente del Consiglio ha inteso invece chiedere la fiducia al Senato mostrando il tal modo di anteporre agli interessi del Paese le logiche di supremazia all’interno del Partito democratico. C'è da chiedersi se ora il resto del Partito democratico sarà in grado di accantonare Prodi per dar vita ad una fase politica diversa, assolutamente indispensabile per la salvezza del Paese. (Applausi dai Gruppi UDC e FI e del senatore Collino).
CAPRILI (RC-SE). La sinistra conferma la fiducia al Governo manifestando apprezzamento per la scelta del presidente Prodi di investire il Parlamento della crisi e delle conseguenti decisioni. Condivisibile è apparsa altresì la rivendicazione dei risultati ottenuti dall’azione del Governo, anche grazie al lavoro svolto in Senato, nonché il richiamo alle emergenze, tra cui in particolare la crisi delle istituzioni e della politica che investe tutte le forze politiche e a cui occorre dare risposte, come sottolineato al Presidente della Repubblica e più volte chiesto dalla sinistra. Peraltro, l’immagine del Paese all’estero è lesa non solo dalla vicenda dei rifiuti, rispetto alla quale il centrosinistra si è assunto le sue responsabilità, ma dalle parole inaccettabili dell’onorevole Bossi che chiama alla rivoluzione armata. Quanto al senatore Mastella, avrebbe dovuto motivare le ragioni dell’uscita dalla maggioranza in modo da non far insorgere il dubbio che abbiano un carattere tanto personale da determinare la mancata condivisione anche di settori del suo stesso partito, come emerso dalle distinzioni evidenziate, anche in modo drammatico, nel Gruppo al Senato. (Applausi dai Gruppi RC-SE, PD-Ulivo, IU-Verdi-Com, Aut, SDSE e Misto-PS. Molte congratulazioni).
Presidenza del presidente MARINI
MATTEOLI (AN). La scelta del presidente Prodi di sottoporre la fiducia al Parlamento appare dettata dalla volontà di mostrare i rapporti di forza all’interno del Partito democratico. Egli non ha invece sufficientemente valutato che la crisi è il sintomo finale di un mutamento del quadro politico: la partecipazione dell’Udeur alla maggioranza era infatti decisiva al Senato per garantire in termini numerici la sopravvivenza del Governo e alla Camera ha contribuito in modo determinante all’attribuzione all’Unione del premio di maggioranza. Peraltro anche qualora la fiducia venisse confermata, la coalizione risulterebbe peraltro ulteriormente indebolita sul piano politico, come fanno pensare le critiche rivolte al Governo dai rappresentati della sinistra. Né valgono al mantenimento in vita dell’Esecutivo i richiami alle emergenze, considerato che, al contrario, lo stato di crisi economica del Paese e il declino dell’immagine all’estero sono le maggiori giustificazioni della necessità di un cambiamento del quadro politico. È preferibile quindi che il presidente Prodi si faccia da parte quanto meno per evitare che la sua ostinazione sia ricordata come ero attaccamento al potere. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC e DCA-PRI-MPA. Congratulazioni).
SCHIFANI (FI). Dal voto di fiducia che esprimeranno i senatori dipenderà non soltanto la sopravvivenza del Governo Prodi o la prevalenza dell’una o dell’altra parte politica, ma la tutela degli interessi supremi del Paese. Il Governo dell’Unione è stato definito il peggiore d'Europa, in particolare per i risultati negativi ottenuti sul piano economico grazie all’operato del ministro Padoa-Schioppa. Occorre pertanto che il Parlamento si assuma la responsabilità di sfiduciarlo e ricondurre la politica ai propri doveri e di ricostruire un legame tra i cittadini e le istituzioni. Occorre infatti restituire all’Italia un Governo che sappia perseguire obiettivi di sviluppo e dare prospettive di miglioramento della propria condizione ai cittadini e offra all’esterno un'immagine credibile del Paese. (Applausi dal Gruppo FI. Molte congratulazioni).
FINOCCHIARO (PD-Ulivo). La crisi non è stata aperta in nome dei bisogni del popolo italiano o delle difficoltà delle famiglie e del Mezzogiorno, non è stata provocata dal conflitto sociale o dalla sconfitta parlamentare su un provvedimento importante. Il lamento del senatore Mastella per la scarsa solidarietà ricevuta è ingeneroso e, in ogni caso, un difetto di solidarietà personale non può giustificare un difetto di solidarietà nazionale ed è ingiustificabile l’aggressione subita dal senatore Cusumano che ha deciso di restare fedele alla coalizione con la quale è stato eletto. Diversa è stata la dissociazione dalla maggioranza dei senatori Scalera e Dini, argomentata con ragioni di politica economica. Nel rinnovare la fiducia ricorda che il Governo ha sempre ricevuto un sostegno pieno e leale dal Partito democratico. La crisi, figlia di un sistema che non garantisce efficienza, interessa tutti e una classe dirigente responsabile dovrebbe recuperare il dialogo per modificare una legge elettorale che ha prodotto la paralisi decisionale. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, IU-Verdi-Com e Aut, delle senatrici Brisca Menapace e Rame e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Passa alla votazione nominale con appello della proposta di risoluzione n. 1 presentata dalla senatrice Finocchiaro e da altri senatori, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia. Seguono le operazioni di voto. Con votazione nominale con appello, ai sensi dell’articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell’articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato respinge la proposta di risoluzione n. 1. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi FI, AN, LNP, UDC, DCA-PRI- MPA e Misto-LD). PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica che il Senato sarà convocato a domicilio.La seduta termina alle ore 20,45.

Source by Senato


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