15 marzo 2008, giornata contro l’obesità

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07:14:56
Marzo
15 2008

15 marzo 2008, giornata contro l’obesità

Giornata Mondiale dei consumatori contro l’obesità . Altroconsumo: combattere il peso dell’infanzia

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l’Italia detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi: quasi 4 su 10 - tra i 6 e i 9 anni - pesano troppo.

Obesità e sovrappeso sono ormai emergenze mondiali, grazie al cibo spazzatura e al bombardamento pubblicitario. I Governi iniziano a preoccuparsi e a correre ai ripari. Ma il consumo di cibi grassi, zuccheri e alimenti troppo salati non sembra arrestarsi, anzi. Per questo Altroconsumo, insieme a Consumers International, l’organizzazione mondiale delle principali associazioni di consumatori, dedica il 15 marzo - la giornata mondiale dei consumatori - al tema dell’obesità infantile.

Il peso dell’infanzia

I bambini vanno difesi. Dall’inquinamento, dai pericoli della strada, dal bombardamento pubblicitario. E dal cibo spazzatura. Obesità e sovrappeso sono ormai emergenze mondiali. Che ci toccano molto da vicino. l’Italia detiene, infatti, il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi: quasi 4 su 10 - tra i 6 e i 9 anni - sono troppo cicciotelli.

I Governi iniziano a preoccuparsi e a correre ai ripari. Ma il consumo di cibi grassi, zuccheri e alimenti troppo salati non sembra arrestarsi, anzi. Lo sa bene Consumers International, l’organizzazione mondiale delle principali associazioni di consumatori, che dedica il 15 marzo - la giornata mondiale dei consumatori - al tema dell’obesità infantile.

Contro la pubblicità che ingrassa
Per questa occasione è stato presentato un codice internazionale di autoregolamentazione sulla pubblicità di alimenti e bevande destinate ai più piccoli.
Fonti autorevoli, infatti, ribadiscono che i bambini sono i più vulnerabili al pressing televisivo: la pubblicità di cibi ricchi di grassi, zucchero e sale ha un impatto diretto sulle scelte dei bambini e, quindi sulla loro salute. Il problema non è nuovo: già nel 2005 Altroconsumo aveva posto l’attenzione sull’abbuffata di spot a cui i più piccoli (e non solo) sono sottoposti.

Le fasce cosiddette "protette"(ovvero quelle destinate ai bambini) si sono dimostrate un ricettacolo di messaggi scorretti e poco salutari sotto il profilo nutrizionale. Tra gli spot, al primo posto (due volte su dieci) troviamo prodotti come biscotti, merendine e altri alimenti ricchi di grassi e zuccheri. Quest'ultimo spesso è nascosto in alimenti insospettabili: anche i prodotti senza zuccheri aggiunti, per esempio, non sempre sono meno dolci di quelli tradizionali.

La razione di zuccheri aggiunti non dovrebbe superare i 10 cucchiaini o zollette al giorno, ma non è raro trovare prodotti che, con una sola porzione, coprono metà della razione giornaliera consigliata. Con un bicchiere di bibita gasata si ingeriscono più di 5 zollette di zucchero: pensateci se fate pasteggiare il vostro bambino con l’aranciata. Per aiutarvi a capire quanto zucchero sta consumando inconsapevolmente vostro figlio, potete usare il nostro calcolatore.

Porzioni in crescita e poca attività fisica
Non è solo questione di ingredienti. Anche le porzioni extralarge giocano la loro parte nel problema obesità . Gli alimenti confezionati sono venduti in porzioni sempre più grandi. A questo si aggiunge il fatto che ormai si fa pochissima attività fisica. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se i bambini ingrassano. Alla faccia della piramide alimentare sulle buone abitudini a tavola che mette al primo posto nella dieta quotidiana (di piccoli e adulti) il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura.

Ecco il perché di una giornata dedicata al problema dell’obesità infantile: lo scopo è quello di prevenire i danni alla salute, ma anche le conseguenze economiche e sociali legate al consumo di cibi ipercalorici. Prevenzione, dunque, anzitutto. A partire dai più piccoli che devono essere indirizzati verso un'educazione alimentare e uno stile di vita salubre. Anche in modo divertente, come fa il nostro gioco per riconoscere la pubblicità che ingrassa.

Source by Altroconsumo


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