Latte crudo, ordinanza del Sottosegretario Martini

Giovedì
12:51:25
Dicembre
18 2008

Latte crudo, ordinanza del Sottosegretario Martini

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Roma:Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato lo scorso 10 Dicembre, un'ordinanza con le misure per garantire la sicurezza dei cittadini in merito all’erogazione di latte crudo nei distributori automatici.

l’ordinanza prevede:
l’obbligo di riportare sulle macchinette erogatrici e sulle bottiglie l’indicazione, oltre a quanto già previsto dall’Intesa Stato Regioni del 25 gennaio 2007, che il latte deve essere consumato previa bollitura;
l’indicazione, verrà riportata in maniera ben visibile ed a caratteri in rosso. come data massima di scadenza il 3° giorno dalla data della messa a disposizione del consumatore;
la sospensione della commercializzazione di latte crudo attraverso macchine erogatrici non rispondenti ai requisiti;
il divieto di somministrazione di latte crudo nell’ambito della ristorazione collettiva;
che il responsabile della macchina erogatrice debba escludere la disponibilità di contenitori destinati al consumo in loco del prodotto.
Il provvedimento prevede inoltre che, nelle more dell’emanazione dei provvedimenti regionali attuativi dell’Intesa Stato regioni del 25 gennaio 2007, è fatto obbligo a chiunque di rispettare le disposizioni di cui all’Intesa tra il Governo le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in materia di vendita diretta di latte crudo per l’alimentazione umana, del 25 gennaio 2007.

''Con l’ordinanza firmata oggi - ha spiegato il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, nel corso di una conferenza stampa - abbiamo voluto tutelare la salute dei consumatori ma anche gli allevatori''. Il latte italiano, ha aggiunto il Sottosegretario Martini che ha incontrato sul tema anche il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia,''è di grande qualità '' e, come ha confermato Silvio Borrello, direttore generale della Sicurezza alimentare e nutrizione del Ministero, i controlli veterinari sono costanti e attenti. ''In tutto ci sono in Italia 1.111 distributori e l’obiettivo dell’ordinanza è quello di fare in modo che i consumatori possano utilizzare questo prodotto in sicurezza, risparmiando e utilizzando un alimento che arriva dal proprio territorio''. Il Sottosegretario Martini ha anche spiegato che concorderà con i distributori l’impegno di escludere da ogni promozione di marketing il target delle categorie fragili come bambini, anziani o portatori di malattie immunitarie. Il latte crudo, infatti, se non bollito e se proveniente da animali contaminati, può trasmettere l’Escherichia coli, un batterio che soprattutto nei bambini può avere gravi effetti, come la sindrome emolitica uremica.

Latte crudo e distributori automatici

Con Regolamento dell’Unione Europea 853 del 2004 è stata concessa agli Stati membri la possibilità di "vietare o limitare l’immissione sul mercato di latte crudo". In assenza di specifiche disposizioni nazionali, la vendita di latte crudo era consentita nel rispetto dei requisiti del regolamento stesso. Nessuna indicazione era data per i distributori automatici. Tenuto conto del proliferare dei distributori automatici di latte crudo si è resa necessaria l’adozione di un provvedimento condiviso con le regioni che disciplinasse la produzione e commercializzazione di detto alimento ( Intesa Stato regioni del 25 gennaio 2007).

La responsabilità della registrazione degli allevamenti e delle macchine erogatrici ricade sugli operatori che sono tenuti a farne specifica richiesta all’ASL di competenza. La stessa ASL effettua i controlli sanitari previsti. Dai dati pervenuti al Ministero, alla data odierna, risultano n. 862 allevamenti autorizzati alla produzione di latte crudo e n. 1111 distributori registrati.

Le problematiche connesse al consumo di latte crudo non sono correlate alla qualità del latte, che è buona, né alla sua conservazione o a carenze di natura igienico sanitaria dei distributori, ma al fatto che il latte non essendo pastorizzato espone a contrarre agenti patogeni che sono inattivati o distrutti dalla bollitura o pastorizzazione.
Il latte crudo sfuso viene commercializzato senza essere sottoposto ad analisi quotidiane in grado di escludere anomalie di composizione o sviluppo di carica batterica

Tali problematiche non riguardano il latte normalmente destinato al consumo umano e commercializzato comunemente nei supermercati, nelle latterie o altre rivendite che viene sottoposto invece a trattamenti termici che vanno dalla pasteurizzazione (72° per 15 secondi o 63° per 30 minuti) o trattamento a temperatura UHT (ultra alta 135° ). Il fattore tempo / temperatura stabilito dalle disposizioni comunitarie permette di eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni ed aumentare la durabilità del prodotto. La durabilità del prodotto è stabilita dal produttore (-5-7giorni) per il latte pasteurizzato, che comunque deve essere conservato a temperatura di refrigerazione, per quello trattato a temperature più elevate anche mesi.

Source by Ministero_Salute


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