Mamme italiane poco informate sulle nuove vaccinazioni

Giovedì
20:21:02
Settembre
03 2009

Mamme italiane poco informate sulle nuove vaccinazioni

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Milano: (salute) Le mamme italiane hanno una scarsa conoscenza delle nuove vaccinazioni. E nove su dieci non conoscono il vaccino contro lotite e il rotavirus, che in Italia colpisce ogni anno 400mila bambini sotto i 5 anni. Per quanto riguarda le vaccinazioni da effettuare prima della gravidanza, invece, l80% delle donne è informato sulle malattie infettive e i rischi, ma solo il 50% ha optato per la vaccinazione preventiva. Fondamentali risultano le campagne promosse dalle Regioni, anche se proprio qui si evidenziano alcune differenze: le emiliane dimostrano una consapevolezza elevatissima, mentre in Piemonte risulta un maggiore scollamento rispetto alle figure mediche e alle Istituzioni, punto di riferimento per una migliore diffusione della conoscenza sullargomento. Le mamme desiderano essere informate, come chiedono nove intervistate su dieci.

Questi i dati principali dellindagine svolta da Elma Research per O.N.Da (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), in collaborazione con lAssessorato alla Salute, sul grado di conoscenza delle patologie infettive.

"Secondo il nuovo Piano Vaccinale Nazionale (2008-2010) – ha detto lassessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - lobiettivo è il superamento del ‘Federalismo Vaccinale con la definizione di una strategia nazionale. E necessario agevolare al massimo la possibilità di eseguire le vaccinazioni, facendole effettuare nei luoghi abitualmente frequentati, medico di famiglia in genere e, per i genitori, pediatra curante. Il mio Assessorato ha tra i suoi obiettivi quello della realizzazione di 'Antenne sanitariè che fungano da impulso alla salvaguardia della salute di tutti i cittadini, anche e particolarmente in quelle frange di popolazione immigrata che con difficoltà si accostano alle strutture sanitarie tradizionali. Nessuno può compromettere il diritto alla salute: essere e mantenersi sani è il primo diritto e dovere di ogni individuo”.

"I dati dello studio – ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da – sono sconfortanti. La scarsa conoscenza delle donne sulle ultime opportunità in ambito vaccinale pediatrico mette in evidenza una scarsa consapevolezza relativamente alla gravità di alcune malattie infettive. I dati sono migliori per quanto riguarda la conoscenza delle vaccinazioni prima della gravidanza. è necessario quindi che i medici di medicina generale, pediatri, ginecologi e Istituzioni diffondano maggiore informazione. Una corretta conoscenza in ambito vaccinale è decisiva per una scelta consapevole nellaccettare o meno un intervento immunizzante”.

"Lo studio – ha precisato Elena Ripamonti di Elma Research –, svoltosi su 1037 mamme con almeno un figlio di età inferiore ai 5 anni, mette in evidenza una lacuna nel panorama della prevenzione vaccinale che viene ricondotta alle Istituzioni. Dove queste sono maggiormente presenti con campagne di informazione strutturate, le mamme sono ben indirizzate. Dove le Istituzioni mancano, invece, e vi è un forte scollamento rispetto alle figure mediche, si evidenzia una carenza di informazione e un maggiore timore verso le malattie”.

"Il vaccino – ha affermato Giuseppe Mele, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri – deve sempre essere incentivato. Ma in Italia la situazione è anomala. I piani vaccinali sono statici e non aggiornati in base allepidemiologia e alle nuove esigenze. Inoltre, la loro applicazione è rimessa alle Regioni, che devono fare i conti non solo con logiche di utilità, ma anche economico-finanziarie. Regione che vai, quindi, vaccino che trovi. Non cè omogeneità e questo crea dubbi e paure nelle mamme sulla loro reale efficacia. E spesso manca anche linformazione. è un problema di strategie e di mentalità. Non si deve risparmiare sulla prevenzione primaria”.

"è opportuno – ha spiegato infine Alessandra Kustermann, responsabile del Servizio di Diagnosi prenatale e del Centro soccorso violenza sessuale allOspedale Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano – che le donne conoscano preventivamente alla gravidanza il proprio stato immunologico eseguendo screening per le malattie infettive quali citomegalovirus, rosolia e toxoplasmosi in modo da evitare di concepire proprio mentre una di queste infezioni, rischiose durante la gestazione, è in corso. Oltretutto nel caso della rosolia, la più pericolosa, se la donna non è già protetta da anticorpi, può eseguire la vaccinazione e intraprendere la gravidanza solo in un successivo momento. Il medico di base dovrebbe consigliare il vaccino a tutte le donne in età fertile insieme a quello per lepatite B. Per altre infezioni come il citomegalovirus, invece, purtroppo, anche se sarebbe utile, il vaccino non è ancora disponibile. Ha un senso, infine, anche effettuare lo screening per sifilide e HIV, perché questo modifica la condotta ostetrica”

STUDIO CONOSCITIVO "MAMME E VACCINI”
Sintesi dei risultati di ricerca

SCENARIO E OBIETTIVI DELLA RICERCA
LOsservatorio Nazionale sulla salute della Donna, allinterno di un ampio progetto sulla maternità e linfanzia, ha deciso di condurre uno studio conoscitivo presso le donne mamme italiane in merito alle patologie infettive, prevenibili da vaccino, che riguardano le donne in età fertile e il bambino nei primi mesi di vita per capire:
il grado di conoscenza, la percezione di gravità, i vissuti di lontananza / timore / vicinanza / familiarità rispetto alle diverse patologie e alle vaccinazioni,
i canali informativi e la propensione alla vaccinazione: quante donne si sono vaccinate o hanno vaccinato i propri bambini, chi le ha informate e consigliate in merito, che non lha fatto perché
le attese rispetto allinformazione in merito a queste tematiche: essere informate da chi? come? quando?

METODOLOGIA E CAMPIONE DELLA RICERCA
Per il raggiungimento degli obiettivi di ricerca è stata scelta la metodologia delle interviste personali condotte nelle seguenti regioni italiane Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.
In particolare il campione è composto da 1037 mamme con almeno un figlio di età inferiore ai 5 anni intervistate presso i seguenti punti di campionamento:
scuole dellinfanzia e scuole materne
farmacie
parchi giochi.

La rilevazione è stata condotta nel mese di maggio 2009.

KEY LEARNINGS
Lindagine ha messo in luce alcuni elementi chiave da tener conto in un lavoro di informazione rivolto alle donne italiane:

rispetto al tema delle vaccinazioni e delle malattie infettive esistono differenze regionali estremamente significative e dovute a:

1/ Profili di donna/mamma diversi nelle diverse regioni.

2/ Iniziative in ambito vaccinale diverse da parte delle istituzioni sanitarie nelle diverse regioni.

Source by Comune_di_Milano


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